Casa in Friuli, nuovi fondi nel 2026 e 2027 per ristrutturazioni ed efficientamento
A Buttrio la presentazione dell’Osservatorio immobiliare 2026 di Fiaip Udine. Amirante: 15 milioni già stanziati e nuove risorse a luglio.
BUTTRIO - Nuove risorse regionali per la casa in Friuli Venezia Giulia, con fondi già previsti per il 2026 e un ulteriore rafforzamento atteso nell’assestamento di bilancio di luglio per dare continuità alle misure anche nel 2027. L’annuncio è arrivato a Buttrio durante la presentazione dell’Osservatorio immobiliare 2026 della Fiaip di Udine e provincia, dove l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha fatto il punto sugli interventi a sostegno del mercato abitativo.
Al centro, in particolare, ci sono i contributi per il recupero e la riqualificazione degli immobili privati, pensati per riportare sul mercato abitazioni oggi non utilizzate, sia sul fronte delle compravendite sia su quello delle locazioni a canone calmierato.
Le risorse già stanziate e quelle in arrivo
Secondo quanto riferito dall’assessore, con la legge di Stabilità sono stati stanziati 15 milioni di euro per lo scorrimento della graduatoria del bando ristrutturazioni nel 2026. A questi si aggiungeranno ulteriori fondi nel prossimo assestamento di bilancio di luglio, con l’obiettivo di mantenere attiva la misura anche nel 2027.
Amirante ha inoltre spiegato che, tra le risorse già disponibili e quelle che saranno approvate con l’assestamento, la Regione conta di coprire anche le domande che arriveranno per tutto il 2026 sulla linea contributiva dedicata all’efficientamento energetico degli edifici. Si tratta di interventi come sostituzione dei serramenti, realizzazione dei cappotti termici e rifacimento delle coperture.
Il tema si inserisce nel quadro più ampio dell’assestamento di bilancio, richiamato dalla stessa Amirante come passaggio decisivo per finanziare la prosecuzione degli interventi.
Cosa cambia per il mercato immobiliare
Nel suo intervento, l’assessore ha indicato il nodo principale che oggi pesa sul settore: l’aumento dei costi edilizi, che rende più difficile l’acquisto della casa soprattutto per i giovani e per la classe media. Allo stesso tempo, resta alta la domanda di affitti, mentre una parte significativa del patrimonio immobiliare regionale continua a rimanere inutilizzata.
Per questo, ha osservato Amirante, il borsino immobiliare presentato da Fiaip rappresenta uno strumento utile anche per la Regione, perché consente di leggere l’andamento del mercato e orientare in modo più efficace le politiche pubbliche.
La linea regionale, ha ribadito l’assessore, è quella di recuperare e rigenerare il patrimonio esistente senza consumare nuovo suolo, incentivando allo stesso tempo l’immissione sul mercato di alloggi accessibili, anche attraverso formule di locazione calmierata.
La legge 8 del 2025 e la nuova norma sulla casa
Il pacchetto di misure richiamato a Buttrio parte dalla legge regionale 8 del 2025, che ha introdotto linee contributive per il recupero e la riqualificazione degli immobili privati. L’obiettivo è rimettere in circolo abitazioni oggi sfitte o non utilizzate e ampliare le opportunità di accesso alla casa.
A questo si aggiunge la nuova legge sulle politiche abitative, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio regionale. Secondo Amirante, la norma punta a rafforzare il patrimonio residenziale pubblico e le formule di partenariato pubblico-privato, così da rispondere anche alle esigenze abitative di lavoratori e professionisti che scelgono di trasferirsi in Friuli Venezia Giulia.
L’attenzione, ha precisato l’assessore, riguarda in particolare i comparti della sanità, dell’impiego pubblico e delle attività produttive.
L’incontro a Buttrio
L’occasione per il punto sulle misure regionali è stata la presentazione dell’Osservatorio immobiliare 2026 della Fiaip di Udine e provincia, ospitata oggi a Buttrio. Durante l’incontro, l’assessore ha definito il Borsino immobiliare un riferimento utile per comprendere l’evoluzione del mercato locale in una fase segnata da costi di costruzione più alti, domanda sostenuta di locazioni e presenza di immobili ancora fuori dal circuito abitativo.