Campoformido, nuova sede della Protezione civile: posata la prima pietra

Prima pietra della nuova sede della Protezione civile di Campoformido: due lotti, spazi per i volontari e investimento da 700mila euro.

12 ottobre 2026 18:03
Campoformido, nuova sede della Protezione civile: posata la prima pietra -
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CAMPOFORMIDO – Un edificio più adeguato alle attività dei volontari, con ambienti per la formazione, il coordinamento e il ricovero dei mezzi. Con la posa della prima pietra del primo lotto, celebrata lunedì 12 ottobre 2026, prende avvio il progetto della nuova sede della Protezione civile comunale.

Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore regionale con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi, il sindaco Massimiliano Petri e il capogruppo Andrea Zaninotto, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali e operatori del settore.

L’opera risponde alle necessità di un gruppo composto da circa venti volontari, che oggi dispone di una struttura ormai sottodimensionata rispetto alle esigenze operative e agli spazi necessari per custodire i veicoli.

Una sede accanto ai Carabinieri, utilizzabile anche nelle emergenze

Il nuovo edificio sorgerà accanto alla caserma dei Carabinieri. La posizione e le dotazioni previste consentiranno alla struttura di ospitare, in caso di necessità, anche il Centro operativo comunale, il Coc, per il coordinamento delle emergenze.

Il progetto assume rilievo anche oltre i confini municipali: Campoformido è il Comune capofila del distretto del Cormor, che riunisce sette municipalità.

Riccardi ha richiamato proprio questa funzione territoriale, sottolineando che tecnologie, mezzi e sedi rappresentano strumenti indispensabili per sostenere l’attività della Protezione civile. La nuova struttura, ha spiegato, offrirà ai volontari un luogo adeguato nel quale lavorare insieme e organizzarsi a tutela della comunità.

L’investimento e il percorso in due lotti

Il comunicato indica un investimento complessivo di 700mila euro. Per la prima fase, il finanziamento è ripartito in parti uguali: 50 per cento di risorse regionali e 50 per cento di fondi comunali.

La realizzazione è articolata in due lotti esecutivi. Alla posa della prima pietra del primo lotto si affianca quindi il percorso necessario per arrivare al completamento dell’intervento.

Sul secondo lotto, il cui valore è indicato tra 350mila e 400mila euro, Riccardi ha espresso la volontà della Regione di sostenere la conclusione dell’opera. L’assessore si è soffermato sia sullo sviluppo del cantiere sia sull’impegno finanziario richiesto per la fase successiva.

Uffici, sala operativa e autorimessa per il gruppo comunale

La nuova sede metterà a disposizione della Protezione civile uffici, una sala operativa, una sala riunioni, spogliatoi e un’autorimessa.

La distribuzione degli ambienti permetterà di rispondere alle diverse necessità del gruppo: organizzare le attività, svolgere incontri e formazione, preparare gli interventi e disporre di spazi adeguati per i mezzi.

Il progetto prevede inoltre elevati standard di efficienza energetica, nel rispetto dei Criteri ambientali minimi, Cam, e del principio europeo Dnsh, che richiede di non arrecare danni significativi all’ambiente.

Riccardi: formazione e fiducia per lavorare insieme

Nel suo intervento, l’assessore ha insistito sul valore sociale degli spazi destinati al volontariato. Una sede comune consente alle persone di incontrarsi, acquisire competenze e costruire quella conoscenza reciproca che diventa particolarmente importante durante un’emergenza.

«Questi luoghi sono fondamentali perché mettono insieme le persone, le fanno formare e consentono di fare squadra», ha affermato Riccardi.

La fiducia tra gli operatori e l’abitudine a collaborare, ha aggiunto, aiutano ad agire con efficacia quando occorre prendere decisioni tempestive sul territorio. Il valore del volontariato era stato al centro anche del recente raduno interregionale della Protezione civile concluso a Gemona.

Il richiamo alle responsabilità di sindaci e volontari

Riccardi ha concluso rinnovando l’auspicio di una rapida definizione del percorso normativo a tutela delle responsabilità di sindaci e volontari.

Un tema già affrontato nel confronto di Venzone sul futuro della Protezione civile, durante il quale l’assessore aveva richiamato la necessità di adeguare le regole all’evoluzione del sistema e alle esigenze di chi mette il proprio tempo al servizio della comunità.

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