Granchio blu, a Chioggia i risultati del progetto BLUECRAB tra controllo e filiera

Presentati a Chioggia i risultati del progetto europeo avviato nel 2024 per monitorare la specie e limitare i danni alla molluschicoltura.

25 settembre 2026 13:06
Granchio blu, a Chioggia i risultati del progetto BLUECRAB tra controllo e filiera -
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CHIOGGIA - Più monitoraggio, strumenti comuni tra Italia e Slovenia e anche una possibile filiera alimentare per il granchio blu. Sono i risultati emersi a Chioggia dalla conferenza finale del progetto europeo BLUECRAB, dedicato alla gestione di una delle specie invasive che sta creando i maggiori problemi nell’Alto Adriatico.

L’incontro si è tenuto il 24 settembre e ha fatto il punto su oltre due anni di attività del progetto “Controllo, mitigazione e interventi per la gestione del granchio blu: un approccio transfrontaliero”, con Confcooperative Veneto capofila. Al centro, la necessità di affrontare in modo coordinato la diffusione della specie, i danni agli allevamenti e le ricadute economiche per pesca e molluschicoltura.

Granchio blu, a Chioggia i risultati del progetto BLUECRAB tra controllo e filiera

I danni per pesca e molluschicoltura

Dalle attività di ricerca è emersa in particolare la forte capacità del granchio blu di adattarsi alle condizioni ambientali dell’Alto Adriatico. Un elemento che, secondo quanto illustrato durante la conferenza, ha conseguenze dirette soprattutto sulla molluschicoltura.

La presenza della specie incide infatti sugli allevamenti, sulla sopravvivenza del seme e sulle modalità con cui gli operatori devono proteggere le produzioni. Il problema quindi non riguarda solo l’equilibrio dell’ecosistema, ma anche la sostenibilità economica delle imprese che lavorano in laguna e in mare.

Da qui la scelta di puntare su strumenti condivisi di controllo e gestione, integrando ricerca scientifica, monitoraggio, pratiche di pesca selettiva e nuove forme di protezione degli allevamenti.

Paolo Tiozzo, presidente di Confcooperative Veneto, ha richiamato il peso economico del fenomeno per il comparto: il granchio blu, ha spiegato, non è solo un’emergenza ambientale ma una questione che riguarda la tenuta delle imprese e il futuro di pesca e molluschicoltura. Tiozzo ha anche sottolineato che il progetto ha messo insieme ricerca, istituzioni e mondo produttivo, con l’obiettivo di costruire strumenti e conoscenze condivise partendo dalle esigenze di chi lavora ogni giorno sul mare.

Gli studi scientifici nell’Alto Adriatico

Sul versante scientifico, Alberto Pallavicini, professore dell’Università degli Studi di Trieste e responsabile delle attività di ricerca genetica del progetto, ha presentato gli studi sulla distribuzione del granchio blu e sul suo impatto sulla rete trofica dell’Alto Adriatico.

Il progetto ha permesso di approfondire non solo la presenza della specie, ma anche la sua capacità di adattamento e gli effetti sull’ecosistema e sulle attività economiche collegate. Un quadro che rafforza la necessità di strategie non limitate a un singolo territorio, vista la diffusione del fenomeno lungo le coste interessate.

Dalla specie invasiva alla cucina

Uno dei filoni sviluppati da BLUECRAB riguarda anche il possibile utilizzo alimentare del granchio blu. L’obiettivo non è presentarlo come soluzione unica al problema, ma verificare se una parte della criticità possa essere trasformata in opportunità economica.

Su questo aspetto è intervenuto Stefano Cicigoi di Enaip Veneto, che ha illustrato alcune preparazioni pensate per favorire il consumo della specie e il suo inserimento nella ristorazione. Secondo Cicigoi, la formazione può avere un ruolo concreto nel cambiare l’approccio verso questa presenza invasiva, sperimentando nuovi utilizzi e preparando i professionisti del settore.

La sperimentazione gastronomica si inserisce così in una strategia più ampia, nella quale il controllo della specie e la sua valorizzazione possono procedere in parallelo.

I partner del progetto

Il progetto è stato avviato nell’aprile 2024 nell’ambito del Programma Interreg Italia-Slovenia. Confcooperative Veneto è il Lead Partner e tra i partner figurano Federazione Provinciale Coldiretti Venezia, Università degli Studi di Trieste, National Institute of Biology della Slovenia, Revivo – Centro di ricerca sloveno e Comune di Capodistria.

Partecipano inoltre diversi partner associati: Regione del Veneto, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Veneto Agricoltura, ARPAV e Comune di Ancarano.

Granchio blu, a Chioggia i risultati del progetto BLUECRAB tra controllo e filiera

Il punto centrale del progetto resta l’approccio transfrontaliero e multidisciplinare. Il granchio blu, è stato ribadito durante l’incontro di Chioggia, non si ferma ai confini amministrativi: per questo le strategie di contrasto richiedono coordinamento, scambio di dati e strumenti comuni tra Italia e Slovenia.

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