Casarsa, i 50 anni del Rigel ricordano il terremoto del Friuli e parlano ai giovani

Alla cerimonia per il 5° Reggimento Aviazione dell'Esercito anche gli studenti, con il terremoto del 1976 al centro delle testimonianze.

24 settembre 2026 18:02
Casarsa, i 50 anni del Rigel ricordano il terremoto del Friuli e parlano ai giovani -
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CASARSA DELLA DELIZIA - Il cinquantesimo anniversario del 5° Reggimento Aviazione dell'Esercito Rigel ha riportato al centro, a Casarsa della Delizia, una delle pagine più dolorose della storia friulana: il terremoto del 1976 e i soccorsi prestati alla popolazione. Alla giornata hanno partecipato anche gli studenti delle scuole, tra cui quelli del Malignani, coinvolti come destinatari diretti di una memoria che guarda alle nuove generazioni.

A richiamare il valore della ricorrenza è stato il consigliere regionale Markus Maurmair, presente oggi alle celebrazioni. Il riferimento al Friuli, ha osservato, passa anche attraverso l'impegno del reparto nelle operazioni di emergenza dopo il sisma, un legame che continua a segnare il rapporto tra il Rigel e il territorio.

Il ricordo dei soccorsi dopo il sisma

Uno dei momenti centrali della giornata è stato dedicato alle testimonianze di chi, nell'anno del terremoto, intervenne nelle operazioni di aiuto alle comunità colpite. Un passaggio che, nelle parole di Maurmair, va oltre il semplice ricordo di un'emergenza e mette in evidenza il significato concreto del servizio: esserci quando il territorio ne ha bisogno.

Secondo il consigliere, dall'ascolto di quelle esperienze emerge soprattutto il valore delle persone che misero a disposizione tempo, competenze, forza e coraggio per sostenere chi si trovava in difficoltà. Un messaggio che, ha sottolineato, resta attuale anche oggi.

Gli studenti al centro della giornata

Alla cerimonia erano presenti anche i ragazzi delle scuole, tra cui gli studenti del Malignani. Proprio a loro è stato affidato idealmente il compito di raccogliere e trasmettere questa testimonianza.

Maurmair ha spiegato di aver apprezzato in modo particolare la presenza dei giovani, osservando che una memoria che non raggiunge le nuove generazioni rischia di fermarsi a chi l'ha vissuta direttamente. Per questo, ha aggiunto, storie come quelle legate al 1976 devono continuare a parlare soprattutto ai ragazzi.

Il messaggio affidato alle nuove generazioni

Nel suo intervento, il consigliere regionale ha insistito sul significato educativo della ricorrenza. In una società spesso orientata a ciò che si può ottenere, queste testimonianze, ha detto, ricordano invece il valore di ciò che si è capaci di donare agli altri.

Il riferimento è a gesti concreti come assumersi una responsabilità, rendersi disponibili, avere coraggio e non voltarsi dall'altra parte davanti al bisogno. Da questo punto di vista, la lezione del Friuli del 1976 resta, nelle parole di Maurmair, attuale: nei momenti più difficili nessuno si salva da solo e la ricostruzione diventa possibile quando si mettono insieme competenze, energie e solidarietà.

Per il consigliere, il modo più efficace per onorare chi si impegnò in quei giorni non è fermarsi alla celebrazione, ma fare in modo che quell'esempio continui a produrre effetti nel presente. Se anche un ragazzo, uscendo dalla giornata di Casarsa, avrà colto il valore del dedicare parte del proprio tempo agli altri e del trovare il coraggio di esserci, allora quella memoria avrà ancora un significato concreto.

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