Ritorna il festival dell’Università di Udine, il rettore racconta le novità a Nordest24 | VIDEO

Collega-Menti torna dal 2 al 4 ottobre. Il rettore Angelo Montanari racconta novità e obiettivi.

30 settembre 2026 11:25
Ritorna il festival dell’Università di Udine, il rettore racconta le novità a Nordest24 | VIDEO -
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UDINE – Un festival per mettere in dialogo competenze diverse e affrontare le domande di una realtà in continuo cambiamento. Torna Collega-Menti, la manifestazione dell’Università di Udine che, per la sua quarta edizione, dal 2 al 4 ottobre 2026, sceglie il tema “Equilibri” e amplia la propria presenza sul territorio.

A presentare le novità è stato il rettore Angelo Montanari, intervistato da Patrick Ganzini per Nordest24. Dalla partecipazione di Gemona, Gorizia e Pordenone al benessere psicologico degli studenti, fino alla pace e alle trasformazioni economiche, il programma punta a superare le divisioni tra discipline e ad avvicinare l’università alla comunità.

Da Udine alle altre sedi dell’ateneo

La maggior parte delle iniziative si svolgerà a Udine, ma il festival coinvolgerà anche le altre città nelle quali è presente l’università.

«Il territorio di riferimento per noi è il Friuli, non è solo la città di Udine», ha spiegato Montanari. L’ampliamento del programma vuole rendere visibile questo rapporto, valorizzando le specificità delle diverse sedi.

A Pordenone, mercoledì 30 settembre, è prevista un’anteprima con uno spettacolo dei Papu realizzato appositamente per Collega-Menti, dedicato ai temi della manifestazione.

Giovedì 1° ottobre, a Gorizia, il professor Staglianò interverrà sulla pace. Da venerdì il festival entrerà nel vivo, con appuntamenti anche a Gemona, dove l’attenzione sarà rivolta allo sport e alla medicina.

Un confronto tra scienza e cultura umanistica

Collega-Menti ospiterà numerosi appuntamenti scientifici, ma la sua proposta va oltre un festival della scienza in senso stretto.

Per Montanari, le grandi questioni possono essere affrontate soltanto mettendo insieme competenze interdisciplinari. Alla scienza si affiancherà quindi la cultura umanistica, con l’intento di creare un confronto tra prospettive differenti.

«Le barriere tra le discipline non sono un bene», ha osservato il rettore. Il festival cerca proprio di superarle, offrendo occasioni per leggere uno stesso problema attraverso più strumenti e conoscenze.

Perché il tema “Equilibri”

La scelta del tema è maturata nel lavoro di preparazione avviato dopo la precedente edizione. Tra gli argomenti presi in considerazione c’erano la salute e il benessere: il concetto di equilibrio è apparso capace di comprenderli e, insieme, allargare lo sguardo.

Il programma attraverserà questi ambiti, passando dal benessere psicologico agli equilibri economici e geopolitici. L’appuntamento di Gorizia sulla pace rappresenta, nelle intenzioni illustrate dal rettore, un tentativo di cercare linguaggi e percorsi diversi rispetto a quelli che sembrano prevalere nel dibattito quotidiano.

Il benessere psicologico degli studenti

Una parte del confronto riguarderà il disagio psicologico dei giovani, a partire dagli studenti universitari.

Montanari ha ricordato che l’ateneo ha appena presentato i risultati di un’indagine dalla quale emerge che un numero significativo di studenti dichiara situazioni di disagio e il bisogno di un supporto.

Il rettore ha espresso la convinzione che risultati analoghi potrebbero emergere anche in altre università e realtà giovanili. Il tema, ha aggiunto, non riguarda esclusivamente i ragazzi: la ricerca di un equilibrio personale interessa molte persone, soprattutto nel contesto degli ultimi anni.

Un equilibrio che deve cambiare con la realtà

L’equilibrio al centro del festival non viene inteso come una condizione immobile da raggiungere una volta per tutte.

Montanari ha parlato di equilibrio dinamico: occorre comprendere il contesto in cui si vive, riconoscerne i cambiamenti e trovare nuovi punti di riferimento quando la realtà mette in discussione quelli precedenti.

Questa ricerca riguarda la dimensione individuale, ma anche quella sociale, economica e internazionale. È un percorso che richiede attenzione e capacità di interpretare trasformazioni continue.

Il ruolo dell’università davanti ai problemi complessi

Nell’intervista, il rettore ha attribuito all’università un compito preciso: aiutare a comprendere la complessità delle questioni.

«La complessità è un dato di fatto», ha spiegato, chiarendo che non si tratta di celebrarla come un valore in sé. Davanti a problemi delicati occorre studiare, analizzare e considerare i diversi punti di vista.

In una società che tende spesso a semplificare, a dividere tutto tra bianco e nero o a schierarsi prima di approfondire, l’ateneo può offrire un contributo mostrando come stanno le cose. Anche riconoscendo, quando necessario, che non esistono soluzioni facili, senza rinunciare a cercare risposte.

Docenti, professionisti ed esperti internazionali

Il confronto non sarà limitato alla comunità universitaria udinese. Accanto ai docenti dell’ateneo parteciperanno studiosi di altre università, professionisti ed esperti internazionali.

Montanari ha indicato questa pluralità di voci come uno degli aspetti qualificanti di Collega-Menti: un programma articolato, nel quale esperienze differenti contribuiscono ad affrontare il medesimo tema.

L’invito a partecipare dal 2 al 4 ottobre

Il rettore ha auspicato una partecipazione significativa della comunità accademica, ma anche una risposta da parte del territorio. L’obiettivo è rafforzare la vicinanza tra università e città, attraverso uno scambio continuo e un riconoscimento reciproco.

Collega-Menti, dal 2 al 4 ottobre, sarà un’occasione per costruire questo rapporto: incontrarsi, condividere conoscenze e interrogarsi sugli equilibri della vita personale e collettiva.

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