Centralina modificata per alterare le emissioni: fermato un autoarticolato sloveno

A Monfalcone scoperto un autoarticolato sloveno con centralina manomessa. Sanzioni per 4.500 euro e fermo del mezzo per tre mesi.

20 agosto 2026 10:49
Centralina modificata per alterare le emissioni: fermato un autoarticolato sloveno -
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MONFALCONEUn autoarticolato immatricolato in Slovenia con la centralina del motore manomessa è stato scoperto dalla Polizia locale di Monfalcone durante un controllo. La modifica elettronica avrebbe alterato il funzionamento del mezzo e dei sistemi destinati al contenimento delle emissioni.

Per conducente e proprietario dell’impresa sono scattate sanzioni per complessivi 4.500 euro, oltre al fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.

La centralina del motore era stata riprogrammata

La verifica tecnica effettuata dagli agenti ha permesso di accertare che la centralina del motore era stata riprogrammata, rendendo l’autoarticolato non più conforme alle caratteristiche previste dall’omologazione.

Si tratta di interventi che possono modificare i software che gestiscono il propulsore e i sistemi di trattamento dei gas di scarico, compromettendo così l’efficacia dei dispositivi installati per ridurre le sostanze inquinanti.

L’accertamento rientra nell’attività avviata dal Comando di Monfalcone per contrastare le manomissioni elettroniche sui veicoli industriali.

Un software specifico per scoprire le modifiche

Individuare alterazioni di questo tipo attraverso un normale controllo visivo può essere particolarmente difficile.

Per questo, da alcuni mesi, la Polizia locale di Monfalcone si è dotata di un software specifico, utilizzato da personale specializzato per analizzare i sistemi elettronici dei mezzi pesanti e individuare anomalie o eventuali modifiche.

«L’evoluzione tecnologica dei veicoli richiede che anche l’attività di controllo sappia evolversi e dotarsi di strumenti adeguati», ha spiegato Anna Cisint, consigliere delegato alla Sicurezza ed europarlamentare.

Il problema delle emissioni

Le conseguenze di una simile modifica non riguardano soltanto gli aspetti amministrativi.

La manomissione dei dispositivi che trattano i gas di scarico può infatti determinare emissioni superiori ai limiti previsti, riducendo o vanificando l’efficacia dei sistemi installati proprio per contenere la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente.

Secondo Cisint, contrastare queste condotte significa quindi intervenire contemporaneamente sulla tutela della qualità dell’aria, sulla salute dei cittadini e sul rispetto delle regole da parte delle aziende di autotrasporto.

«Tutela anche per le imprese che rispettano le regole»

Il Comune sottolinea anche l’aspetto legato alla concorrenza.

Un’impresa che modifica illegalmente i propri mezzi potrebbe infatti ottenere un vantaggio rispetto alle aziende che sostengono i costi necessari per mantenere i veicoli conformi alla normativa.

«È una questione di rispetto delle regole e di equità nei confronti di chi lavora correttamente», ha sottolineato Cisint.

Sul fronte dei controlli stradali, negli ultimi giorni sono state rafforzate le verifiche anche in altre località del Friuli Venezia Giulia, come avvenuto tra Lignano e Latisana durante i servizi di Ferragosto.

Multa da 4.500 euro e camion fermo tre mesi

Al termine degli accertamenti, al conducente e al proprietario dell’impresa sono state contestate sanzioni amministrative per un totale di 4.500 euro.

È stato inoltre disposto il fermo amministrativo dell’intero complesso veicolare per tre mesi.

Dal momento che il camion era immatricolato all’estero, le somme previste sono state corrisposte immediatamente.

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