Colloredo di Monte Albano, riapre il Castello: da domani accessibile al pubblico

A Colloredo di Monte Albano torna visitabile uno dei simboli del sisma del 1976, restaurato su oltre 8mila metri quadrati.

19 settembre 2026 13:47
Colloredo di Monte Albano, riapre il Castello: da domani accessibile al pubblico -
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COLLOREDO DI MONTE ALBANO - Il Castello di Colloredo torna alla comunità e da domani, 20 settembre 2026, sarà aperto al pubblico. La riconsegna ufficiale è avvenuta oggi, 19 settembre, con la cerimonia alla presenza del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, del vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, degli assessori Cristina Amirante e Barbara Zilli, del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e del ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

La riapertura riguarda uno dei luoghi simbolo della ricostruzione post terremoto in Friuli. Durante la cerimonia Fedriga ha richiamato il valore del castello non solo come bene architettonico, ma come segno della reazione della comunità friulana dopo il sisma, ricordando prima di tutto le vittime e quanti, dopo l'emergenza, contribuirono a restituire una prospettiva a questo territorio.

Colloredo di Monte Albano, riapre il Castello: da domani accessibile al pubblico

Quanto è durato il cantiere

Dal punto di vista tecnico, il recupero del complesso si è sviluppato in 14 anni di lavori su una superficie complessiva di oltre 8mila metri quadrati, nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza e con l'adeguamento alle normative antisismiche.

L'intervento ha compreso la ricostruzione integrale del Mastio, il corpo di fabbrica più imponente andato perduto con il terremoto, oggi riedificato e dotato di una nuova copertura. Sono stati inoltre portati sostanzialmente a conclusione i lavori sugli altri corpi dell'edificio.

Secondo quanto indicato dall'assessore Barbara Zilli, negli ultimi anni la Regione ha investito 26 milioni di euro per il recupero del complesso. La riconsegna dell'Ala Nievo, definita la parte più prestigiosa della fortezza, rappresenta il passaggio simbolico di questa fase della ricostruzione.

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Il valore storico del maniero

La restituzione dell'Ala Nievo riporta la comunità a un bene con un forte valore identitario, le cui origini risalgono al 1302. Il castello venne ricostruito nel Cinquecento con gli interventi di Giovanni da Udine dopo le distruzioni del 1511.

Nel Seicento fu centro della poesia friulana con Ermes di Colloredo, mentre nel Settecento divenne un polo artistico sotto Hieronymus von Colloredo, principe-arcivescovo di Salisburgo e protettore di Mozart. Nell'Ottocento ispirò anche Ippolito Nievo durante i suoi soggiorni a Colloredo, per la descrizione del castello di Fratta nelle Confessioni di un italiano.

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Il tema della memoria del sisma del 1976 resta centrale anche nelle iniziative culturali dedicate al territorio, come il volume sui 50 anni del terremoto del Friuli pubblicato a Gemona.

Le parole della Regione sulla fase dopo il restauro

Nel corso della cerimonia Mario Anzil ha definito la giornata come la restituzione di un luogo simbolo dell'identità friulana, sottolineando che la sfida successiva sarà dare una funzione viva a questo spazio perché continui a essere un riferimento culturale.

Cristina Amirante ha invece messo l'accento sul passaggio dalla ricostruzione alla valorizzazione: dopo l'investimento per restituire il castello al Friuli, l'obiettivo indicato dalla Regione è renderlo accessibile, attrattivo e capace di generare attività culturali e opportunità per il territorio.

Colloredo di Monte Albano, riapre il Castello: da domani accessibile al pubblico

Fedriga, nel suo intervento, ha collegato la riapertura anche allo spirito di comunità nato dopo il terremoto, richiamando la capacità dei friulani di affrontare insieme le difficoltà. La riapertura del Castello di Colloredo segna così la riconsegna alla collettività dell'Ala Nievo e del Mastio, cuore di un complesso che affonda le sue radici nella storia friulana dal 1302.

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