Educazione emotiva, il Don Milani di Aquileia presenta a Roma la Rete nazionale

Il dirigente dell’Istituto Don Milani di Aquileia ha presentato alla Camera la Rete nazionale per l’educazione emotiva: cosa significa per scuole e famiglie del FVG.

07 ottobre 2026 12:27
Educazione emotiva, il Don Milani di Aquileia presenta a Roma la Rete nazionale -
Condividi

AQUILEIA — L’Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Aquileia ha portato il Friuli Venezia Giulia alla Camera dei deputati nella presentazione della Rete nazionale per l’educazione emotiva. L’incontro si è svolto martedì 6 ottobre, alle 11, nella Sala dei Gruppi Parlamentari di via Campo Marzio 78, a Roma. Nel programma dell’iniziativa il dirigente scolastico Stefano Zulini figurava tra i tre dirigenti chiamati a presentare la Rete, insieme ad Annamaria Carbone dell’Istituto comprensivo 4 di Grosseto e Stefania Geremicca dell’Istituto “Carducci” di Gaeta.

È una notizia che riguarda un istituto della Bassa friulana, ma il punto non è soltanto la rappresentanza a Roma. La Rete propone di mettere in comune esperienze, formazione e confronto tra scuole sul lavoro educativo legato a emozioni, relazioni e benessere della comunità scolastica. Per le famiglie di Aquileia, Fiumicello Villa Vicentina e Terzo di Aquileia significa che un percorso già coltivato dall’istituto viene collocato in uno scambio nazionale; non significa, invece, che dal giorno dopo nasca una materia obbligatoria, una nuova quota da pagare o un servizio automatico diverso per tutti gli alunni.

La data, la sede e i relatori risultano dalla scheda dell’evento di presentazione. Il sito istituzionale dell’Istituto comprensivo Don Milani conferma il perimetro locale della scuola, che riunisce plessi ad Aquileia, Fiumicello Villa Vicentina e Terzo di Aquileia. Il passaggio romano arriva quindi mentre l’anno scolastico 2026-2027 è già iniziato: per le date comuni della regione resta utile il riepilogo di Nordest24 sul calendario scolastico del Friuli Venezia Giulia.

Che cos’è la Rete presentata alla Camera

La Rete nazionale per l’educazione emotiva non è un provvedimento del Ministero e non introduce, da sola, un insegnamento nazionale con ore, voti o programma uguale per tutte le classi. È una collaborazione tra istituti che dichiara di voler condividere pratiche e strumenti su competenze emotive e relazionali, formazione del personale, materiali didattici e momenti di confronto. Alla presentazione sono intervenuti anche Ulisse Mariani, psicologo e formatore, Paolo Maschetti del Gruppo editoriale La Scuola e Marco Mazzoni, che ha illustrato la mostra immersiva “Feeling”.

La distinzione è importante per non creare aspettative improprie. Un evento ospitato negli spazi della Camera dà visibilità al progetto, ma non equivale a una legge, a una circolare ministeriale o a un obbligo immediato per gli istituti italiani. Le scelte concrete continuano a passare dall’autonomia scolastica, dal Piano triennale dell’offerta formativa, dagli organi collegiali e dalle risorse effettivamente disponibili. Le famiglie non devono quindi attendersi un cambiamento automatico dell’orario settimanale o una nuova disciplina in pagella.

Allo stesso modo, “educazione emotiva” non va confusa con un intervento clinico o psicologico individuale. In ambito scolastico può tradursi, a seconda dei progetti, nel riconoscere le emozioni, nel dare parole ai conflitti, nell’ascolto, nel lavoro di gruppo e nella costruzione di relazioni rispettose. Se emergono bisogni di salute o disagio personale, la risposta appropriata resta quella prevista dai servizi sanitari e dai professionisti competenti: la scuola non sostituisce la cura.

Perché il ruolo di Aquileia è concreto

Il Don Milani non parte da una vetrina di un giorno. La presenza di Zulini tra i dirigenti incaricati della presentazione colloca Aquileia tra le scuole che contribuiscono alla costruzione della Rete. Per il territorio è un riconoscimento del lavoro organizzativo della comunità scolastica, non un premio attribuito a singoli studenti né l’annuncio di un finanziamento pubblico specifico: nella documentazione dell’evento non sono indicati stanziamenti, costi per le famiglie, nuove assunzioni o un calendario di attività aperte al pubblico.

Questa precisione conta soprattutto per chi ha figli iscritti nei diversi plessi dell’istituto. Il dato verificabile oggi è la partecipazione della dirigenza all’avvio nazionale e la volontà di condividere un modello educativo; per sapere quali attività arriveranno in una classe, con quali docenti, tempi e modalità, occorrerà guardare alle comunicazioni della scuola e agli atti che l’istituto pubblicherà. Non è corretto attribuire a tutti i plessi laboratori, sportelli, incontri con esperti o adesioni già fissate se non sono stati annunciati con un avviso dedicato.

Il legame con l’area è tutt’altro che astratto. Lo stesso istituto comprende la primaria di Terzo d’Aquileia, riaperta dopo la riqualificazione: Nordest24 ha raccontato la scuola rinnovata di Terzo di Aquileia e il ruolo del dirigente Stefano Zulini nell’inaugurazione di gennaio. Edifici sicuri e aggiornati, didattica e qualità delle relazioni sono piani diversi, ma sono entrambi elementi concreti della vita quotidiana di una comunità scolastica.

Cosa cambia, e cosa non cambia, per genitori e docenti

Per ora il cambiamento certo è di rete: l’istituto di Aquileia può confrontarsi formalmente con realtà di altre regioni e con soggetti che lavorano sul tema. Un vantaggio potenziale è la possibilità di evitare iniziative isolate e di ragionare su formazione, continuità tra classi e strumenti condivisi. Il risultato, però, non è automatico e non va misurato con slogan: dipenderà dai progetti che saranno effettivamente deliberati, dalle competenze coinvolte, dal tempo didattico e dalla capacità di verificarne l’andamento.

Per i genitori, la domanda utile non è “ci sarà una nuova materia?”, ma “che cosa farà concretamente la classe?”. Quando la scuola comunicherà un’attività, vale la pena chiedere obiettivi, fascia d’età, durata, figure coinvolte, eventuale uso di questionari e trattamento dei dati personali. È legittimo chiedere anche come verranno informate le famiglie e a chi rivolgersi per dubbi o esigenze specifiche. Sono informazioni pratiche che distinguono un percorso educativo definito da un annuncio generale.

Per docenti e personale scolastico il nodo è la formazione continua, uno degli obiettivi esplicitati dalla Rete. Non basta aggiungere un tema a una lezione per costruire un contesto più attento alle relazioni: servono linguaggi comuni, confini chiari tra didattica e presa in carico sanitaria, raccordo con le famiglie e coerenza nelle situazioni quotidiane. Sono aspetti che una rete può aiutare a mettere a fuoco, ma richiedono lavoro nel singolo istituto.

Il tema delle relazioni attraversa già altri percorsi regionali, pur con finalità differenti. Ad agosto, per esempio, la Summer School LeggiAMO 0-18 FVG dedicata alla cura delle relazioni ha riunito docenti, bibliotecari, educatori e operatori socio-sanitari. Non è la stessa iniziativa e non va sovrapposta alla Rete di Aquileia, ma mostra quanto il confronto su crescita, linguaggi e benessere dei più giovani sia già presente nel dibattito regionale.

Le verifiche da fare prima di trarre conclusioni

La presentazione romana è attuale e verificabile; non consente ancora di dedurre un programma operativo per ogni scuola del Friuli Venezia Giulia. Ad oggi, nelle informazioni pubbliche consultate, non sono indicati per l’istituto di Aquileia un listino di corsi per famiglie, una data di avvio di nuovi laboratori, costi di adesione, orari di sportello o un bando aperto ai genitori. Sono dati da non inventare, anche quando il tema suscita interesse.

Chi segue la vicenda può fare riferimento anzitutto al sito dell’istituto per circolari, progettualità e contatti di segreteria. Per valutare eventuali iniziative rivolte agli alunni, è bene verificare se la comunicazione indichi destinatari, finalità, durata e adesione richiesta. Se invece si parla di formazione del personale o di collaborazione con enti esterni, il documento utile dovrà chiarire ruoli, autorizzazioni e modalità di svolgimento.

Il punto fermo è dunque questo: Aquileia ha avuto un ruolo visibile nella presentazione nazionale del 6 ottobre e porta nel confronto tra scuole l’esperienza di un istituto che serve più comuni della Bassa friulana. La portata quotidiana della novità si vedrà nei prossimi atti della scuola, non nelle interpretazioni affrettate. Per famiglie e docenti, seguire le comunicazioni ufficiali è il modo più concreto per capire se e come il progetto si tradurrà in opportunità reali nelle classi.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail