Deficit al 3,1%, Pellegrino attacca il Governo: “Procedura Ue certifica un fallimento”
Nella sua lettura, la narrazione di un Paese in crescita più degli altri sarebbe stata smentita dai numeri dei conti pubblici.
TRIESTE - La possibile apertura della procedura di infrazione europea per disavanzo eccessivo, dopo i dati sullo scostamento di bilancio italiano con deficit fissato al 3,1%, diventa terreno di scontro politico anche in Friuli Venezia Giulia. Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra, parla di “certificazione ufficiale del fallimento politico” del Governo guidato da Giorgia Meloni e collega lo scenario nazionale a ricadute dirette anche sui territori.
Secondo Pellegrino, la procedura Ue non sarebbe un semplice passaggio formale, ma il risultato di una gestione finanziaria che definisce “irresponsabile”, segnata da tagli al welfare e dall’assenza di investimenti strutturali sulla transizione ecologica e industriale. Nella sua lettura, la narrazione di un Paese in crescita più degli altri sarebbe stata smentita dai numeri dei conti pubblici.
Le critiche al Governo sui conti pubblici
La consigliera regionale di Avs sostiene che l’Esecutivo abbia evitato di affrontare in modo strutturale il riequilibrio dei conti dello Stato, preferendo, a suo dire, “blindare i privilegi di pochi” invece di muoversi in un’ottica di equità sociale. Nel mirino finiscono sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Per Pellegrino, il dato sul deficit e la conseguente iniziativa europea segnano la fine della “propaganda economica” del centrodestra. La consigliera parla di nodi arrivati al pettine dopo mesi in cui, a suo giudizio, il quadro reale sarebbe stato nascosto dietro una rappresentazione troppo ottimistica dell’andamento economico italiano.
I possibili effetti su Friuli Venezia Giulia e autonomie locali
Nella nota, Pellegrino richiama soprattutto le possibili conseguenze per le autonomie locali. Secondo l’esponente di Avs, la linea che il Governo potrebbe adottare per rientrare nei parametri europei rischia di tradursi in una nuova stagione di austerità, con tagli a sanità pubblica, scuola e trasporti.
Un impatto che, secondo la consigliera, riguarderebbe anche il Friuli Venezia Giulia, nonostante lo status di regione a statuto speciale. Pellegrino sostiene infatti che anche il territorio regionale subirebbe il contraccolpo delle scelte del Governo nazionale e critica, allo stesso tempo, quelli che definisce i “proclami trionfalistici” della Giunta Fedriga.
Il passaggio sul Pnrr e il potere d’acquisto
Nel suo intervento, la consigliera richiama anche la gestione delle risorse del Pnrr, che a suo avviso non sarebbero state valorizzate come investimento. Pellegrino ricorda che quei fondi avrebbero dovuto sostenere una trasformazione economica e sociale del Paese, mentre oggi, aggiunge, restano aperti i problemi dei salari fermi e della perdita di potere d’acquisto delle famiglie a causa dell’inflazione.
Da qui l’accusa politica più netta: l’Italia, secondo Pellegrino, starebbe pagando l’inadeguatezza di una destra “sovranista” che si ritrova ora sotto la pressione delle regole europee sui conti pubblici.
La consigliera conclude chiedendo un cambio di rotta radicale, con un’impostazione che rimetta al centro giustizia climatica e giustizia sociale come priorità delle politiche economiche nazionali.