Fvg, audizione sulla cooperazione senza Fedriga: Massolino chiede una nuova legge e più risorse

In VI Commissione l’attacco della consigliera regionale: fondi in calo dal 2020 e richiesta di riforma della norma.

15 giugno 2026 13:51
Fvg, audizione sulla cooperazione senza Fedriga: Massolino chiede una nuova legge e più risorse -
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TRIESTE - 1.129.000 euro l’anno per la cooperazione internazionale, a fronte di una legge regionale che ha 26 anni e di un’audizione in VI Commissione svolta senza la presenza del presidente Massimiliano Fedriga e degli uffici regionali. Sono i due dati messi al centro dell’intervento di Giulia Massolino, consigliera regionale di Patto per l’Autonomia - Civica Fvg, dopo la seduta dedicata alle organizzazioni della società civile impegnate nel settore.

Secondo Massolino, l’assenza del presidente della Regione, che detiene la delega, e della struttura amministrativa rappresenta «un segnale preoccupante di disattenzione» verso un ambito che, per il Friuli Venezia Giulia, dovrebbe avere un peso strategico. La critica politica nasce dall’audizione in cui sono state ascoltate Ong del territorio attive nella cooperazione internazionale, nella solidarietà, nello sviluppo sostenibile, nell’educazione alla cittadinanza globale e nei rapporti tra comunità.

Per la consigliera, la mancata partecipazione della Giunta ha impedito un confronto diretto sulle difficoltà segnalate dalle organizzazioni e sulle proposte presentate durante la seduta. In particolare, Massolino sostiene che sarebbe stato utile avere al tavolo sia il livello politico sia gli uffici regionali, anche per chiarire eventuali problemi organizzativi e valutare possibili correttivi.

L’assenza di Fedriga e degli uffici regionali in Commissione

Nel suo intervento, Massolino definisce l’audizione «un’occasione persa». A suo giudizio, le organizzazioni ascoltate hanno portato richieste «chiare, solide, precise e ragionevoli», accompagnate da dati, documenti e casi concreti, ma senza un interlocutore decisionale presente la seduta si sarebbe limitata all’esposizione delle istanze.

La contestazione riguarda quindi non il contenuto dell’audizione, ma il fatto che il momento di confronto non si sia trasformato in un dialogo tra tutti i soggetti coinvolti: associazioni, politica regionale e struttura tecnica.

Legge regionale vecchia di 26 anni

Il secondo punto sollevato dalla consigliera riguarda la normativa di riferimento. Dall’audizione, afferma Massolino, è emerso con chiarezza che la legge regionale sulla cooperazione internazionale risale a 26 anni fa, ed è stata quindi scritta in un contesto molto diverso da quello attuale.

Nella sua lettura, si tratta di una norma precedente all’allargamento dell’Unione europea, alle grandi crisi climatiche, alle migrazioni globali e ai conflitti che oggi attraversano l’Europa e il Mediterraneo. Per questo chiede di aprire una riflessione per aggiornare profondamente la legge oppure arrivare, se necessario, a una nuova disciplina regionale.

L’obiettivo indicato è adeguare strumenti, priorità e modalità di intervento a uno scenario internazionale cambiato nel tempo e alle forme contemporanee della cooperazione tra territori e comunità.

I numeri: 1,129 milioni l’anno e fondi in calo dal 2020

Sul fronte delle risorse, Massolino richiama il dato dello stanziamento regionale: 1.129.000 euro all’anno, cifra che indica come in diminuzione dal 2020. Il confronto politico viene costruito anche su un altro numero, quello del Pil regionale, che secondo quanto riferito supera 32,5 miliardi di euro.

La consigliera cita inoltre l’obiettivo che l’Italia si è posta in sede Ocse e negli impegni internazionali, cioè destinare lo 0,7% del reddito nazionale alla cooperazione allo sviluppo. Il paragone viene usato per sostenere che esiste una distanza marcata tra le risorse effettivamente messe in campo in Friuli Venezia Giulia e le ambizioni pubblicamente dichiarate sul ruolo internazionale della regione.

Nella richiesta politica rientra anche il rafforzamento delle risorse umane dedicate alla partecipazione in partenariati internazionali strategici.

Partner, priorità geografiche e difficoltà dei Comuni

Tra le criticità indicate da Massolino ci sono anche la trasparenza nella scelta dei partner con cui avviare progettualità internazionali e la mancata corrispondenza tra le priorità geografiche di intervento della Regione e quelle identificate a livello nazionale.

Un altro passaggio riguarda il bando rivolto agli enti territoriali. La consigliera parla di uno scarso successo dello strumento e collega questo risultato alle difficoltà operative degli enti locali, un tema che il gruppo consiliare dice di aver già sollevato più volte, segnalando fondi rimasti fermi nelle casse dei Comuni.

La richiesta finale rivolta alla Giunta regionale è tripla: avviare la revisione della normativa, coinvolgere in modo stabile le organizzazioni della società civile e aumentare in modo significativo le risorse destinate alla cooperazione internazionale.

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