Cacciatori feriti in Friuli, gli animalisti: «Si paghino le spese dei recuperi e dei soccorsi»

La richiesta: “I cacciatori, se vogliono essere coerenti, si paghino le spese dei recuperi e dei soccorsi per non gravare sulla sanità”.

11 ottobre 2026 18:46
Cacciatori feriti in Friuli, gli animalisti: «Si paghino le spese dei recuperi e dei soccorsi» -
Condividi

L'ennesima riprova della pericolosità intrinseca della caccia. Gli incidenti di oggi in Friuli (Tolmezzo e Resia) dimostrano una volta di più quanto sia rischioso e potenzialmente letale per le persone questa pratica assolutamente da abolire.

Il Partito animalista italiano, sezione del Friuli Venezia Giulia, attraverso la giornalista portavoce Irene Giurovich, e l'Animal Pride Defending Association con la presidente Patrizia Munarin, rimarcano come “la caccia sia foriera di incidenti diretti e indiretti: oltre a togliere la vita agli animali in una evidente sproporzione di forza (se gli animali fossero armati sparerebbero a loro volta), causa incidenti a ripetizione che, spesso e volentieri, coinvolgono anche coloro che nulla hanno a che fare con la caccia, ma si trovano a correre (vedasi il recente incidente di caccia che ha colpito un runner a San Vito al Tagliamento), a camminare, a passare di lì, anche con i propri animali domestici (anche loro a rischio), a fruire dei sentieri che, ribadiamo, non appartengono ai cacciatori ma appartengono alla collettività e tutti noi abbiamo il diritto di percorrerli in santa pace”.

“Ci chiediamo inoltre – continua Giurovich – di riflettere su quante risorse vengono sottratte alla sanità pubblica in questi casi: massicci interventi che vedono in campo sanitari, soccorso alpino, elicotteri, ambulanze, guardia di finanza, personale che viene impiegato in incidenti evitabili, basterebbe vietare la caccia e liberare le risorse per le emergenze sanitarie dovute non certo ad un hobby ma a malori, infarti, incidenti d'auto, moto e altro: chiediamo che, per incidenti diretti di caccia, siano i cacciatori a pagarsi le spese dei recuperi e dei soccorsi, incluse le spese mediche per pronto soccorso e ricoveri in modo da non gravare, per un hobby che uccide, sulla sanità pubblica, del resto ogni momento  vantano di essere assicurati, pertanto che attivino le coperture assicurative a loro carico per queste procedure!”.

“Il Partito Animalista Italiano ha sempre sostenuto che la sicurezza delle persone e il rispetto degli animali debbano venire prima dell'attività venatoria”, sottolineano Giurovich e Fabio Rabak, coordinatore regionale del PAI FVG.

“Tutto questo ha una ricaduta anche sanitaria a carico di tutta la collettività, anche di questo è bene occuparsi e avviare un approfondimento serio”. Il Partito animalista e l'Animal Pride Defending sono al lavoro per fermare le iniziative normative ammazza-tutto, con ulteriori liberalizzazioni, in discussione al Parlamento, la cui approvazione farebbe impennare, proporzionalmente, tutti gli incidenti annessi e connessi con i costi ancora più lievitati per i soccorsi e le cure mediche a carico di tutti noi.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail