Electrolux, oltre 2mila in corteo da Porcia a Pordenone: il nodo resta il futuro dei posti di lavoro

Manifestazione nel Pordenonese fino alla Prefettura. In piazza anche Rosaria Capozzi e Mara Turani del Movimento 5 Stelle.

18 giugno 2026 15:14
Electrolux, oltre 2mila in corteo da Porcia a Pordenone: il nodo resta il futuro dei posti di lavoro -
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PORDENONE - Oltre 2mila persone hanno sfilato questa mattina da Porcia alla Prefettura di Pordenone per chiedere tutele sul futuro dello stabilimento Electrolux e dei posti di lavoro, mentre nel Pordenonese resta aperta una delle vertenze industriali più delicate delle ultime settimane. In testa al corteo lo striscione “#Electrolux non si spegne”.

La mobilitazione ha rimesso al centro la preoccupazione di lavoratori e famiglie per il rischio di tagli ed esuberi, ma anche il peso che la vicenda può avere sull’intero territorio: non solo i dipendenti dello stabilimento, ma anche l’indotto e il tessuto economico locale. Alla manifestazione hanno preso parte anche la consigliera regionale Rosaria Capozzi e la coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle di Pordenone, Mara Turani.

Il corteo arriva in una fase in cui il confronto istituzionale e sindacale resta aperto. Le due esponenti M5S, in una dichiarazione congiunta diffusa dopo la manifestazione, hanno parlato di un “passo avanti” emerso nel confronto di lunedì, da leggere però con prudenza e da tradurre in risultati concreti.

Per capire il quadro della vertenza si può leggere anche quanto emerso nei giorni scorsi sul corteo a Porcia contro 1.700 esuberi e sulla richiesta della Regione di ritirare il piano.

Il corteo nel Pordenonese e la richiesta di certezze

La manifestazione si è sviluppata lungo l’asse tra Porcia e Pordenone, fino all’arrivo davanti alla Prefettura. La partecipazione, secondo quanto riferito nella nota, ha superato le duemila presenze, a conferma di una mobilitazione che coinvolge non soltanto i lavoratori direttamente interessati ma anche una parte ampia della comunità locale.

Capozzi e Turani hanno spiegato di essere scese in piazza per ribadire vicinanza ai dipendenti Electrolux e alle loro famiglie, alle prese con una fase di forte incertezza occupazionale. Nelle loro parole, la presenza al corteo vuole essere un segnale politico di sostegno a chi chiede risposte chiare sul futuro industriale del sito produttivo di Porcia.

Le due rappresentanti hanno indicato come priorità la necessità di far emergere “prospettive concrete” capaci di garantire stabilità occupazionale, sviluppo industriale e tutela del territorio. Un passaggio che, nella sostanza, richiama la richiesta centrale della mobilitazione: non lasciare che il confronto resti soltanto formale, ma trasformarlo in impegni verificabili sui posti di lavoro.

Electrolux, oltre 2mila in corteo da Porcia a Pordenone: il nodo resta il futuro dei
Electrolux, oltre 2mila in corteo da Porcia a Pordenone: il nodo resta il futuro dei

Il riferimento al confronto di lunedì

Nella dichiarazione diffusa dopo il corteo, Capozzi e Turani invitano a non trascurare il passo avanti registrato nel confronto di lunedì. Lo accolgono con cauto ottimismo, ma precisano che il segnale dovrà ora tradursi in un’interlocuzione “seria, concreta e responsabile” tra tutte le parti coinvolte.

Il punto politico e industriale, secondo le due esponenti del Movimento 5 Stelle, resta la tutela di ogni singolo posto di lavoro. Per questo la vertenza non viene letta solo come un passaggio interno all’azienda, ma come una questione che investe l’equilibrio economico e sociale di un’area che negli anni ha costruito competenze produttive e professionalità rilevanti.

La mobilitazione di oggi, in questo senso, viene interpretata come il segnale di una comunità che non intende rassegnarsi e che continua a chiedere prospettive chiare. Un messaggio rivolto alle istituzioni e a tutti i soggetti chiamati a gestire il confronto sul futuro dello stabilimento.

L’impatto della vertenza su famiglie, indotto e territorio

Nelle parole di Capozzi e Turani, il futuro di Electrolux non riguarda soltanto i posti di lavoro attualmente in bilico. La questione tocca anche le famiglie dei lavoratori, l’indotto e il profilo industriale del Pordenonese, con possibili ricadute che vanno oltre i confini dello stabilimento di Porcia.

È questo il punto che rende la vertenza particolarmente sensibile sul piano locale: attorno alla fabbrica ruotano occupazione, capacità produttive e una parte importante della tenuta economica del territorio. Da qui la richiesta, ribadita nel corso della manifestazione, di mantenere alta l’attenzione sui prossimi sviluppi del confronto.

Le due esponenti pentastellate hanno infine assicurato che continueranno a seguire l’evoluzione della vicenda, sostenendo le iniziative ritenute utili a difendere l’occupazione e a valorizzare le competenze dei lavoratori. La giornata si è chiusa davanti alla Prefettura di Pordenone, dove il corteo ha portato il tema Electrolux al centro del dibattito pubblico locale.

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