Denervazione renale, prima volta in FVG: la svolta a Pordenone contro l’ipertensione refrattaria

Il 13 ottobre a Pordenone eseguite due denervazioni renali senza complicanze: una prima in FVG per l’ipertensione resistente ai farmaci.

28 ottobre 2026 18:53
Denervazione renale, prima volta in FVG: la svolta a Pordenone contro l’ipertensione refrattaria -
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PORDENONE – Una nuova possibilità terapeutica per i pazienti che non riescono a controllare la pressione arteriosa con i farmaci. Il 13 ottobre, all’ospedale di Pordenone, sono stati eseguiti due interventi di denervazione renale, entrambi conclusi senza complicanze.

Si tratta delle prime procedure di questo tipo effettuate in Friuli Venezia Giulia. A realizzarle è stata la struttura complessa di Cardiologia, diretta da Daniela Pavan, attraverso l’équipe di Emodinamica interventistica.

I primi due interventi e il lavoro dell’équipe

Le procedure sono state eseguite da Stefano Cortesi, medico dell’Emodinamica interventistica coordinata da Andrea Pascotto.

Il risultato è stato raggiunto grazie alle competenze del personale medico e infermieristico e alla collaborazione con la Nefrologia, che si è occupata della selezione dei pazienti da sottoporre al trattamento.

Con questi interventi, l’ospedale pordenonese è diventato il primo centro regionale ad applicare la denervazione renale, ampliando le opzioni disponibili per il trattamento dell’ipertensione resistente alle terapie farmacologiche.

A chi si rivolge il trattamento

La procedura rappresenta un’ulteriore possibilità nei casi in cui i medicinali non consentano un controllo adeguato della pressione arteriosa.

L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare: favorisce lo sviluppo dell’aterosclerosi e delle complicanze a essa associate.

Nel quadro informativo richiamato dall’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, Asfo, le malattie cardiovascolari vengono indicate tra le principali cause di mortalità nei Paesi industrializzati, con una quota riportata di circa il 50% dei decessi.

Asfo evidenzia inoltre che, nel confronto descritto, i pazienti che non riescono a mantenere la pressione sotto 140/90 mmHg presentano un rischio di sviluppare precocemente ictus cerebrale, infarto del miocardio e insufficienza renale superiore del 40% rispetto a chi risponde efficacemente ai farmaci. Questo dato riguarda il rischio associato al mancato controllo pressorio, non il risultato dei due interventi eseguiti a Pordenone.

Come agisce la denervazione renale

La denervazione renale è una procedura endovascolare che interviene sulle fibre nervose coinvolte nella comunicazione tra reni e sistema nervoso, parte dei meccanismi che regolano la pressione sanguigna.

Il sistema nervoso simpatico influenza infatti il flusso di sangue ai reni, la ritenzione di sali e l’attività del sistema renina-angiotensina. In alcuni pazienti, questi processi possono contribuire a mantenere elevati i valori della pressione.

L’obiettivo del trattamento è ridurre la trasmissione degli impulsi nervosi coinvolti in questi meccanismi, favorendo un migliore controllo pressorio.

Il catetere e l’energia a radiofrequenza

La procedura viene effettuata in sedazione profonda. Attraverso la puntura di un’arteria femorale, viene introdotto un particolare catetere ablatore.

Il dispositivo eroga energia a radiofrequenza per agire sulle fibre nervose associate alle arterie renali.

La selezione svolta dalla Nefrologia e il lavoro dell’Emodinamica interventistica permettono di inserire questa possibilità terapeutica in un percorso specialistico rivolto ai pazienti individuati per il trattamento.

Una nuova opzione per la sanità regionale

I primi due interventi pordenonesi hanno avuto esito procedurale positivo e si sono conclusi senza complicanze. Il loro completamento introduce in Friuli Venezia Giulia una tecnica destinata ad affiancare le possibilità di cura per l’ipertensione arteriosa resistente ai farmaci.

Il dato comunicato riguarda la riuscita delle procedure; la valutazione del controllo della pressione nel tempo appartiene al successivo percorso clinico dei pazienti.

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