Casarsa della Delizia, il 16 giugno a San Giovanni l’ultimo incontro su terremoto 1976 con Paola Treppo

Nell’ex latteria di via Versutta 4 l’ultima serata di “Epicentro Friuli 1976-2026”, tra memoria del sisma e racconto autobiografico

A cura di Web Team Web Team
12 giugno 2026 07:59
Casarsa della Delizia, il 16 giugno a San Giovanni l’ultimo incontro su terremoto 1976 con Paola Treppo -
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CASARSA DELLA DELIZIA - Si chiude martedì 16 giugno a San Giovanni di Casarsa la rassegna “Epicentro Friuli 1976-2026. Ricostruzioni di una memoria sotto la superficie della storia”, dedicata alla memoria del terremoto del Friuli nel cinquantesimo anniversario del sisma. L’appuntamento finale è in programma alle 20.45 nell’ex latteria di via Versutta 4, nel contesto della sagra paesana, con la giornalista Paola Treppo che presenterà il libro “E ven la fin dal mont! Una bambina friulana nel terremoto del 1976”.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Casarsa della Delizia insieme a Par San Zuan e all’associazione Il Noce. Il progetto è nato per rileggere il sisma del 6 maggio 1976 attraverso testimonianze, ricordi personali e frammenti di storia locale, spostando l’attenzione dalla sola cronaca della devastazione alla memoria quotidiana di chi quegli eventi li ha vissuti.

Dove e quando si tiene l’incontro

La serata conclusiva della rassegna si svolgerà a San Giovanni, frazione di Casarsa, nell’ex latteria di via Versutta 4. L’orario fissato è quello delle 20.45 di martedì 16 giugno.

L’appuntamento rientra nel percorso culturale costruito tra Casarsa della Delizia e San Giovanni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. In questo caso il centro dell’incontro sarà il racconto in prima persona di Paola Treppo, che nel libro ripercorre il sisma a partire dai ricordi dell’infanzia.

Chi segue le iniziative legate ai 50 anni del terremoto in Friuli può trovare un altro appuntamento collegato anche nell’incontro di Sesto al Reghena sui “50 anni di terremoto”.

Il libro di Paola Treppo: il terremoto visto da una bambina

“E ven la fin dal mont! Una bambina friulana nel terremoto del 1976” racconta il sisma attraverso gli occhi di una bambina di cinque anni, la stessa autrice. Paola Treppo sarà presente alla serata e porterà una testimonianza che si muove su un piano diverso rispetto alla ricostruzione istituzionale o alla cronaca dei fatti.

Nel volume emergono la paura e lo smarrimento dei giorni del terremoto, ma anche dettagli di vita concreta che hanno segnato molte famiglie friulane: gli spazi condivisi, le abitudini interrotte, le scuole improvvisate nelle tende, la presenza degli alpini con le cucine da campo, gli aiuti arrivati dall’Italia e dall’estero.

Il racconto parte dalla casa di Plan di Paluz, a Tarcento, e attraversa tende militari, baracche e prefabbricati. Tra le immagini più forti richiamate nel libro c’è quella della nonna Felicita aggrappata al palo dell’illuminazione mentre grida “E ven la fin dal mont”. Accanto alla devastazione, trovano spazio anche ricordi insoliti e intimi: il dormire tutti insieme in automobile, la vita riorganizzata in spazi stretti, la libertà inattesa dei bambini in un paesaggio cambiato dal sisma.

Gli organizzatori e il senso della rassegna

“Epicentro Friuli 1976-2026. Ricostruzioni di una memoria sotto la superficie della storia” è un ciclo di incontri con l’autore ideato per trasformare il cinquantesimo anniversario del terremoto in un momento di memoria collettiva.

L’iniziativa è stata costruita dall’amministrazione comunale di Casarsa della Delizia con Par San Zuan e l’associazione Il Noce. La scelta di chiudere il percorso con il libro di Paola Treppo punta a dare spazio a una memoria familiare e comunitaria, fatta non solo di macerie e ricostruzione materiale, ma anche di gesti, relazioni e immagini rimaste vive a distanza di decenni.

Il libro è pubblicato dall’associazione Int di Cuje Aps di Tarcento con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Il suo tratto distintivo è proprio il punto di osservazione: quello dell’infanzia, che registra la catastrofe senza i filtri del racconto ufficiale e restituisce un frammento di storia locale attraverso l’esperienza diretta.

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