Scuola media demolita a Campoformido, l’amministrazione Furlani spiega i motivi

Scuola media demolita a Campoformido: l’opposizione spiega le scelte dell’ex amministrazione

16 aprile 2026 09:24
Scuola media demolita a Campoformido, l’amministrazione Furlani spiega i motivi -
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CAMPOFORMIDO – Sul tema della demolizione della scuola media, arriva la presa di posizione dell’opposizione legata all’ex sindaco Erika Furlani, che chiarisce le motivazioni delle scelte compiute durante la precedente amministrazione. La struttura scolastica risaliva agli anni ’60 e nel tempo aveva perso parte della sua funzionalità. Già anni fa, infatti, un’intera ala era stata dismessa dall’ex Direzione didattica e trasferita presso l’Istituto Comprensivo Campoformido e Pozzuolo del Friuli, con conseguente riduzione dell’utilizzo degli spazi.

Un cambiamento che, unito al calo demografico, ha reso l’edificio sovradimensionato rispetto alle reali esigenze.

Secondo quanto riportato nel comunicato, già nel 2017 erano state evidenziate numerose problematiche. Tra queste, l’obbligo di adeguamento alle normative sul consolidamento sismico, che avrebbe richiesto interventi significativi.

La struttura presentava inoltre una distribuzione su più livelli, ritenuta poco funzionale e penalizzante per l’organizzazione delle attività scolastiche.

Tra gli aspetti più rilevanti sottolineati dall’opposizione figurano i costi di gestione elevati, dovuti a impianti ormai obsoleti e poco efficienti.

La sostituzione completa della serramentistica era considerata non più rinviabile, così come la necessità di eliminare le numerose barriere architettoniche presenti. Anche gli impianti di illuminazione e riscaldamento risultavano inefficienti e antieconomici.

Nel comunicato viene ribadito il bivio davanti al quale si trovava l’amministrazione dell’epoca: intervenire su un edificio ritenuto ormai inadeguato oppure realizzare una nuova struttura.

«Una scelta doverosa: un edificio raffazzonato, costoso e fuori dal “tempo” oppure una scuola moderna e all’avanguardia per i nostri studenti dei prossimi decenni, pienamente sostenibile sia per il riscontro ambientale che economico-gestionale», si legge nella nota.

Elemento centrale della decisione è stata la possibilità di accedere ai finanziamenti del PNRR e ad altri contributi, che avrebbero consentito un intervento senza pesare sul bilancio comunale.

L’operazione viene descritta come “un investimento a costo zero”, senza ricorrere a mutui o ad altre forme di indebitamento.

Nel comunicato dell’opposizione emerge anche un passaggio critico legato all’affidamento dei lavori. La gara, gestita da Invitalia, ha portato all’individuazione di una ditta che non avrebbe rispettato gli obblighi contrattuali.

«Chi avrebbe previsto che la ditta aggiudicataria, gara gestita da Invitalia, non adempisse ai propri obblighi come purtroppo ha fatto anche in altre Regioni?», viene evidenziato.

Un elemento che, secondo l’opposizione, rappresenta un imprevisto nel percorso avviato, ma non modifica le ragioni alla base della scelta originaria: realizzare una scuola moderna, sostenibile e adeguata alle esigenze future.

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