Cavasso Nuovo, chiusa la rassegna “Testimoni”: il Museo dell’Emigrazione verso un polo della memoria

Allo storico Palazat l’evento conclusivo della rassegna EFASCE: Tubaro propone di ampliare il Museo come riferimento regionale.

17 aprile 2026 20:02
Cavasso Nuovo, chiusa la rassegna “Testimoni”: il Museo dell’Emigrazione verso un polo della memoria -
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CAVASSO NUOVO – Si è chiusa al Museo dell’Emigrazione “Diogene Penzi”, nel cuore dello storico Palazat in piazza Plebiscito, la rassegna primaverile dedicata a “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, la collana editoriale promossa da EFASCE – Pordenonesi nel mondo con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli.

La proposta: un Polo regionale della memoria

Durante l’appuntamento conclusivo, il presidente di EFASCE Angioletto Tubaro ha rilanciato l’idea di rafforzare la missione del museo cavassese fino a trasformarlo in un possibile “Polo regionale della memoria”. Un progetto che, nelle intenzioni, punta a non disperdere le testimonianze di chi è partito dal Friuli occidentale inseguendo condizioni di vita migliori, e a valorizzare l’emigrazione come patrimonio storico e identitario.

Tubaro ha ricordato come i primi cinque volumi pubblicati rappresentino l’avvio di un lavoro più ampio: la costruzione di un “mosaico” capace di raccontare l’emigrazione delle comunità della Destra Tagliamento dalla fine dell’Ottocento a oggi. Un’epopea, ha sottolineato, che rischia di sbiadire se non viene fissata in documenti scritti, diari e memorie. Nel ringraziare le curatrici della collana – la vicepresidente EFASCE Luisa Forte e la consigliera Elena Marzotto – il presidente ha ribadito l’obiettivo di custodire e rendere accessibile una memoria collettiva fatta di sacrifici, lavoro e integrazione nei Paesi ospitanti.

Visita al museo e serata tra musica e letture

Il pomeriggio si è aperto con una visita guidata per una ventina di partecipanti, condotta dal professor JP Grossutti in collaborazione con l’Ecomuseo Lis Aganis. A seguire, la parte pubblica dell’incontro ha unito racconto e performance: protagonista il duo “Accordòs”, formato da Sara Rigo e Alessio de Franzoni, con un programma costruito su canti e brani legati alla storia dell’emigrazione friulana, intrecciati a letture tratte dai libri della collana.

In sala circa cinquanta persone. I saluti istituzionali sono stati affidati al vicesindaco Emanuele Zanon e all’assessora alla cultura Ancilla Canderan. Presenti anche l’assessore del Comune di Pordenone Walter De Bortoli e il consigliere regionale Markus Maurmair.

Le parole “dal di dentro” dei diari

Nel suo intervento, Luisa Forte ha insistito sul valore specifico delle testimonianze raccolte: i diari e i racconti diretti, ha spiegato, permettono di entrare “dal di dentro” nelle esperienze dell’emigrazione, tra emozioni, relazioni, fatiche e identità. Parole senza mediazione, a volte difficili da decifrare proprio perché autentiche, ma capaci di restituire pensieri e sentimenti reali.

Quattro quadri tematici: partire, fame, donne, ritorno

Il concerto-lettura ha preso avvio con un estratto da “Esta es mi casa?”, suite per due fisarmoniche composta da Alessio de Franzoni sul tema del viaggio e del mare. Da lì, la serata si è sviluppata in quattro quadri tematici.

Il primo ha affrontato il momento della partenza, attraversando storie e voci che coprono un arco temporale dagli anni Venti del Novecento fino a oggi, con riferimenti ai racconti di Giacomo Maniago, Gioacchino Francescutti, Vittorio Infanti, Ilario Bagnariol e del giovane architetto Andrea.

Il secondo quadro ha messo a fuoco il contrasto tra povertà alimentare e abbondanza, leggendo il cibo come rito e identità culturale, ma anche come memoria dolorosa della fame.

Il terzo ha posto al centro figure femminili ricorrenti nei diari – Catina, Caterina, Betty, Daniela – accostandole simbolicamente a presenze della letteratura italiana, dallo Stilnovo a Dante, fino a Montale e a Susanna Colussi, madre di Pasolini.

L’ultimo quadro ha esplorato il tema del ritorno: la scelta di rientrare o restare all’estero, con una riflessione che si allarga alle incertezze dei giovani migranti contemporanei.

Tra brani originali e classici della tradizione friulana e del canto religioso, uno dei passaggi più intensi è stato l’ascolto di “Suspir da l’anime”, di padre Oreste Rosso (musica) e Antonio Chiaruttini (testo), interpretato da Sara Rigo come invocazione di pace.

Le tappe della rassegna e il prossimo appuntamento

Quella di Cavasso Nuovo è stata la terza tappa della rassegna primaverile. A fine febbraio, al Polo Tecnologico di Pordenone, l’appuntamento era stato dedicato al volume “Vittorio Infanti – Un uomo, cento storie”. A fine marzo, a Fiume Veneto, era stato presentato “Ilario Bagnariol – Mattmark: i sette metri della salvezza”.

La collana “Testimoni” e una selezione di altri volumi pubblicati da EFASCE torneranno ora al centro dell’attenzione domenica 19 aprile a Cordenons, in piazza della Vittoria, nell’ambito di “Terre raccontate”, rassegna dedicata all’editoria e alla stampa dell’associazionismo del Terzo settore.

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