Caregiver in Friuli Venezia Giulia, fondo autonomia a 70,8 milioni nel 2026
Nel Caregiver Day la Regione fa il punto su legge, piano 2024-2026, progetti finanziati e sostegni alla domiciliarità.
PORDENONE - In Friuli Venezia Giulia il sostegno ai caregiver passa da una legge regionale dedicata, da un piano triennale e da un rafforzamento delle risorse per l'assistenza a domicilio. Nel giorno del Caregiver Day, l'assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi ha ricordato i principali interventi messi in campo dalla Regione per le persone che assistono familiari non autosufficienti, con un dato economico centrale: lo stanziamento complessivo del Fondo per l'Autonomia Possibile è salito dai 51,4 milioni di euro del 2022 ai 70,8 milioni nel 2026.
Secondo Riccardi, il riconoscimento e il sostegno ai caregiver sono una parte strutturale del sistema di welfare regionale. Il Friuli Venezia Giulia si è dotato nel 2023 di una norma specifica, la legge regionale 8 del 24 febbraio 2023, che riconosce il valore sociale del lavoro di cura e il ruolo del caregiver all'interno della rete dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari.
Piano triennale e progetti finanziati
Accanto alla legge, la Regione ha attivato il Piano triennale 2024-2026 per i caregiver, con una dotazione di circa 1,5 milioni di euro destinata ad attività di formazione, informazione, comunicazione e valorizzazione delle competenze. Nel biennio 2024-2025 sono stati finanziati 24 progetti realizzati da enti del Terzo settore e Comuni, per un totale di 133mila euro. Per il 2026 sono stati inoltre stanziati 140mila euro.
Una parte delle risorse del piano, tra il 2025 e il 2026, è stata riservata a percorsi di coprogettazione con il Terzo settore. L'obiettivo indicato dalla Regione è intercettare prima i bisogni delle famiglie e costruire reti di prossimità in grado di condividere il carico dell'assistenza.
Domiciliarità e permanenza nel contesto di vita
L'intervento sui caregiver si inserisce nella strategia più ampia di rafforzamento della domiciliarità. Dal 2019 il Friuli Venezia Giulia sostiene sperimentazioni di abitare inclusivo e domiciliarità comunitaria che coinvolgono Aziende sanitarie, Servizi sociali dei Comuni ed enti del Terzo settore.
Il punto, nelle parole dell'assessore, è consentire alle persone non autosufficienti di restare il più possibile nel proprio ambiente di vita, evitando allo stesso tempo che l'intera responsabilità dell'assistenza ricada soltanto sulla famiglia. In questo quadro trovano spazio anche le Case della Comunità, pensate come luoghi di integrazione tra servizi sanitari e sociali e di collaborazione con associazioni, famiglie e comunità locali.
Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo delle famiglie e degli anziani nella rete di assistenza quotidiana, già emerso anche alla Festa dei Nonni a Udine.
Le risorse per sollievo e autonomia
Tra gli strumenti richiamati dalla Regione ci sono anche gli interventi di sollievo. Per il 2024 al Friuli Venezia Giulia sono stati assegnati circa 1,3 milioni di euro di risorse nazionali nell'ambito dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali.
Sul fronte regionale, il finanziamento del Fondo per l'Autonomia Possibile è passato da 35,8 milioni di euro nel 2022 a 53,3 milioni nel 2026: un aumento di 17,5 milioni, pari a quasi il 49 per cento. Sommando anche il finanziamento nazionale, il Fap arriva appunto da 51,4 milioni a 70,8 milioni di euro.
All'interno del fondo rientra anche l'Assegno per l'Autonomia Possibile, che sostiene la rete familiare impegnata nell'assistenza della persona non autosufficiente. La quota dell'assegno non soggetta a rendicontazione, ricorda la Regione, può contribuire in modo concreto ad assorbire parte del carico economico e organizzativo che grava sulla famiglia e quindi anche sul caregiver.
La prossima programmazione
La scadenza del piano 2024-2026, ha spiegato Riccardi, sarà il passaggio da cui partire per una nuova fase di programmazione. L'intenzione annunciata è definire le prossime priorità insieme ai territori, ai servizi, alle associazioni e agli stessi caregiver, sulla base di quanto è stato realizzato finora.