Canale di Trivignano in secca da dieci mesi, l'allarme di Martines in Consiglio regionale

Nel dibattito sull'Assestamento 2026-2028 il consigliere Pd punta il focus sul tratto da Lauzacco a Visco e sulla gestione dell'acqua.

23 luglio 2026 16:20
Canale di Trivignano in secca da dieci mesi, l'allarme di Martines in Consiglio regionale -
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TRIESTE - Il tratto del canale di Trivignano compreso tra Lauzacco e Visco è in secca da circa dieci mesi, salvo brevi intervalli, con conseguenze che riguardano sia la futura manutenzione sia le condizioni di salubrità. È il punto sollevato in Consiglio regionale dal consigliere del Pd Francesco Martines durante il dibattito sull'Assestamento di bilancio 2026-2028, con un richiamo diretto alla gestione della siccità da parte della Regione e dei Consorzi di bonifica.

Secondo Martines, i cambiamenti climatici che stanno colpendo anche il Friuli Venezia Giulia non possono essere affrontati in modo ordinario e richiedono invece una gestione più attenta e continua delle risorse idriche. Nel suo intervento ha indicato in particolare la situazione del Consorzio di bonifica friulana e del canale di Trivignano, dove la carenza d'acqua si protrae ormai da mesi.

Il nodo del canale tra Lauzacco e Visco

Il consigliere dem sostiene che negli ultimi mesi sia mancata la capacità di prevenire periodi di siccità intensa e prolungata, nonostante previsioni meteorologiche ritenute sempre più attendibili. Da qui, la critica a una programmazione giudicata non adeguata nella distribuzione dell'alimentazione dei corsi d'acqua presenti nell'area di competenza del consorzio.

Martines chiede una gestione che garantisca un'alimentazione equilibrata dei corsi d'acqua, anche con flussi a intermittenza, evitando - è la sua posizione - di privilegiare in ogni caso le aree dove sono presenti consorziati rispetto a quelle dove non lo sono. Il tema posto riguarda quindi non solo la disponibilità di acqua, ma anche i criteri con cui viene distribuita nelle diverse zone.

La richiesta alla Regione e ai Consorzi di bonifica

Nel dibattito sull'assestamento, Martines ha invitato la Regione a non sottovalutare gli effetti dei cambiamenti climatici e a pretendere dai propri organismi operativi un monitoraggio costante della situazione. A suo avviso, gestire le emergenze significa verificare con continuità il quadro complessivo e ripartire l'acqua disponibile in modo equo.

Per il consigliere, non è sufficiente predisporre un Piano siccità se poi questo strumento non viene aggiornato giorno per giorno sulla base dell'evoluzione reale della situazione. L'osservazione riguarda quindi la fase operativa, oltre a quella di pianificazione.

Il riferimento ad A2A e alla centrale di Somplago

Tra i punti indicati da Martines c'è anche la necessità di valutare attentamente le previsioni e di mantenere un confronto con le società che gestiscono le centrali idroelettriche in montagna. Il riferimento esplicito è ad A2A e alla centrale di Somplago sul lago di Cavazzo, che utilizza le acque del bacino del Tagliamento.

Secondo il consigliere, va applicata correttamente la convenzione prevista dal decreto di concessione, così da trovare un equilibrio tra l'acqua destinata alla produzione di energia e quella necessaria all'irrigazione. L'obiettivo indicato è evitare che una delle due esigenze prevalga del tutto sull'altra, con una distribuzione ritenuta più equa della risorsa disponibile.

Nella sua conclusione, Martines sostiene che solo attraverso questo bilanciamento si possa garantire l'acqua utile sia per la produzione energetica sia per l'uso irriguo, senza sacrificare nessuna delle aree coinvolte.

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