A Este una mostra interroga la bellezza tra crisi e trasformazione

All’Ex Chiesa di San Rocco collettiva curata da Sonia Strukul: otto autori e ingresso libero dal 25 aprile al 10 maggio 2026.

17 aprile 2026 06:00
A Este una mostra interroga la bellezza tra crisi e trasformazione -
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ESTE — Che cosa resta della “bellezza” in un tempo che ha smesso di riconoscerla come modello unico? Più che un canone da inseguire, oggi la bellezza appare come un territorio mobile, attraversato da percezioni soggettive, fratture e possibilità. Da questa idea prende forma “Della bellezza”, la collettiva curata da Sonia Strukul in programma dal 25 aprile al 10 maggio 2026 negli spazi dell’Ex Chiesa di San Rocco.

L’inaugurazione è fissata per sabato 25 aprile alle 17. La mostra sarà visitabile ogni giorno dalle 16 alle 19, a ingresso libero. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Città di Este, della Provincia di Padova e della Proloco Este.

Una bellezza senza canone, tra percezione e crisi

Il progetto riunisce otto artisti — Luciano Bonaccorso, Maria Rita Catalano, Ivana Ceresa, Renzo Fortin, Bianca Susy Piva, Eros Rizzo, Barbara Scarparolo e la stessa Strukul — chiamati a confrontarsi con un tema centrale e insieme sfuggente. Il percorso espositivo attraversa linguaggi e materiali diversi, mettendo in scena una visione plurale: non un’unica idea di bellezza, ma esperienze che coesistono, spesso in tensione.

Nella lettura della curatrice, la bellezza non è una forma immobile: cambia con le epoche, con le scelte culturali e con i dispositivi attraverso cui viene guardata. Per questo l’arte contemporanea, più che limitarsi a osservare il mondo esterno, tende a spostare l’asse verso l’interiorità, facendone emergere ombre, ferite, speranze e valori. Una prospettiva che trasforma la bellezza in un campo di domande sul presente: sul rapporto tra realtà e ideale, sul bisogno umano di senso anche quando il contesto si fa contraddittorio.

Otto ricerche, otto modi di attraversare il tema

La mostra costruisce un dialogo tra poetiche differenti. Bonaccorso lavora soprattutto con la terracotta, rielaborando figure e temi mitologici in chiave contemporanea e intrecciandoli a riflessioni sul vuoto esistenziale. Catalano porta in mostra una dimensione più intima: colori e forme diventano paesaggi interiori, dove la ceramica si fa materia “viva” capace di parlare di fragilità e resistenza.

Ceresa indaga uno spazio sospeso tra costruzione e visione, invitando lo sguardo a un tempo più lento, in cui la bellezza affiora per stratificazioni. Fortin sceglie invece un linguaggio essenziale, fatto di segni e tracce tra memoria e presenza: una bellezza mai decorativa, attraversata da tensioni e rimandi culturali. Piva sperimenta la ceramica come superficie di trasformazione, con forme leggere e instabili che evocano adattamento e resilienza.

Rizzo propone una pittura diretta e radicata nel reale, in cui la bellezza può emergere dentro la complessità del quotidiano senza idealizzazioni. Scarparolo lavora sulla figura e sull’interiorità attraverso stratificazioni materiche e cromatiche, facendo dell’immagine uno spazio di consapevolezza. Strukul, infine, intreccia pittura e progettazione visiva per mettere alla prova la bellezza nel punto in cui equilibrio e frattura si toccano, interrogando forma, significato e percezione.

Informazioni pratiche

“Della bellezza” (Bonaccorso, Catalano, Ceresa, Fortin, Piva, Rizzo, Scarparolo, Strukul), a cura di Sonia Strukul, è ospitata all’Ex Chiesa di San Rocco, in via Monache 5, a Este (Padova). Date: dal 25 aprile al 10 maggio 2026. Inaugurazione: 25 aprile ore 17. Orari: tutti i giorni 16–19. Ingresso libero.

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