Bracconaggio a Caneva, il plauso degli animalisti alla Forestale: l’appello ai cittadini

Bracconaggio a Caneva: PAI FVG e Animal Pride ringraziano la Forestale e invitano alle segnalazioni. Il confronto sulla caccia.

23 settembre 2026 21:38
Bracconaggio a Caneva, il plauso degli animalisti alla Forestale: l’appello ai cittadini -
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CANEVA – Un ringraziamento agli agenti della Forestale, un invito ai cittadini a segnalare le situazioni sospette e una nuova presa di posizione contro la caccia. Il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e Animal Pride Defending Association intervengono con una nota congiunta sull’operazione antibracconaggio condotta a Sarone, nel territorio comunale di Caneva.

Le due organizzazioni esprimono soddisfazione per il lavoro della Stazione forestale di Polcenigo e del Nucleo antibracconaggio di Pagnacco, sottolineando il ruolo delle istituzioni nella tutela della fauna. L’intervento ha portato alla denuncia di un uomo e al sequestro di uccelli protetti, trappole e munizioni.

L’operazione a Sarone e gli accertamenti della Forestale

Secondo la ricostruzione richiamata nel comunicato, gli agenti sono intervenuti dopo una serie di appostamenti nel terreno di un cittadino che deteneva tre lucherini e un cardellino, esemplari di avifauna protetta.

Nel ricovero attrezzi sarebbero state trovate una decina tra tagliole e trappole, comprese due di grandi dimensioni, oltre a munizioni detenute abusivamente. La nota riferisce anche del sequestro di diverse armi.

Le contestazioni riportate dalle due organizzazioni riguardano detenzione abusiva di armi e munizioni, smaltimento di rifiuti mediante combustione, cattura e detenzione illecita di avifauna selvatica e detenzione di trappole. La denuncia non costituisce un accertamento definitivo delle responsabilità: il caso resta sottoposto alle valutazioni dell’autorità giudiziaria.

Giurovich: il ringraziamento agli agenti e alle istituzioni

A commentare l’intervento è Irene Giurovich, giornalista, attivista e portavoce regionale del Partito Animalista Italiano FVG.

«Questo risultato dimostra che le risposte efficaci contro il bracconaggio e contro comportamenti gravi contro la fauna e gli animali arrivano dalle autorità competenti e dalle istituzioni, che lavorano con professionalità e in sinergia sul territorio», afferma nella nota.

Il PAI FVG e Animal Pride Defending Association rivolgono quindi un ringraziamento a chi è impegnato quotidianamente nella protezione della fauna selvatica, chiedendo che attività come quella condotta a Caneva vengano sostenute e incentivate.

Un impegno che, secondo le due sigle, deve poter contare anche sulla collaborazione dei cittadini, attraverso informazioni e segnalazioni indirizzate agli organismi competenti.

Segnalazioni urgenti al 112 e attenzione ai comportamenti sospetti

Nel comunicato viene ricordata la possibilità di rivolgersi al numero unico di emergenza 112 per segnalazioni urgenti, comprese quelle relative a sospette attività di bracconaggio o a situazioni che mettano in pericolo animali e ambiente. La Regione FVG conferma che il servizio è gratuito e raggiungibile da telefono fisso e mobile; resta un numero destinato alle emergenze, non alle richieste di informazioni ordinarie.

Le organizzazioni invitano a non sottovalutare comportamenti sospetti, anche quando non sia immediatamente chiaro se configurino una violazione, lasciando alle autorità le verifiche del caso.

Il tema delle segnalazioni era già emerso nelle preoccupazioni degli animalisti per la scomparsa delle marmotte sul Montasio, raccontate da Nordest24: in quella vicenda era stato espresso il timore di possibili episodi di bracconaggio, senza che il sospetto equivalesse a un accertamento.

La polemica sui controlli e il ruolo delle associazioni

Nella loro presa di posizione, PAI FVG e Animal Pride Defending Association insistono sulla centralità delle autorità competenti e criticano quanto, a loro giudizio, verrebbe diffuso da alcune associazioni favorevoli alla caccia sul tema dei controlli.

Le due sigle sostengono che siano le istituzioni a dover assicurare risposte efficaci contro gli illeciti. Il comunicato non identifica però le associazioni alle quali si riferisce né riporta le specifiche dichiarazioni contestate.

Sul piano normativo, va distinta questa posizione dalla disciplina della vigilanza: l’articolo 27 della legge 157/1992 contempla anche guardie volontarie appartenenti ad associazioni riconosciute, comprese quelle venatorie e di protezione ambientale, in presenza dei requisiti e dei riconoscimenti previsti. L’appartenenza a un’associazione, da sola, non attribuisce automaticamente funzioni di controllo.

Il sondaggio Ipsos Doxa: cosa comprende il dato dei tre cittadini su quattro

Le organizzazioni richiamano il sondaggio Ipsos Doxa commissionato dalla Fondazione Capellino, interpretandolo come un sostegno alla loro opposizione alla caccia e al disegno di legge che definiscono «DDL sparatutto».

Il rapporto permette di precisare il dato: il 27% degli intervistati indica l’abolizione completa, il 13% una forte riduzione fino alla scomparsa e il 35% la limitazione a pochi casi di emergenza. Queste tre risposte compongono il 75% citato. Il 17% preferisce mantenere la regolamentazione attuale, mentre il 3% vorrebbe incentivare l’attività venatoria.

La rilevazione è stata condotta online dal 28 luglio al 4 agosto 2026, con 7.002 interviste a un campione di residenti in Italia maggiorenni. Si tratta dunque di un’indagine nazionale, non di un risultato specifico del Friuli Venezia Giulia. Il 75% riunisce posizioni differenti e non coincide con la sola richiesta di abolizione totale, né misura automaticamente il giudizio sull’intero disegno di legge.

La contrarietà alla caccia e il richiamo alla sicurezza

Per PAI FVG e Animal Pride Defending Association, la direzione da seguire resta quella di rafforzare controlli, prevenzione, rispetto delle regole e protezione della fauna.

Le due organizzazioni ribadiscono anche una contrarietà di carattere etico all’attività venatoria: «Continuare a sparare per divertimento non è moralmente né eticamente ammissibile», sostengono nella nota.

La loro posizione si inserisce nel confronto sulla riforma della caccia, già al centro delle proteste a Treviso e Verona e delle iniziative annunciate da AVS durante l’estate.

Il comunicato richiama inoltre i ferimenti registrati dall’apertura della stagione venatoria, senza presentare un conteggio dettagliato. Sul tema della sicurezza, Nordest24 ha documentato il recente incidente di caccia a Masi, con un compagno di battuta ferito al collo e a un braccio.

Il Partito Animalista Italiano FVG e Animal Pride Defending Association concludono annunciando che continueranno a sostenere iniziative per l’abolizione della caccia, a segnalare il bracconaggio e a promuovere la difesa degli animali e della biodiversità del territorio.

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