Droni marini nella Laguna di Grado, il progetto Brigantine presenta i risultati

Il 5 maggio al Museo nazionale di archeologia subacquea focus su tecnologie autonome, dati ambientali e gestione sostenibile delle coste

03 maggio 2026 12:15
Droni marini nella Laguna di Grado, il progetto Brigantine presenta i risultati -
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GRADO - Droni autonomi di superficie e subacquei per studiare la Laguna di Grado e raccogliere dati sugli ecosistemi marini. Saranno presentati martedì 5 maggio i risultati del progetto Brigantine, coordinato dall’Università di Udine, con una dimostrazione in mare delle piattaforme robotiche sviluppate per il monitoraggio ambientale.

L’appuntamento è in programma nel pomeriggio al Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, dove dalle 14.30 si terrà il workshop “Navigating the future”. La parte pratica, con l’impiego dei droni del progetto, è prevista intorno alle 17.

La laguna come laboratorio

Il progetto utilizza tecnologie marine autonome per analizzare in particolare le praterie di fanerogame marine e per valutare i parametri fisico-chimici delle acque. L’obiettivo è contribuire alla conoscenza degli ambienti costieri e alla gestione sostenibile delle aree marine e lagunari.

Al centro della ricerca c’è una piattaforma robotica modulare, progettata per svolgere missioni autonome e acquisire più tipi di informazioni nello stesso intervento: dati fisico-chimici dell’acqua, rilievi batimetrici e immagini multispettrali. I dispositivi sono pensati per operare in ambienti costieri, lagunari e in acque basse, raccogliendo dati ambientali ad alta precisione.

Il workshop a Grado

Durante l’incontro saranno illustrati i risultati raggiunti e l’impiego delle nuove tecnologie nel monitoraggio ambientale. Tra i temi previsti anche le applicazioni per le ispezioni archeologiche subacquee, la citizen science, la ricerca marina autonoma e le questioni normative legate all’uso dei droni marini, considerati a tutti gli effetti imbarcazioni a guida autonoma.

La ricerca ha un budget di circa un milione 716 mila euro ed è coordinata da un team del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo friulano, guidato da Sabina Susmel. Brigantine rientra nel programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027 e coinvolge cinque partner: le Università di Udine, di Zagabria e Politecnica delle Marche, l’Istituto Ruđer Bošković di Zagabria e il Corila, Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia.

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