A Este ETNOFILMfest 2026: 7 documentari in concorso scelti tra 96 opere
La 14ª edizione al Teatro dei Filodrammatici esplora il sacro contemporaneo con proiezioni, incontri e premiazione.
ESTE - Dal 9 all’11 ottobre 2026 torna al Teatro dei Filodrammatici ETNOFILMfest 2026, la Mostra del Cinema Documentario Etnografico arrivata alla quattordicesima edizione. Il dato centrale di quest’anno è il ritorno del concorso: alla selezione sono arrivate 96 opere e 7 documentari sono stati scelti per la competizione, con proiezioni concentrate tra sabato e domenica.
Ideato e diretto da Fabio Gemo, il festival conferma la sua impostazione tra cinema, antropologia e ricerca sociale. L’edizione 2026 ruota attorno al tema “Il talismano, il mantra e la rosa – pratiche del sacro nel mondo contemporaneo”, un percorso che mette al centro i modi in cui il sacro continua a manifestarsi nel presente, tra protezione, trasformazione interiore, bellezza e trascendenza.
I documentari in concorso
Tra i lavori segnalati per questa edizione ci sono “Fora pal mont – I passi rimasti” di Lorena Trevisan e Michele Pastrello, “Inochi, il soffio vitale” di Karine de Villers e Sachiyo Honda e “Muzungu Sweets” di Caterina De Angelis e Matteo Carosi.
“Fora pal mont – I passi rimasti” riporta alla luce una pagina poco conosciuta della storia sociale della Valcellina, ai confini con il Vajont. Il documentario nasce dalle testimonianze di sei donne anziane, protagoniste dell’esperienza delle “sedonere”, venditrici ambulanti che nella prima metà del Novecento lasciavano i paesi di montagna per raggiungere pianure e città del Nord Italia, dove vendevano utensili e oggetti di legno affrontando viaggi lunghi e condizioni difficili. Il racconto intreccia lavoro, sacrificio, migrazione e autonomia femminile in una società segnata da una forte struttura patriarcale.
Con “Inochi, il soffio vitale”, Karine de Villers e Sachiyo Honda affrontano invece il tema della vita come valore da custodire e trasmettere. Il film parte dalla vicenda personale di Sachiyo Honda, cresciuta in Giappone con i racconti della nonna sopravvissuta al bombardamento incendiario di Tokyo del 1945. Da quella memoria nasce una visione dell’esistenza in cui ogni cosa ha valore e la vita, Inochi, va preservata.
“Muzungu Sweets”, firmato da Caterina De Angelis e Matteo Carosi, porta sullo schermo l’Uganda e il rapporto tra conservazione della natura, colonialismo e crisi climatica. I protagonisti sono due ecoattivisti bianchi che comprano una videocamera e partono per l’Africa, dove il viaggio li costringe a confrontarsi con le conseguenze del colonialismo storico e con dinamiche neocoloniali ancora presenti nei progetti di tutela ambientale.
Il programma dal 9 all’11 ottobre
L’apertura è fissata per venerdì 9 ottobre alle 17 con l’inaugurazione ufficiale. A seguire è previsto l’incontro con l’antropologo Marino Niola, che presenterà il suo libro “La capitale dell’anima”, pubblicato da Raffaello Cortina nel 2026. Il volume propone un viaggio dentro Napoli letta non solo come città, ma come spazio simbolico e interiore, attraversato da tradizioni, credenze, miti e dal rapporto tra sacro e profano.
La prima giornata si chiuderà alle 21 con la proiezione di “Devozioni”, il nuovo documentario di Gianfranco Pannone, presente al festival. Il film accompagna lo spettatore nella Lucania appenninica, seguendo le forme con cui il senso del sacro continua a sopravvivere nel paesaggio e nelle comunità.
Sabato 10 ottobre sarà dedicato in particolare al cinema documentario e alla sezione competitiva, con la proiezione delle sette opere selezionate tra le 96 candidature ricevute.
Domenica tra memoria, libro e premiazione
Domenica 11 ottobre il festival riprenderà alle 9.30 con “Maria Lionza”, documentario del 1982 realizzato da Lanfranco Secco Suardo e Bebetta Campeti e dedicato al culto della moderna dea pagana venezuelana. Il film è stato girato tra i ranchitos di Caracas e la montagna sacra di Sorte.
Nel pomeriggio, alle 17, Bebetta Campeti presenterà il libro “La guaritrice ferita. L’iniziazione sciamanica di una donna occidentale”, in dialogo con l’antropologo Francesco Spagna. Alle 18 è in programma la premiazione di ETNOFILMfest 2026, che chiuderà il concorso.
La manifestazione si concluderà alle 21 con il concerto “Graal – Un viaggio sonoro tra mito e visione”, con Vincenzo Zitello all’arpa celtica e clarsach e Fulvio Renzi al violino e violino baritono.