Carlotta Petris d’argento ai Tricolori juniores: il Team Ceresetto piazza 5 atlete nelle prime 12
A Sora secondo posto allo sprint per Petris. Nella top 12 anche Cafueri, Giangrasso, Sambi e D’Agnese.
Cinque atlete nelle prime 12 di un Campionato italiano e un titolo sfiorato in volata. È il bilancio con cui il Team Ceresetto Canturino chiude la prova donne juniores di Sora, in provincia di Frosinone, dove Carlotta Petris ha conquistato la medaglia d’argento dopo una gara corsa sempre nelle posizioni che contavano.
UDINE - Il risultato individuale di Petris, seconda nella volata ristretta che ha assegnato il tricolore, è il dato più visibile di una giornata in cui la squadra friulana ha lasciato il segno soprattutto come collettivo. Oltre al podio, infatti, sono arrivate anche le piazze di Rachele Cafueri 7ª, Elisa Giangrasso 8ª, Jolanda Sambi 9ª ed Elena D’Agnese 12ª. Il titolo italiano è andato a Maria Acuti.
Più dei soli piazzamenti, a pesare è stata la maniera in cui la corsa è stata interpretata: presenza nelle azioni decisive, attacchi, fughe e continuità su un percorso considerato duro. Il Team Ceresetto Canturino non si è limitato a inseguire il risultato, ma ha corso da protagonista in diversi momenti della gara.
I numeri della giornata a Sora
Il dato che sintetizza meglio la prova è quello delle 5 atlete tra le prime 12 in una corsa valida per il titolo italiano donne juniores. Un risultato che racconta profondità di organico e capacità di restare competitive lungo tutta la gara, soprattutto su tracciati selettivi.
La medaglia d’argento di Petris è arrivata al termine di una volata ristretta, dopo una corsa rimasta aperta fino agli ultimi metri. Alle sue spalle, il Team ha piazzato altre tre atlete nella top 10 e una quinta appena fuori, confermando un rendimento complessivo di alto livello.
Come si è sviluppata la corsa
A ricostruire i passaggi chiave è stata la stessa Carlotta Petris. “Secondo me è stata una buona corsa. Il percorso era duro, ma all’inizio non siamo andate fortissimo: le salite le abbiamo fatte abbastanza regolari, tutte insieme in gruppo”.
La gara si è accesa verso il penultimo giro, quando è nata una fuga con dentro, per il Team Ceresetto Canturino, Elisa Giangrasso e Jolanda Sambi. Il tentativo è poi stato ripreso, prima della selezione sull’ultima salita.
“Abbiamo affrontato l’ultima salita e si sono sgranate le prime posizioni, ma siamo riuscite a rientrare in discesa. Da lì Rachele Cafueri ed Elisa Giangrasso sono ripartite e sono andate via. Noi siamo rimaste nel gruppetto e siamo arrivate alla volata”, ha spiegato Petris.
La corsa si è quindi decisa nel finale, quando la fuga è stata annullata a ridosso del traguardo. “Abbiamo ripreso la fuga ai 300-350 metri. Mi è venuto d’istinto: ho visto il cartello dei 200 metri e sono partita fino all’arrivo”. Un’accelerazione che le ha consegnato il secondo posto, a pochi centimetri dal titolo.
Il podio sfiorato e il rammarico di Petris
Nel dopo gara, alla soddisfazione per la medaglia si è affiancato anche il rammarico per una vittoria rimasta vicina fino all’ultimo. “All’inizio ero contentissima, adesso che ci penso un po’ di rammarico c’è… però la prestazione c’è stata, e va bene così.”
Le parole dell’atleta restituiscono bene il senso della giornata: da una parte un risultato importante in una gara tricolore, dall’altra la consapevolezza che il successo era alla portata. Il secondo posto di Petris, però, non esaurisce il valore della trasferta di Sora, perché dentro la corsa il Team ha trovato spazio in più fasi e con più atlete.
Il lavoro tecnico dietro al risultato
La crescita del gruppo passa anche dal lavoro dello staff tecnico. Per il settore junior donne il riferimento è il direttore sportivo Christian Murro, mentre tra gli junior uomini opera Alessio Surian. Nella preparazione degli atleti viene indicato anche il contributo di CTFlab.
Il quadro che esce dai Campionati italiani di Sora è quello di una squadra capace di unire rendimento immediato e continuità di gruppo. L’argento di Petris è il risultato che resta sul podio, ma il dato più pesante, alla fine, è nella prova d’insieme: cinque atlete davanti, presenza costante nelle azioni chiave e una corsa interpretata senza attendismo.