“Il Conte Caramella” torna in scena a San Stino dopo quasi 3 secoli: teatro esaurito
L’opera di Baldassarre Galuppi su libretto di Carlo Goldoni va in scena il 9 ottobre al Teatro Romano Pascutto.
SAN STINO DI LIVENZA - Dopo quasi tre secoli di assenza dalle scene, venerdì 9 ottobre 2026 torna in teatro “Il Conte Caramella”, dramma giocoso di Baldassarre Galuppi su libretto di Carlo Goldoni. L’appuntamento è alle 20.45 al Teatro Romano Pascutto di San Stino di Livenza e i posti risultano già esauriti.
L’opera, rappresentata per la prima volta nel 1759 e portata sul palcoscenico l’ultima volta nel 1760 ad Amsterdam, riemerge oggi grazie a un lavoro di recupero e ricostruzione filologica inserito nel progetto europeo BEroots promosso da VeGAL, con il patrocinio del Comune di San Stino di Livenza.
Quando e dove va in scena
Il ritorno di “Il Conte Caramella” è uno degli appuntamenti culturali legati a “BEroots - Tra fiumi e lagune: percorsi artistici”, iniziativa del Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027. Per il pubblico l’indicazione pratica è semplice: spettacolo al Teatro Romano Pascutto di San Stino di Livenza, con ingresso gratuito ma disponibilità già terminata per il tutto esaurito registrato nei giorni precedenti.
Il recupero dell’opera dopo oltre dieci anni di ricerca
La ricostruzione dell’opera è il risultato di oltre dieci anni di ricerca filologica e musicologica condotta dal professor Alessandro Maurutto, che ha curato la restituzione del lavoro e la preparazione dell’edizione critica. La nuova produzione è impostata secondo criteri di esecuzione storicamente informata, con sette cantanti e un’orchestra di circa venti elementi.
“Il Conte Caramella” appartiene al filone del dramma comico per musica, uno dei generi più significativi della Venezia del Settecento. Al centro della vicenda c’è un aristocratico tratteggiato da Goldoni con ironia e taglio satirico, attraverso una trama che mette in luce costumi e contraddizioni del tempo.
Secondo quanto spiegato dallo stesso Maurutto, l’opera presenta anche un interesse musicologico particolare: i sette personaggi sono classificati in tre tipologie - seri, mezzi caratteri e buffi - superando la più tradizionale divisione tra serio e buffo tipica del teatro musicale dell’epoca. Nella storia, il Conte, creduto morto in battaglia, rientra a corte sotto le spoglie di un pellegrino negromante per mettere alla prova la fedeltà della moglie.
Cast, direzione e allestimento
La nuova produzione è affidata ad APS Musincantus, associazione culturale veneta attiva nella produzione musicale e teatrale. Alessandro Maurutto sarà maestro concertatore e direttore, mentre Lorenzo Feder sarà maestro al cembalo.
La regia è firmata da Maria Selene Farinelli, che cura anche le luci insieme a Davide Zanardi; scene e costumi sono di Angelica Forni. In palcoscenico Francesca Lombardi Mazzulli, Valeria La Grotta, Maria Giuditta Guglielmi, Nicola Ciancio, Chiara Brunello, Marco Saccardin e Matteo Straffi, accompagnati dall’ensemble barocco Concentus Musicus Lemit, specializzato nel repertorio veneziano. L’illustrazione della locandina è della giovane illustratrice veneziana Fosca Vianello.
Il progetto europeo BEroots
Il recupero dell’opera rientra nelle azioni di valorizzazione del patrimonio culturale sviluppate da VeGAL nel progetto INTERREG ITA-SLO 2021/27 BEroots. L’iniziativa punta a rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile come leve di crescita economica, inclusione sociale e innovazione territoriale nell’area transfrontaliera.
Tra i partner ci sono VeGAL, il Comune di Savogna d’Isonzo (GO), l’Unione Regionale Economica Slovena (TS), il Comune di Vipava (SLO), l’Ente Turistico TRG di Vipava (SLO) e l’Università Popolare Ajdovščina (SLO).
Il progetto prevede anche lo sviluppo di siti turistici sostenibili e la creazione di un percorso lungo il fiume Vipacco, oltre a eventi di promozione territoriale, punti commemorativi dedicati ad artisti meno conosciuti e proposte rivolte a scolaresche, famiglie e anziani, con pacchetti turistici e visite guidate nelle aree dell’entroterra meno frequentate.
Per questa produzione, la riscoperta di una pagina poco nota del patrimonio musicale veneziano diventa così anche un’operazione di restituzione storica: l’ultima rappresentazione nota di “Il Conte Caramella” risaliva infatti al 1760 ad Amsterdam.