Il volo per l'America, poi la trombosi e la morte: università in lutto per Enrico Tomelleri, aveva 47 anni
Enrico Tomelleri muore a 47 anni negli Stati Uniti dopo un lungo viaggio aereo. Il malore, il ricovero e la trombosi del viaggiatore.
BOLZANO – Era volato negli Stati Uniti per partecipare a un incontro scientifico, ma pochi giorni dopo il suo arrivo ha accusato un malore che si è rivelato fatale. Enrico Tomelleri, docente universitario di 47 anni, è morto in un ospedale americano a causa di una embolia polmonare, che secondo quanto riferito dal fratello sarebbe stata provocata da una trombosi legata alla prolungata immobilità durante il viaggio.
La tragedia si è consumata nell'ottobre 2026 e ha colpito profondamente la comunità accademica della Libera Università di Bolzano, dove il professore lavorava nel campo delle scienze forestali e dell'analisi ambientale.
Originario di Verona, ma residente da diversi anni in Alto Adige, Tomelleri aveva dedicato la propria carriera alla ricerca e all'insegnamento, distinguendosi per la passione con cui trasmetteva le proprie conoscenze agli studenti.
Il viaggio di lavoro negli Stati Uniti: 12 ore di volo e altri trasferimenti
Tutto è iniziato il 28 settembre 2026, quando il professore è partito da Monaco di Baviera per raggiungere la Northern Arizona University, negli Stati Uniti, dove era atteso per partecipare a un workshop.
Per arrivare a destinazione aveva affrontato un itinerario particolarmente lungo, caratterizzato da un primo volo di circa 12 ore, seguito da un secondo collegamento aereo di un'ora e da ulteriori spostamenti in automobile.
Un viaggio impegnativo, durante il quale il docente aveva trascorso molte ore seduto, con possibilità limitate di movimento.
Proprio questa prolungata immobilità, secondo quanto successivamente raccontato dal fratello Carlo Tomelleri, avrebbe contribuito alla formazione di un coagulo di sangue, provocando la grave complicanza che ne ha causato il decesso.
Le difficoltà respiratorie e il ricovero in terapia intensiva
Dopo essere arrivato negli Stati Uniti, il professore aveva raggiunto la destinazione prevista per i suoi impegni accademici.
La situazione è precipitata il 3 ottobre, quando Enrico Tomelleri ha iniziato ad accusare improvvise difficoltà respiratorie.
Le sue condizioni sono apparse preoccupanti e hanno reso necessario il ricovero in un ospedale locale, dove è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva.
I medici hanno preso in carico il docente, ma il quadro clinico si è rivelato estremamente grave.
Nonostante le cure ricevute, il professore è morto quattro giorni dopo il ricovero, a soli 47 anni.
La causa del decesso, secondo quanto riferito dal fratello Carlo alla stampa, è stata un'embolia polmonare, conseguenza di una trombosi che sarebbe insorta in relazione al lungo viaggio affrontato per raggiungere gli Stati Uniti.
Cos'è la trombosi del viaggiatore e perché può essere pericolosa
La vicenda ha richiamato l'attenzione sulla cosiddetta trombosi del viaggiatore, una condizione che può verificarsi quando una persona rimane seduta e sostanzialmente immobile per molte ore consecutive.
Il fenomeno è associato soprattutto ai viaggi aerei di lunga durata, ma può verificarsi anche durante spostamenti prolungati in automobile, autobus o treno.
La ridotta mobilità degli arti inferiori può rallentare il ritorno del sangue verso il cuore e, in presenza di determinati fattori di rischio, favorire la formazione di coaguli nelle vene profonde delle gambe.
Il pericolo maggiore si presenta quando una parte del coagulo si stacca e raggiunge le arterie polmonari, ostacolando il normale flusso sanguigno.
In questi casi si parla di embolia polmonare, una condizione che può provocare conseguenze molto serie e richiede un intervento medico immediato.
Tra i sintomi che possono manifestarsi figurano mancanza di respiro improvvisa, dolore al torace, battito cardiaco accelerato e perdita di coscienza.
Il rischio rimane generalmente basso nella popolazione dei viaggiatori, ma può aumentare in presenza di particolari condizioni individuali.
Durante gli spostamenti più lunghi, muovere frequentemente le gambe e alzarsi periodicamente, quando possibile, sono comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio.
Il dolore dell'Università di Bolzano e il ricordo dei colleghi
La notizia della morte di Enrico Tomelleri ha suscitato profondo cordoglio all'interno della Libera Università di Bolzano, dove il professore era conosciuto per il suo impegno nella ricerca e nella didattica.
L'ateneo ha voluto ricordarlo sottolineando la dedizione con cui affrontava il proprio lavoro e la capacità di trasmettere agli studenti non soltanto competenze scientifiche, ma anche entusiasmo e curiosità.
Nel ricordo diffuso dall'università viene evidenziata soprattutto la sua grande passione per l'insegnamento, che aveva sempre accompagnato il suo impegno come ricercatore.
Un docente capace di condividere con gli studenti il rigore scientifico e l'interesse per la conoscenza, due caratteristiche che avevano contraddistinto il suo percorso accademico.