Centenario degli ingegneri veneziani, 300 alla Scuola Grande di San Rocco

Presentato il volume 1926-2026. Brugnaro annuncia l’intitolazione di una fondamenta a Eugenio Miozzi.

15 maggio 2026 22:48
Centenario degli ingegneri veneziani, 300 alla Scuola Grande di San Rocco -
Condividi

VENEZIA – Trecento ingegneri si sono riuniti oggi, venerdì 15 maggio 2026, alla Scuola Grande di San Rocco per celebrare il Centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia e presentare il volume Il Centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia. 1926-2026.

L’appuntamento ha ripercorso un secolo di ingegneria veneziana, dalle trasformazioni della Grande Venezia al sistema Mo.S.E., passando per Porto Marghera, la ricostruzione del dopoguerra, le infrastrutture contemporanee e le nuove sfide ambientali. Una storia tecnica e professionale che si intreccia con quella del territorio metropolitano e con la costruzione della Venezia contemporanea.

Un secolo di opere, città e territorio

L’incontro, promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, studiosi e professionisti. Al centro della giornata, il ruolo dell’ingegneria nello sviluppo urbano, infrastrutturale, produttivo e ambientale dell’area veneziana nel Novecento e nel nuovo secolo.

«Celebrare il nostro Centenario significa raccontare un secolo di idee, opere e responsabilità che hanno contribuito a costruire il nostro territorio», ha dichiarato Mariano Carraro, presidente dell’Ordine Ingegneri Venezia. «Oggi più che mai l’ingegnere è chiamato a interpretare la complessità, progettare con etica e competenza e contribuire al benessere collettivo. Questo Secolo rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per guardare avanti, rafforzando il dialogo tra professioni tecniche, istituzioni e comunità».

Durante il convegno è stato ricordato come il lavoro degli ingegneri, spesso poco visibile, abbia accompagnato trasformazioni decisive per Venezia e per la sua area metropolitana: dalla logistica alla produzione, dalla difesa del territorio alla pianificazione urbana.

Una fondamenta dedicata a Eugenio Miozzi

Nel corso dell’evento il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha annunciato che, in occasione del Centenario dell’Ordine, oltre alla consegna dell’osella del Premio San Marco, una fondamenta della città è stata intitolata all’ingegnere Eugenio Miozzi. L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso del pubblico presente.

Miozzi è considerato una figura centrale della modernizzazione infrastrutturale veneziana del Novecento. Per molti anni ingegnere capo del Comune di Venezia, fu protagonista di interventi che hanno segnato il rapporto tra la città storica e la terraferma. Tra le opere legate alla sua attività figurano il Ponte della Libertà, il ponte degli Scalzi davanti alla stazione ferroviaria, il ponte translagunare, Piazzale Roma, il garage comunale, il Rio Novo, gli interventi al Lido e il Palazzo del Cinema.

Sono opere pensate per accompagnare la modernizzazione della città mantenendo un equilibrio con un contesto urbano e monumentale unico al mondo. Accanto a Miozzi è stato ricordato anche Ferdinando Forlati, veneziano, figura di riferimento nel campo del restauro monumentale e della tutela del patrimonio storico.

Da Porto Marghera alla ricostruzione del dopoguerra

Il Centenario è stato anche l’occasione per rileggere il contributo degli ingegneri ai grandi processi di trasformazione economica e territoriale dell’area veneziana. Lo sviluppo industriale di Porto Marghera, le bonifiche idrauliche, la crescita della terraferma e la pianificazione urbana hanno visto coinvolte diverse generazioni di professionisti.

Tra le figure ricordate c’è Alessandro Alessandri, legato alla stagione costruttiva della Sacaim e alle opere industriali e infrastrutturali. Con lui, tecnici come Carlo Pradella, Pietro Torta e Gino Covre, impegnati nella ripresa edilizia del secondo dopoguerra.

A questa generazione si affiancarono professionisti attivi nella pianificazione e nello sviluppo urbano della terraferma, tra cui Tullio Campostrini, coinvolto nella redazione del Piano Regolatore Generale e negli interventi di edilizia pubblica a Mestre e Campalto, Giuseppe Creazza, strutturista impegnato nelle infrastrutture, Costante Degan e Giovanni Favaretto Fisca, protagonisti della stagione di crescita economica e civile del territorio veneziano.

Il volume del Centenario

Il libro presentato alla Scuola Grande di San Rocco è curato da un gruppo di lavoro coordinato da Maurizio Pozzato, con la curatela editoriale di Donatella Calabi. Il volume ricostruisce un secolo di storia dell’ingegneria veneziana attraverso documenti d’archivio, immagini storiche, infrastrutture simboliche, temi ambientali, rigenerazione urbana e trasformazioni sociali.

Nel racconto trova spazio anche la storia civile e sociale della professione, compresi i momenti più difficili. Tra questi, le conseguenze delle leggi razziali del 1938 sugli ingegneri ebrei, con l’esclusione di numerosi professionisti dagli albi e dalla vita pubblica.

Nel libro figurano, tra gli altri, Mario Ascoli, Augusto Basevi, Emilio Bianchini, Giorgio Silvio Coen, Adalberto Corinaldi, Angelo Fano, Michele Oreffice, Arrigo Vivante, Giorgio Vivante, Salvatore Luria, Renzo Levis, Enrico Mosè Morpurgo, Gino Vittorio Ravà e Guido Costante Sullam.

La storia più recente ricorda anche Giuseppe Taliercio, ingegnere e dirigente del Petrolchimico di Porto Marghera, sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1981.

Il volume Il Centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia. 1926-2026, pubblicato dall’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, ha ISBN 9791256441860, formato 21x29 centimetri, 256 pagine e prezzo di 49 euro.

Gli interventi e i soggetti coinvolti

Alla giornata sono intervenuti Alfredo Baroncini, Guardian Grando della Scuola Grande di San Rocco; Mariano Carraro, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia; Sandro Boato, presidente del Collegio Ingegneri Venezia; Ippolita Chiarolini, consigliere CNI e Network Giovani Ingegneri; Donatella Calabi, Maurizio Pozzato, Marco Bertilorenzi, Stefano Zaggia, Cesare Taliercio, Carla Pesce ed Elena Svalduz.

Presenti anche i partner tecnici iGuzzini, Edison, Mapei e Howden, intervenuti su progetti e iniziative nel territorio veneziano.

L’iniziativa ha ricevuto i patrocini di Città Metropolitana di Venezia, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, AdSPMAS Porti Venezia Chioggia, Collegio Ingegneri Venezia, Ance Venezia, Veritas, F M Ingegneria, Planum, Fondazione Archivio Vittorio Cini, Ing. Pierluigi Alessandri, Cerealdocks e DivisionEnergia. Partner organizzativi sono Fondazione Ingegneri Veneziani, CeRsu e DSC Fiorini.

I prossimi appuntamenti

Il programma del Centenario proseguirà mercoledì 20 maggio 2026 al M9 Museo del 900 di Mestre. Alle 11, nella Sala Radici, è prevista l’inaugurazione della Mostra del Centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, con l’esposizione pubblica, in anteprima assoluta, del modello in scala 1:25 del Mo.S.E.

Sempre mercoledì 20 maggio, alle 15, nell’Auditorium Cesare de Michelis del M9 Museo del 900 di Mestre, si terrà il convegno Approfondimento tecnico opere e figure degli ingegneri nel libro del Centenario.

Venerdì 29 maggio 2026, alle 11, la Mostra del Centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia sarà inaugurata nella Chiesetta di San Martino a Chioggia.

Venerdì 5 giugno, alle 11, l’esposizione arriverà infine a San Donà di Piave, a Palazzo della Bonifica.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail