Confcooperative FVG cresce: 26.627 addetti e 1,249 miliardi di produzione verso il 2030
A Udine il quadro del sistema cooperativo regionale: 487 associate, 68.385 soci e nuove sfide su lavoro, costi e innovazione.
UDINE - Le cooperative del Friuli Venezia Giulia arrivano al 2030 con numeri in crescita su occupazione e produzione, ma anche con criticità ormai strutturali: aumento dei costi, difficoltà di reperire personale, instabilità dei mercati e bisogno di innovazione. È il quadro emerso a Palazzo Florio nell’incontro “Cooperare al futuro – Confcooperative FVG verso il 2030”, promosso da Confcooperative Friuli Venezia Giulia.
I dati presentati dal segretario generale Nicola Galluà indicano una crescita nell’ultimo decennio: gli addetti delle cooperative associate sono passati da 19.922 nel 2015 a 26.627 nel 2025, con un aumento del 34%, mentre il valore della produzione è salito da circa 918 milioni a 1,249 miliardi di euro, pari a un +36%.
Nel complesso, il sistema di Confcooperative FVG conta 487 cooperative associate, 68.385 soci e 25.057 addetti, con un’incidenza stimata tra il 7 e l’8% del Pil regionale.
I numeri e il clima di fiducia
Alla crescita economica si affianca però un peggioramento del clima di fiducia. L’indagine interna citata durante l’incontro segnala un calo negli ultimi due anni e un saldo tra giudizi positivi e negativi che resta negativo da quattro anni. Nonostante questo, le cooperative continuano a prevedere performance positive anche in uno scenario instabile.
Secondo il presidente regionale Daniele Castagnaviz, questo andamento mostra una capacità del sistema cooperativo di reggere anche nelle fasi difficili. Sul fronte dei costi, nell’estate 2026 il 58% delle cooperative ha registrato nuovi aumenti delle forniture e delle materie prime, mentre il 51% prevede ulteriori rincari nei prossimi mesi.
Galluà ha indicato come assi di lavoro per il prossimo quadriennio l’innovazione, la crescita delle competenze e la capacità di fare sistema tra imprese, territori e istituzioni.
Il nodo più urgente: mancano Oss ed educatori
Tra i temi più concreti emersi dall’incontro c’è la carenza di personale nella cooperazione sociale. Il presidente di Confcooperative Federsolidarietà FVG, Luca Sibilla, ha parlato di una mancanza di almeno 400 Oss a livello regionale, non solo nelle case di riposo ma anche nei centri diurni, nei servizi domiciliari e nei servizi per le persone con disabilità. A questo si aggiunge una carenza di almeno 200 educatori.
Sibilla ha richiamato anche il ruolo della cooperazione sociale nell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, citando una ricerca di Confcooperative secondo cui ogni euro investito in politiche attive del lavoro attraverso queste realtà produce un ritorno netto superiore per la pubblica amministrazione e per la comunità. Il tema dell’occupazione e delle nuove imprese resta centrale anche in contesti locali come quello raccontato dalle nuove attività a Villorba.
Agricoltura, pesca, cultura e sport
Per Confcooperative Agroalimentare e Pesca FVG, il presidente Armando Spagnolo ha ribadito il ruolo delle cooperative agricole nelle filiere regionali: raccolta del prodotto dei soci, trasformazione, collocamento sul mercato e continuità nella remunerazione degli agricoltori, con una funzione di protezione rispetto alla volatilità dei prezzi.
Le criticità indicate riguardano l’andamento dei mercati, le crisi internazionali, l’aumento dei costi di produzione e gli effetti del cambiamento climatico. Particolarmente delicata, è stato spiegato, la situazione del comparto pesca, colpito da più emergenze contemporanee. Tra le priorità indicate da Spagnolo ci sono innovazione tecnologica e gestionale, formazione manageriale per amministratori e soci, sviluppo di nuovi prodotti e processi, aggregazioni tra cooperative e ricambio generazionale.
Sul fronte di Confcooperative Cultura Turismo Sport FVG, il presidente Federico Mansutti ha messo in evidenza la crescita del settore, con ricavi raddoppiati in cinque anni e una previsione di superare i 60 milioni di euro aggregati nel 2026. Un risultato che si accompagna però alla fragilità emersa durante la pandemia e alla difficoltà di reperire alcune professionalità.
Tra i settori richiamati durante il confronto c’è anche quello dei servizi legati alla montagna, tema che nel territorio friulano si intreccia con esperienze come la Dolomiti Mountain School.
Il rapporto con l’Università di Udine
Uno dei passaggi più operativi dell’incontro ha riguardato il rafforzamento del rapporto tra cooperazione e ateneo. La professoressa D’Orlando ha sottolineato la necessità di rendere più organica la relazione tra Università di Udine e mondo cooperativo, non come semplice trasferimento di competenze dall’alto, ma come scambio in cui anche l’università possa valorizzare la conoscenza pratica che arriva dal territorio.
In questo quadro è stato richiamato anche il progetto “Sistema Friuli”, pensato per favorire connessioni tra gli attori territoriali, e il coinvolgimento delle cooperative nelle Officine, spazi di confronto dedicati a innovazione, sostenibilità, resilienza territoriale, comunità, istituzioni, mobilità, digitalizzazione, cultura e società.
L’invito è stato raccolto da Daniele Castagnaviz, che ha confermato la volontà di rafforzare il rapporto con l’Università di Udine e di trasformare il confronto in una collaborazione strutturata, capace di mettere in relazione competenze accademiche, conoscenze delle imprese cooperative e bisogni dei territori. L’obiettivo indicato da Confcooperative FVG per il prossimo quadriennio è consolidare una rete che accompagni la crescita economica mantenendo il legame con comunità e territorio.