Caso Regeni, il Pd del Friuli Venezia Giulia: la sentenza non chiuda il caso

Dopo la decisione della Corte d'Assise di Roma, i consiglieri dem chiedono di continuare la pressione sull'Egitto.

29 settembre 2026 11:18
Caso Regeni, il Pd del Friuli Venezia Giulia: la sentenza non chiuda il caso -
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TRIESTE - Dopo la sentenza della Corte d'Assise di Roma sull'uccisione di Giulio Regeni, il gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia chiede che il verdetto non chiuda il caso sul piano politico e istituzionale. Per i consiglieri dem si tratta di una decisione «storica», che rende giustizia alla battaglia portata avanti in questi anni dalla famiglia del ricercatore friulano.

In una nota diffusa il 29 settembre 2026, gli esponenti regionali del Pd commentano così la pronuncia arrivata da Roma: «Quella di ieri è una sentenza storica, che rende giustizia alla tenacia della famiglia Regeni e di quanti, in questi dieci anni, non hanno mai smesso di chiedere verità per Giulio, figlio della nostra terra».

La posizione del gruppo Pd in Consiglio regionale

Secondo i consiglieri democratici, la magistratura italiana «ha fatto il proprio dovere» nonostante i depistaggi e la mancata collaborazione da parte egiziana. Un passaggio che, nella lettura del gruppo, conferma il lavoro svolto in sede giudiziaria attorno a una vicenda che da anni resta al centro dell'attenzione pubblica e istituzionale anche in Friuli Venezia Giulia, regione d'origine di Giulio Regeni.

Il punto, per il Pd, è ora politico oltre che giudiziario. La sentenza, spiegano i consiglieri, non può diventare un punto finale. Da qui la richiesta rivolta sia alla Regione sia al Governo nazionale di continuare a pretendere dal Cairo «verità, responsabilità e l'esecuzione delle condanne».

La richiesta a Regione e Governo

Nel commento del gruppo dem, l'accento cade quindi sulla necessità di mantenere alta l'iniziativa delle istituzioni italiane nei confronti dell'Egitto. L'obiettivo indicato è evitare nuovi silenzi dopo la decisione della Corte d'Assise di Roma e proseguire nel percorso di accertamento delle responsabilità sull'uccisione di Giulio Regeni.

La presa di posizione arriva all'indomani della sentenza romana e richiama esplicitamente i dieci anni di richieste di verità portate avanti dalla famiglia del ricercatore, indicata dai consiglieri Pd come il riferimento di una battaglia civile che non si esaurisce con il verdetto giudiziario.

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