Case sfitte in Fvg, proposta di sgravi fiscali per affitti lunghi da 3 a 5 anni
L’ordine del giorno in Consiglio regionale chiede di valutare agevolazioni su Ilia e addizionali locali per aumentare le case in affitto
TRIESTE - Riportare sul mercato migliaia di abitazioni oggi vuote, usando leve fiscali regionali e locali per spingere i proprietari ad affittare con contratti lunghi. È questo il punto dell’ordine del giorno richiamato dal consigliere regionale della Lega Alberto Budai durante il confronto sul ddl 80 dedicato alla riforma delle politiche abitative del Friuli Venezia Giulia.
La proposta punta a dare una risposta a un doppio problema che in regione riguarda famiglie, giovani lavoratori e studenti: da una parte la difficoltà a trovare case a prezzi sostenibili, dall’altra la presenza di un ampio patrimonio immobiliare privato non utilizzato. In questo quadro, il documento presentato in Aula chiede alla Giunta di verificare se esistano margini concreti per introdurre misure agevolative capaci di incentivare la locazione a lungo termine.
Il riferimento è alla riforma delle politiche abitative regionali, su cui il Consiglio ha discusso nelle scorse ore, con l’obiettivo di capire se l’autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia possa consentire interventi mirati sul fronte fiscale.
Le misure ipotizzate
Nel dettaglio, l’ordine del giorno impegna la Giunta ad approfondire, attraverso un’analisi costi-benefici, la fattibilità di agevolazioni di competenza regionale e locale per i proprietari che stipulino contratti di affitto di lunga durata, pari o superiori a tre-cinque anni.
Tra le ipotesi richiamate ci sono possibili riduzioni o esenzioni dell’Ilia, oltre a interventi sulle addizionali regionali e comunali. L’idea di fondo è rendere più conveniente affittare un immobile oggi sfitto piuttosto che lasciarlo inutilizzato, aumentando così l’offerta disponibile sul mercato residenziale.
Il nodo degli alloggi vuoti
Secondo Budai, il tema riguarda non solo il disagio abitativo ma anche la tutela del diritto di proprietà. Nella sua posizione, la casa viene indicata come il risultato dei sacrifici di intere generazioni e, proprio per questo, da valorizzare con strumenti che aiutino i proprietari a rimettere gli immobili sul mercato delle locazioni stabili.
Il consigliere sostiene che una fiscalità più favorevole potrebbe contribuire ad ampliare l’offerta di abitazioni, favorire rapporti di locazione più duraturi e incidere anche sul livello dei canoni. Nel suo intervento richiama inoltre esperienze già sperimentate in diversi Paesi europei, dove soluzioni di questo tipo avrebbero mostrato effetti positivi sulla disponibilità di alloggi.
Il collegamento con la riforma della casa
La proposta si inserisce nel dibattito sul ddl casa in Friuli Venezia Giulia, tema che in questi giorni ha acceso il confronto politico in Consiglio regionale. Per Budai, l’obiettivo è verificare in modo concreto quali strumenti possano essere attivati all’interno delle competenze del Friuli Venezia Giulia.
Il ragionamento parte da un presupposto preciso: se si vuole aumentare il numero di alloggi disponibili e dare risposte più efficaci a chi cerca una casa, serve anche costruire un rapporto di fiducia con i proprietari privati. Nella discussione sulla riforma delle politiche abitative, l’ordine del giorno si concentra proprio su questo passaggio, chiedendo alla Giunta una verifica su costi, benefici e reali possibilità di intervento fiscale a livello regionale e locale.