Effetti della pandemia in Veneto: come cambiano le richieste di accesso al credito
La repentinadiffusione del Covid-19 nel nostro Paese ha radicalmente influito su moltiaspetti della vita finanziaria degli italiani.Non può infattiignorarsi l’impatto negativo generato sulla situazion...
La repentina
diffusione del Covid-19 nel nostro Paese ha radicalmente influito su molti
aspetti della vita finanziaria degli italiani.
Non può infatti
ignorarsi l’impatto negativo generato sulla situazione patrimoniale di molte
famiglie italiane, che inaspettatamente si sono ritrovate prive di qualsivoglia
sostentamento o che comunque hanno assistito al drastico calo delle proprie
entrate economiche.
A maggior ragione
se si prendono in considerazione le recenti misure restrittive adottate dal
Governo per arginare la nuova ondata di diffusione del virus, le quali hanno
imposto la totale o parziale chiusura di molte attività commerciali su tutta la
penisola.
Non è quindi un caso
che le scelte finanziarie della popolazione siano cambiate in modo sensibile,
sebbene secondo logiche differenti su scala regionale.
A tal proposito, in Veneto, secondo una recente
indagine, nel periodo compreso fra luglio e settembre sono aumentati i finanziamenti personali destinati all’acquisto di una
vettura usata (+7,4%) e all’acquisto di immobili (+,0,8%) rispetto allo scorso
anno.
Diminuiscono,
invece, i prestiti per la ristrutturazione e per l’arredo della casa.
Pare infatti che
il 27,4% delle richieste pervenute siano state giustificate dalla necessità di
dotarsi di una automobile usata (avente infatti un costo decisamente inferiore
rispetto a quelle nuove) probabilmente in ragione della necessità di evitare la
fruizione del trasporto pubblico per qualsiasi spostamento, nell’ottica di
prevenire il rischio di contagio che è statisticamente molto elevato sui mezzi
pubblici.
Inoltre, dai
risultati rilevati emerge che è incrementato in modo consistente anche
l’importo al quale i veneti chiedono di accedere, registrando un +7,4% rispetto
al 2019 e toccando la media di circa 13 mila euro.
Infine, ponendo
l’attenzione sul profilo soggettivo del
richiedente, la maggior parte delle domande provengono da individui di
sesso maschile (73% del totale), titolari di un contratto di lavoro privato a
tempo indeterminato (79,5%), mentre sono in netto calo le richieste provenienti
da liberi professionisti e lavoratori autonomi, anche a causa dell'instabilità
e della precarietà lavorativa che ha contrassegnato il 2020.
Ad ogni modo,
qualora un soggetto versi in uno stato di difficoltà economica ovvero
nell’ipotesi in cui sia necessario fronteggiare una spesa esorbitante rispetto
alla materiale disponibilità del nucleo familiare, sul mercato finanziario vi
sono una serie di prodotti finanziari, agevolati dal punto di vista economico e
destinati ad essere fruiti soltanto da alcune categorie di soggetti.
A solo titolo
esemplificativo, si consideri che i
dipendenti pubblici possono accedere anche ai prestiti INPS (ex INPDAP),
nella forma del Piccolo Prestito, dei Prestiti Pluriennali diretti o garantiti
e della Cessione del quinto dello stipendio (per ulteriori approfondimenti sui Prestiti Inps ex Inpdap:https://www.calcoloratamutuo.org/guida/prestiti-inpdap).