Donazzan alza lo scontro: «Mi aspettano con il cappio», accuse alle esponenti Pd

Dalla querela contro il parroco di Sarcedo al video politico contro Luisetto e Filippin: nuova tensione nel Vicentino

17 giugno 2026 10:09
Donazzan alza lo scontro: «Mi aspettano con il cappio», accuse alle esponenti Pd -
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VICENZA - Dalla vicenda giudiziaria legata al parroco di Sarcedo lo scontro si è spostato apertamente sul terreno politico. Al centro c’è ancora Elena Donazzan, eurodeputata di Fratelli d’Italia, che nelle ultime ore ha rilanciato accuse pesanti contro esponenti del Partito Democratico, parlando di un clima che a suo dire avrebbe finito per giustificare anche frasi minacciose nei suoi confronti.

La frase più dura richiamata in questa nuova polemica è quella del “cappio”, citata dalla stessa Donazzan per denunciare un livello di aggressività verbale che, sostiene, avrebbe superato il limite della contrapposizione politica. Il caso ha così assunto un profilo diverso rispetto all’inizio della vicenda, trasformandosi da controversia personale e giudiziaria in un confronto pubblico tra schieramenti.

Nel mirino dell’eurodeputata ci sono in particolare Chiara Luisetto, consigliera regionale del Pd, e Rosanna Filippin, già senatrice dem. Donazzan le indica come due figure che, a suo giudizio, non avrebbero preso le distanze in modo netto da espressioni ritenute gravissime. Il passaggio ha innescato un’immediata reazione politica, con Luisetto che ha respinto le accuse e contestato la ricostruzione della parlamentare europea.

Lo scontro arriva dopo giorni di polemiche legate alla querela presentata contro don Fabio Miglioranza, parroco di Sarcedo. Attorno a quel procedimento si era già acceso un dibattito sulla libertà di critica e sull’uso dello strumento giudiziario nel confronto pubblico. Ora, però, il fronte si è allargato e coinvolge direttamente il rapporto tra Donazzan e una parte dell’opposizione di centrosinistra nel Vicentino.

Il nodo politico ruota attorno alla lettura di alcune parole ritenute intimidatorie. Donazzan sostiene che un conto sia il dissenso, anche duro, altro conto sia tollerare o minimizzare espressioni che evocano una minaccia personale. Per questo ha scelto di intervenire pubblicamente con un video, chiamando in causa le due esponenti dem e accusandole di non aver mostrato quella solidarietà istituzionale che, a suo avviso, sarebbe stata doverosa.

La replica di Luisetto ha impedito che la vicenda restasse confinata a una denuncia unilaterale. La consigliera regionale ha infatti preso posizione contro l’attacco ricevuto, alimentando un botta e risposta che rischia di allargare ulteriormente la frattura politica. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli su eventuali nuovi passaggi formali, ma il caso resta aperto sia sul piano pubblico sia su quello delle possibili iniziative successive.

Il contesto in cui esplode la polemica è quello del Vicentino, dove il caso Sarcedo-Donazzan aveva già attirato attenzione ben oltre i confini locali. L’elemento nuovo è il salto di livello dello scontro: non più soltanto la querela contro il sacerdote, ma un’accusa rivolta direttamente a rappresentanti del Pd per il modo in cui sarebbe stato gestito il clima attorno alla vicenda.

L’ultimo sviluppo concreto, al momento, è proprio il passaggio dal procedimento contro il parroco alla contrapposizione politica aperta con Luisetto e Filippin, innescata dalla frase sul “cappio” richiamata da Donazzan e dal successivo scambio pubblico che ne è seguito.

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