Crich PDM Treviso resta in Serie A e guarda all’Europa del 2027
La squadra trevigiana confermata nella massima serie dopo una stagione complessa. Barbisan: «Vogliamo portare il basket europeo a Treviso».
TREVISO – La Crich PDM Treviso ripartirà dalla Serie A. La squadra di basket in carrozzina ha chiuso la stagione con una salvezza che, a inizio anno, non era considerata scontata dagli addetti ai lavori: nuovo allenatore, organico ridotto e un campionato più competitivo avevano reso il percorso particolarmente complicato. A settembre i trevigiani torneranno sui parquet della massima serie ancora con Fabio Castellucci in panchina.
La conferma in Serie A arriva al termine di un’annata costruita tra difficoltà iniziali, crescita tecnica e risultati decisivi nella seconda parte del campionato. Il club guarda già alla prossima stagione e a un obiettivo più ampio: portare il basket europeo a Treviso, con l’orizzonte della primavera 2027 per l’organizzazione delle coppe europee.
Una stagione partita in salita
L’avvio di campionato aveva messo la Crich PDM davanti a un calendario impegnativo. Le prime sfide contro alcune delle formazioni più forti, unite al livello generale cresciuto per effetto di roster molto competitivi allestiti da diverse società, avevano reso la salvezza un traguardo tutt’altro che semplice.
Il lavoro quotidiano nella palestra di Sant’Antonino, a Treviso, ha però permesso alla squadra di assorbire progressivamente le idee di gioco di coach Castellucci. Il tecnico, arrivato a inizio stagione, ha dovuto intervenire su un gruppo numericamente ridotto, cercando continuità e identità in un contesto di pressione crescente.
Un passaggio delicato è arrivato nel girone di andata, poco prima della sosta natalizia, con la sconfitta contro Vicenza, diretta concorrente nella lotta salvezza. Quel risultato aveva alimentato dubbi nell’ambiente trevigiano, ma con il nuovo anno la squadra ha cambiato passo e ha iniziato a raccogliere vittorie decisive.
Il cambio di passo dopo Firenze
Secondo il presidente Paolo Barbisan, la fiducia nella scelta tecnica non è mai venuta meno. «Come società siamo sempre stati convinti che la scelta di coach Castellucci fosse quella giusta. Per anni lo abbiamo incontrato come avversario e lo abbiamo osservato come allenatore della nazionale under constatando che le proprie squadre hanno sempre avuto un’identità ben precisa. Dovevamo solo avere la pazienza che i frutti del lavoro arrivassero. E così è stato a partire dalla partita contro Firenze, dove abbiamo capito che sapevamo vincere».
Da quel momento la Crich PDM Treviso ha messo insieme prestazioni importanti anche contro squadre di alto livello come Giulianova e Sassari, arrivate rispettivamente terza e prima al termine della regular season.
La gara chiave è stata quella casalinga contro Vicenza. In quell’occasione i trevigiani non solo hanno conquistato la vittoria, ma sono riusciti anche a ribaltare la differenza canestri, portandosi virtualmente a quattro punti di distanza dalla zona retrocessione.
A consolidare il percorso sono poi arrivate altre due vittorie in casa: quella contro Santo Stefano, quarto nella classifica generale di fine stagione, e quella nell’ultima giornata contro Bergamo. Risultati che hanno dato alla salvezza un peso tecnico e sportivo ancora maggiore.
L’esperienza in Eurocup 3
Nel corso della stagione la Crich PDM Treviso ha affrontato anche l’impegno europeo, partecipando al torneo di qualificazione alle finali di Eurocup 3. Il bilancio è stato di tre vittorie in quattro incontri, con una sconfitta di misura nella finale contro i turchi del TSK Merkezi.
Coach Fabio Castellucci ha tracciato un bilancio realistico dell’annata: «Non è stato semplice e non tutte le partite sono state giocate al meglio. Abbiamo lasciato per strada alcuni punti in classifica che erano alla nostra portata, così come non abbiamo gestito al meglio i momenti conclusivi della finale di Eurocup 3. Ma guardiamo avanti e godiamoci il risultato. Ora stacchiamo la spina per qualche giorno per poi iniziare a lavorare sulla nuova stagione».
Il lavoro per il prossimo campionato, in realtà, è già cominciato. La società sta programmando sia la parte sportiva, con l’individuazione dei profili da inserire nel futuro roster, sia quella organizzativa, legata alla ricerca di risorse economiche e logistiche per affrontare la nuova stagione con maggiore stabilità.
Il progetto per portare l’Europa a Treviso
Accanto alla costruzione della squadra, la Crich PDM Treviso sta lavorando a un progetto più ampio. Il presidente Barbisan ha ringraziato sponsor e sostenitori, citando anche il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII”, e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un sostegno concreto alle realtà sportive meno conosciute.
«Vogliamo prima di tutto ringraziare tutti gli sponsor e sostenitori, tra questi anche il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII”, che ci sono vicini da anni e fattivamente dimostrano quanto credono nella nostra società e nel nostro modo di lavorare. È altresì vero che, come scritto poco tempo fa in un post su Facebook dal sindaco di Treviso Mario Conte, eccellenze sportive poco conosciute come la PDM Treviso meritano di essere scoperte e sostenute. Confidiamo che le dichiarazioni si trasformino in atti concreti», ha precisato Barbisan.
Tra le priorità indicate dalla società ci sono l’allestimento di un roster più completo e competitivo, la ricerca di immobili per ospitare gli atleti provenienti da fuori regione o dall’estero e il coinvolgimento delle scuole trevigiane in vista dell’organizzazione delle coppe europee nella primavera 2027.
«Nei nostri programmi, oltre che allestire un roster più completo e competitivo, c’è anche la volontà di portare il basket europeo a Treviso. Per fare tutto questo dobbiamo riuscire a far fronte prima di tutto a questioni logistiche come riuscire a trovare degli immobili dove poter alloggiare tutti gli atleti che vengono da fuori regione o dall’estero, così come stiamo cercando di coinvolgere le scuole trevigiane per l’organizzazione delle coppe europee nella primavera 2027. È un lavoro complesso ma siamo sicuri che riusciremo a portarlo a compimento al meglio», ha concluso il presidente Paolo Barbisan.