Nina restituita ai proprietari accusati di maltrattamenti. Il caso della cagnolina in Parlamento

Riaffidata la cagnolina Nina nonostante le accuse. Rizzetto annuncia una nuova interrogazione al Guardasigilli.

30 gennaio 2026 20:31
Nina restituita ai proprietari accusati di maltrattamenti. Il caso della cagnolina in Parlamento - Nina appena entrata in canile
Nina appena entrata in canile
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Amara sorpresa e profonda preoccupazione per una decisione che rischia di creare un precedente delicato sul fronte della tutela degli animali. È la posizione espressa dall’onorevole Walter Rizzetto, esponente di Fratelli d’Italia, in merito alla scelta delle autorità giudiziarie di riaffidare la cagnolina Nina a soggetti accusati di presunti maltrattamenti. Il parlamentare, che presiede la commissione Lavoro della Camera ed è componente dell’Intergruppo per i diritti degli animali, ha annunciato l’intenzione di presentare una nuova interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dopo quella già depositata nei mesi scorsi.

Secondo Rizzetto, la vicenda presenta numerosi aspetti ancora da chiarire. In particolare, appare controversa la scelta di riconsegnare Nina a persone la cui titolarità sull’animale non risulterebbe formalmente accertata.

Un elemento che rafforza i dubbi, evidenzia il deputato, riguarda le condizioni in cui la cagnolina era stata ritrovata: assenza di microchip e mancanza del libretto sanitario, fattori che rendono ancora più complessa la ricostruzione della sua storia e della reale proprietà.

“Nina deve essere finalmente messa al sicuro”, sottolinea Rizzetto, ribadendo come la protezione degli animali non possa essere subordinata a decisioni che rischiano di comprometterne l’incolumità. Per il parlamentare, la priorità resta garantire un contesto di sicurezza e benessere, soprattutto in presenza di accuse così gravi.

Nel suo intervento, l’esponente di Fdi richiama anche lo spirito della Legge Brambilla, ricordando il proprio contributo durante l’iter parlamentare. Una normativa nata con l’obiettivo di rafforzare le garanzie per gli animali e prevenire situazioni di rischio come quella che coinvolge Nina.

La nuova interrogazione punta dunque a fare piena luce sull’accaduto e a verificare se le procedure seguite siano state realmente coerenti con i principi di protezione e rispetto sanciti dalla legge.

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