Terremoto Electrolux, Serracchiani: «Governo arriva tardi dopo anni senza scelte»
Crisi Electrolux alla Camera: confronto su energia, industria e investimenti mancati nel settore elettrodomestici.
Nel dibattito alla Camera torna al centro la situazione legata al gruppo Electrolux e alle difficoltà del comparto degli elettrodomestici, tra criticità industriali, costi energetici e prospettive di rilancio del settore.
Crisi del settore e confronto istituzionale
Nel corso della seduta in Commissione Attività produttive è intervenuta la deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà strutturali del comparto e sulla necessità di misure più incisive per il sostegno industriale.
“Il tavolo del 25 è opportuno ma arriva tardi in una fase già patologica, la crisi di Electrolux non è un fulmine a ciel sereno, ma la filiera dell'elettrodomestico soffre già da qualche anno. Qui si pagano le scelte non fatte in questi anni, in particolare sul costo dell'energia elettrica che rende il nostro mercato non appetibile, sui mancati interventi e investimenti. Per questo chiediamo un intervento forte anche della Presidente del Consiglio e non solo del Mimit”.
Posizioni sul Green deal e politiche industriali
Nel confronto parlamentare Serracchiani ha inoltre contestato alcune letture della crisi industriale legate alle politiche europee, evidenziando una diversa interpretazione dell’impatto degli investimenti ambientali nei vari contesti nazionali.
“Confutando quanto affermato dal ministro Urso sulla crisi Electrolux come esito del Green deal, la deputata dem ha sostenuto che “è provato che nei paesi nei quali questo investimento è stato fatto le difficoltà e le crisi industriali sono ridotte e ci sono investimenti che hanno aperto a nuovi mercati mentre qui – ha sottolineato Serracchiani - noi chiudiamo soltanto”.”
Rapporto tra imprese, profitti e territorio
Un ulteriore passaggio ha riguardato il ruolo delle imprese nei territori e l’impatto delle scelte industriali sul tessuto economico e sociale locale.
“Non possiamo avere aziende che pensano solo al profitto - ha ribadito Serracchiani - e che sul territorio non lasciano ricchezza ma macerie, in un territorio già duramente provato”.