Siccità nelle Colline UNESCO, a Farra di Soligo i Comuni chiedono un piano comune
Sindaci, tecnici e associazioni agricole si sono riuniti il 5 ottobre 2026 per affrontare la carenza idrica nelle aree collinari.
FARRA DI SOLIGO - La siccità nelle Colline UNESCO non viene più considerata un’emergenza occasionale, ma una criticità destinata a ripresentarsi. Da qui la richiesta, emersa dal tavolo tecnico riunito lunedì 5 ottobre 2026 all’Auditorium Santo Stefano, di costruire una strategia condivisa tra Comuni, Regione ed enti tecnici per intervenire su reti, irrigazione e capacità di accumulo dell’acqua.
All’incontro hanno partecipato il Comune di Farra di Soligo, che ha promosso il confronto, e le amministrazioni di San Pietro di Feletto, Miane, Follina, Refrontolo, Revine Lago, Vidor, Susegana e Vittorio Veneto. Presenti anche rappresentanti e tecnici della Regione del Veneto, del Consorzio di Bonifica Piave, del Genio Civile, della Provincia di Treviso e delle associazioni di categoria, tra cui Confagricoltura, CIA e il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG.
Le criticità emerse nel confronto
Dal tavolo è emerso un punto condiviso: dopo le difficoltà già registrate nel 2022, il 2026 ha confermato una situazione che rischia di diventare strutturale. Le ricadute riguardano non solo le produzioni agricole, ma anche la tenuta dei vigneti e la conservazione del paesaggio collinare.
Secondo quanto discusso con Regione del Veneto e Consorzio di Bonifica Piave, le priorità sono tre: ridurre le perdite nella distribuzione, aumentare l’efficienza dei sistemi irrigui e accrescere la capacità di accumulo dell’acqua. In particolare, nelle aree collinari la morfologia del territorio rende più difficile l’approvvigionamento idrico, tra pendenze, trasporto complesso dell’acqua, disponibilità limitata di mezzi e casi in aumento di prelievi non autorizzati.
Nel confronto è stato richiamato anche il tema delle “rive eroiche”, per le quali servirebbero infrastrutture condivise come condotte principali, sistemi di pompaggio e derivazioni al servizio di più aziende. Tra le soluzioni indicate c’è anche una maggiore collaborazione tra agricoltori nella gestione delle infrastrutture e della risorsa idrica.
Le soluzioni sul tavolo
Tra gli strumenti considerati più concreti ci sono i sistemi di irrigazione a goccia, già sperimentati in alcune realtà del territorio, che consentirebbero di mantenere produzioni di qualità utilizzando quantità d’acqua inferiori. Accanto a questo, è stata ribadita la necessità di prevedere piccoli bacini di accumulo da riempire nei mesi invernali e di sviluppare opere comuni capaci di servire più aziende agricole.
La richiesta più netta arrivata dall’incontro è però quella di rendere stabile il confronto tra amministrazioni, enti tecnici e mondo agricolo. L’obiettivo è istituire un tavolo permanente che permetta da una parte di seguire le progettualità in corso e dall’altra di costruire una linea comune per reperire e sbloccare le risorse necessarie.
A Farra di Soligo il tema si inserisce in un quadro territoriale che nelle ultime settimane ha visto anche altri temi di interesse locale, dalle borse di studio per studenti meritevoli agli interventi legati alla vita amministrativa e civile del paese.
Il prossimo passaggio
Al termine dell’incontro è stata decisa la convocazione di un nuovo appuntamento nei prossimi mesi. Il passaggio successivo sarà la stesura di un documento di sintesi con proposte condivise, da usare come base per una gestione dell’acqua su scala territoriale e non più frammentata tra singoli enti.
Il sindaco di Farra di Soligo, Mattia Perencin, ha indicato la posta in gioco oltre il solo settore agricolo: la carenza idrica, ha spiegato, tocca economia, paesaggio, turismo e sicurezza idrogeologica. Se le colline diventassero meno coltivabili, il rischio sarebbe una progressiva trasformazione del territorio agricolo in area boschiva, con effetti sull’intero sistema locale.
Perencin ha insistito soprattutto sulla necessità di usare meglio l’acqua già disponibile, attraverso infrastrutture efficienti, sistemi irrigui a basso consumo e invasi di piccole dimensioni, sottolineando che i tempi burocratici sono lunghi mentre gli eventi climatici estremi sono sempre più ravvicinati. Per questo dal tavolo di Farra di Soligo è uscita la richiesta di passare rapidamente dalle proposte ai progetti, così da arrivare a opere concrete per il territorio delle colline.