Comunità energetica tra Friuli e Slovenia: progetto Ue tra i 7 pilota europei
Primo workshop il 7 luglio a Colloredo di Monte Albano: guidano Comunità Collinare del Friuli e Fondazione RECOCER.
COLLOREDO DI MONTE ALBANO - Parte da qui uno dei sette progetti pilota europei scelti dalla Direzione generale per la Politica regionale e urbana della Commissione europea per sperimentare nuove forme di cooperazione energetica oltreconfine. Il 7 luglio, nella sede della Comunità Collinare del Friuli, si è aperta la fase operativa del progetto “Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška: A Transnational Model for Sustainable Cooperation”, che punta alla nascita di una comunità energetica transfrontaliera tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia.
A guidare il progetto sono la Comunità Collinare del Friuli e la Fondazione RECOCER, nel ruolo di lead partner, insieme a GOLEA – Goriška Local Energy Agency e al Center Zelenih Tehnologij (CZT). L’obiettivo è costruire una roadmap per arrivare alla costituzione di una Quasi Comunità Energetica Transfrontaliera, indicata con l’acronimo Q-CBEC.
Cosa prevede il progetto
L’iniziativa rientra nel programma Cross-Border Energy Communities, gestito da Association of European Border Regions e Mission Opérationnelle Transfrontalière con il supporto tecnico di REScoop.eu. Il nodo centrale è superare gli ostacoli normativi, amministrativi e tecnici che oggi limitano la condivisione dell’energia tra territori confinanti di Stati diversi, a partire dall’impossibilità di scambiare elettricità a bassa tensione tra reti nazionali differenti.
Nel corso dei dodici mesi di attuazione, i partner lavoreranno su analisi territoriali e studi di fattibilità con l’assistenza tecnica di REScoop.eu, attraverso incontri formativi, webinar e il contributo di esperti nazionali. Il percorso seguirà la metodologia LICHT, sviluppata per accompagnare la costituzione delle comunità energetiche.
Tra le attività in programma ci sono la ricognizione del contesto territoriale e normativo, la mappatura dei portatori di interesse, le verifiche di fattibilità tecnica, giuridica ed economico-finanziaria, la definizione dei modelli di governance e di sostenibilità economica e, infine, la stesura del documento operativo necessario alla futura Q-CBEC.
Il workshop internazionale a Colloredo
Il primo workshop internazionale del 7 luglio 2026 ha riunito istituzioni, università, centri di ricerca, agenzie energetiche e operatori del settore italiani e sloveni. Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Udine, Area Science Park, il Polo Tecnologico Alto Adriatico, GOLEA, CZT ed Elektro Primorska. Presente anche Dirk Vansintjan, Head of Partnerships di REScoop.eu.
Il percorso avviato dalla Comunità Collinare
Per la Comunità Collinare del Friuli, il progetto europeo rappresenta un passaggio ulteriore di un lavoro iniziato nel 2019 con il supporto scientifico del Politecnico di Torino – Energy Center per lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili. Da quel percorso sono nati 38 impianti fotovoltaici installati su edifici pubblici, per una potenza complessiva superiore a 2 megawatt.
Nel 2025 questo cammino ha avuto una forma istituzionale con la nascita della Fondazione RECOCER, creata come strumento di governance interamente pubblica delle Comunità energetiche rinnovabili del territorio. Come ha spiegato il presidente Filippo Bisaro, il progetto Friuli-Goriška porta ora quel modello oltre il confine nazionale, mettendo in dialogo enti locali, cittadini e imprese con i partner sloveni.
Chi ha promosso la candidatura europea
La partecipazione al bando europeo è stata curata da Emiliano Mian, direttore generale della Comunità Collinare del Friuli, che ha proposto l’adesione al comitato esecutivo e ne ha seguito l’elaborazione tecnica insieme al proprio team.
Secondo il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni, l’avvio del workshop rappresenta un passaggio concreto verso un modello energetico condiviso capace di incidere su sicurezza energetica, riduzione dell’impatto ambientale e benefici economici per cittadini e imprese. Il progetto, ha sottolineato, trasforma una prospettiva finora teorica in un laboratorio operativo di cooperazione tra Italia e Slovenia.
Il workshop si è tenuto a Colloredo di Monte Albano, comune già noto anche per interventi di recupero del patrimonio artistico come la Pala restaurata di San Zenone e San Nicolò, e segna l’inizio del lavoro tecnico che dovrà portare alla definizione del modello di governance e del documento operativo della futura Quasi Comunità Energetica Transfrontaliera.