Imprese, proposta sul ddl S.414: NPL oltre 270 miliardi e nuove tutele per le PMI

Depositata una memoria al senatore Salvatore Sallemi: tra le richieste diritto di prelazione, composizione preventiva e un Osservatorio al

11 giugno 2026 09:09
Imprese, proposta sul ddl S.414: NPL oltre 270 miliardi e nuove tutele per le PMI -
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Roma - Una riforma della gestione dei crediti deteriorati che punti a rimettere in moto l’accesso al credito per micro, piccole e medie imprese, lavoratori autonomi e professionisti. È il punto centrale della memoria istituzionale depositata da Confederazione Imprese Italia al senatore Salvatore Sallemi sul Disegno di Legge S.414, con una serie di proposte che mirano a intervenire su uno stock di NPL che, secondo l’organizzazione, supera 270 miliardi di euro.

Nel documento, la Confederazione guidata dal presidente Biagio Cefalo chiede che la gestione dei crediti deteriorati non venga trattata solo come una questione finanziaria, ma come un passaggio con ricadute dirette sull’economia reale, sull’occupazione e sulla tenuta del sistema produttivo. L’obiettivo indicato è favorire il rientro nel circuito creditizio di imprese che negli ultimi quindici anni sono state colpite da fattori esterni come pandemia, aumento dei costi energetici e inflazione.

Le richieste inserite nella memoria

Tra le misure proposte al legislatore compare il riconoscimento di un diritto di prelazione a favore del debitore ceduto. La Confederazione indica poi una procedura obbligatoria di composizione preventiva prima dell’avvio di qualsiasi azione esecutiva, con l’intento di aprire uno spazio di soluzione prima delle fasi più pesanti del recupero.

Un altro punto riguarda la semplificazione degli iter per microimprese, lavoratori autonomi e professionisti, categorie considerate più esposte quando il rapporto con il credito si interrompe o si complica. Nella memoria viene inoltre chiesta l’istituzione di un Osservatorio nazionale presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con funzioni di monitoraggio su un tema che, per dimensioni e impatto, viene ritenuto strategico.

Il nodo dell’accesso agli strumenti finanziari e dell’innovazione resta centrale anche per il tessuto produttivo del Nordest, come mostra il tema del bando intelligenza artificiale dedicato a micro e piccole imprese e professionisti in Friuli Venezia Giulia.

L’impatto su imprese e occupazione

Secondo Confederazione Imprese Italia, una riforma in questo ambito rappresenta una condizione necessaria per sbloccare investimenti, sostenere l’occupazione e tutelare la continuità aziendale. L’organizzazione, che opera nei settori del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato, lega il tema dei crediti deteriorati alla possibilità di offrire una “seconda opportunità” alle aziende penalizzate da crisi che non dipendono direttamente dalla loro gestione.

Nel testo viene richiamata infatti una logica vicina agli orientamenti europei sulla seconda opportunità, con l’idea di evitare che situazioni debitorie nate in anni eccezionali finiscano per espellere in modo definitivo migliaia di attività dal sistema economico e bancario.

Su questo fronte, la Confederazione sostiene che servano strumenti normativi nuovi e più aderenti alla realtà delle PMI, che restano una parte essenziale del sistema produttivo nazionale e del tessuto economico diffuso anche nelle regioni del Nordest.

Disponibilità ai tavoli tecnici

Nella memoria indirizzata al senatore Sallemi, Confederazione Imprese Italia conferma la propria disponibilità a partecipare ad audizioni parlamentari e tavoli tecnici per accelerare l’iter della riforma. L’associazione indica come prioritario un intervento che non si limiti alla gestione del credito deteriorato, ma che venga letto come leva per il rilancio dell’attività d’impresa.

Il tema si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la tenuta delle aziende e i processi di crisi e riorganizzazione, con effetti diretti sulla possibilità di ripartire dopo fasi di difficoltà finanziaria.

Per la Confederazione, l’intervento normativo richiesto serve a evitare che il blocco del credito si trasformi in una frenata generale per investimenti strategici, occupazione e capacità competitiva delle imprese. Tra i punti indicati nella memoria restano il diritto di prelazione per il debitore ceduto, la composizione preventiva obbligatoria, gli iter semplificati per microimprese, autonomi e professionisti e l’istituzione di un Osservatorio nazionale presso il MEF.

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