Ecomusei in Friuli Venezia Giulia, domande a marzo e contributi fino al 90%
Il regolamento definisce requisiti minimi, tempi delle domande e contributi annuali per gli ecomusei riconosciuti.
UDINE - La Regione Friuli Venezia Giulia ha adottato il nuovo regolamento che definisce come ottenere il riconoscimento di Ecomuseo di interesse regionale e come accedere ai contributi annuali per la gestione e lo sviluppo delle attività. Per i soggetti già attivi sul territorio, il provvedimento mette nero su bianco requisiti, scadenze e criteri di finanziamento, con un sostegno che può arrivare fino al 90 per cento della spesa ammissibile.
Il regolamento, approvato dalla Giunta su proposta del vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil, dà attuazione alla normativa regionale sui beni culturali e riguarda le iniziative ecomuseali già esistenti in Friuli Venezia Giulia, promosse e gestite da enti locali, singolarmente o in forma associata, oppure da associazioni e fondazioni culturali senza scopo di lucro.
Chi può chiedere il riconoscimento
Tra i requisiti minimi richiesti c'è il riferimento a un ambito territoriale caratterizzato da omogeneità culturale, geografica e paesaggistica. Devono inoltre essere presenti beni di comunità, la partecipazione attiva della popolazione locale, un luogo aperto al pubblico destinato a interpretazione, documentazione e informazione, oltre a itinerari di visita e ad almeno tre anni continuativi di attività documentata.
L'obiettivo indicato dalla Regione è rafforzare il ruolo degli ecomusei come presìdi culturali diffusi, capaci di custodire beni materiali e immateriali, paesaggi, saperi e tradizioni attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali. In questo quadro rientrano anche le politiche dedicate ai musei in Friuli Venezia Giulia, settore con cui gli ecomusei condividono la funzione di tutela e valorizzazione del patrimonio.
Quando presentare la domanda
Le domande di riconoscimento dovranno essere presentate al Servizio regionale competente in materia di beni culturali ogni anno dal 1° al 31 marzo. Per il 2026 è prevista però una finestra transitoria: il termine sarà fissato entro 45 giorni dall'entrata in vigore del regolamento.
Il procedimento amministrativo si concluderà entro 180 giorni. Nella fase istruttoria la Regione si avvarrà del supporto specialistico dell'Erpac, l'Ente regionale per il patrimonio culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Come funzionano i contributi
Il regolamento disciplina anche i contributi annuali destinati agli ecomusei già riconosciuti di interesse regionale. Il finanziamento potrà coprire fino al 90 per cento della spesa ritenuta ammissibile.
Le risorse saranno distribuite con un doppio criterio: una quota sarà assegnata in misura uguale tra gli ecomusei riconosciuti, mentre un'altra parte dipenderà dal livello qualitativo delle attività previste. Nella valutazione peseranno la conservazione e la valorizzazione dei valori storici, culturali, naturalistici, paesaggistici, ambientali, linguistici e demo-etnoantropologici del territorio, insieme alla capacità di coinvolgere le comunità locali.
Un'impostazione che punta a sostenere esperienze già radicate e in grado di raccontare l'identità dei luoghi anche attraverso percorsi di visita e attività di documentazione, come accade in diversi progetti che intrecciano patrimonio locale e promozione del territorio, dai saperi tradizionali alla mappa dei locali costruita attorno alle specialità della Carnia.
Secondo Anzil, il regolamento serve a dare criteri chiari e trasparenti sia per il riconoscimento sia per il sostegno economico, così da valorizzare realtà qualificate capaci di trasmettere la memoria e l'identità del Friuli Venezia Giulia attraverso una cultura diffusa, vicina alle persone e ai paesi.