Erev/Layla a Trieste: tre concerti gratis al Museo Ebraico dal 23 al 25 giugno

Festival in via del Monte 3 con spettacoli alle 21 e ingresso libero fino a esaurimento posti, anche in caso di maltempo.

20 giugno 2026 09:00
Erev/Layla a Trieste: tre concerti gratis al Museo Ebraico dal 23 al 25 giugno -
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TRIESTE – Dal 23 al 25 giugno 2026 la terrazza del Museo Ebraico “Carlo e Vera Wagner”, in via del Monte 3, ospita la XIX edizione del festival di musica e cultura ebraica “Erev/Layla – Nuove Tracce verso Gerusalemme”, organizzato dall’Associazione Musica Libera in collaborazione con Museo della Comunità Ebraica di Trieste, Comunità Ebraica di Trieste e Festival Viktor Ullmann.

La rassegna propone tre concerti a ingresso libero con inizio ogni sera alle ore 21.00, fino a esaurimento dei posti disponibili. In caso di maltempo, gli spettacoli saranno comunque confermati e trasferiti in una struttura al coperto. Il festival è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Friuli Venezia Giulia e de Le Fondazioni Casali.

La manifestazione torna negli spazi del Museo Ebraico di Trieste dopo aver ospitato, nel corso delle precedenti edizioni, numerosi artisti impegnati nella musica e nella cultura ebraica, anche provenienti dall’estero. Anche quest’anno il cartellone si concentra su repertori, narrazioni e percorsi legati al mondo ebraico, con un programma costruito tra racconto, teatro musicale e memoria storica.

Ad aprire il festival, martedì 23 giugno, sarà “Akkiaia”, con Enrico Fink che presenta una storia tratta dal suo romanzo “Patrilineare” (Lindau, 2025). Il progetto intreccia un’epopea familiare che attraversa territori ed eventi del Novecento con un viaggio nella musica ebraica collocato tra due poli contigui ma molto lontani tra loro: da un lato l’Est Europa del klezmer e della chazanut ashkenazita, dall’altro le antiche tradizioni della musica sinagogale italiana.

La seconda serata, mercoledì 24 giugno, è dedicata allo spettacolo “Te lo do io l’ebreo. Storia di un ebreo errante”. Tra ironia, memoria e musica dal vivo, prende forma uno spettacolo teatral-musicale costruito attraverso canzoni e racconti. Al centro c’è una narrazione personale e collettiva sulla vita quotidiana degli ebrei di oggi, radicata nel sapere e nell’agire dell’antica tradizione ebraica.

La chiusura, giovedì 25 giugno, sarà affidata alla serata “Giovani pianisti sul palco”. Gli allievi e le allieve del pianista Pierpaolo Levi, indicato come grande amico del Museo e stretto collaboratore del Festival Viktor Ullmann, proporranno una raccolta di musica “degenerata”, composta da musicisti che hanno vissuto la persecuzione durante la Seconda guerra mondiale.

Il riferimento a Viktor Ullmann resta parte integrante del contesto culturale della rassegna. Nato nel 1898 e morto nel 1944, Ullmann deve la sua crescente notorietà alla scoperta del “Kaiser von Atlantis”, composto a Terezín e rimasto ineseguito fino al 1975. Da allora quest’opera è entrata sempre più spesso nei teatri di tutto il mondo, alimentando l’interesse anche per il resto della sua produzione.

Allievo di Schönberg, Ullmann passò da opere decisamente atonali come le “Variationen und Doppelfuge über ein Thema von Arnold Schönberg” a lavori di taglio più popolare come la “Rapsodia” per saxofono e orchestra del 1940, oggi proposta nella versione con pianoforte. Le opere composte a Terezín tra il 1942 e la deportazione ad Auschwitz del 16 ottobre 1944 mostrano, secondo la presentazione del festival, la necessità di comunicare in maniera chiara e immediata con i compagni di prigionia, senza che lo stile diventi mai ovvio e mantenendo invece mezzi armonici di grande rigore ed eleganza.

Tra queste composizioni viene ricordato anche il “Melodram” su testo di R. M. Rilke, ispirato al tragico destino di un antenato del poeta caduto in guerra nel 1663. Si tratta di una delle opere estreme di Ullmann, scritta nell’estate del 1944 e dedicata alla moglie per il suo compleanno. Il compositore avrebbe probabilmente voluto arrivare a una orchestrazione completa, ma anche la versione pianistica viene indicata come di grande bellezza ed efficacia. In questa pagina, come nel “Kaiser”, i modelli evocati sono Berg e Mahler, due autori che più di altri hanno saputo portare la sofferenza umana nell’espressione musicale.

Il direttore artistico Davide Casali definisce “Erev/Layla – Nuove Tracce verso Gerusalemme” un festival che abbraccia tutto il mondo ebraico attraverso musiche di rara esecuzione e con la partecipazione di giovani musicisti, uomini e donne provenienti da tutta Europa, impegnati in un repertorio senza confini capace di riportare alla cultura ebraica del passato e a quella ancora conoscibile oggi attraverso la musica. Casali richiama anche la collaborazione consolidata con il Museo “Carlo e Vera Wagner”, sottolineando il legame con le attività della realtà museale ebraica di via del Monte.

Per il pubblico le informazioni pratiche restano definite: gli spettacoli sono in programma sulla terrazza del Museo Ebraico “Carlo e Vera Wagner” di via del Monte 3 a Trieste, iniziano tutti alle 21.00 e l’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti.

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