Festa della Sensa, nasce il Comitato dei Piloni Dalmati al Lido

Al Monastero di San Nicolò del Lido l’alzabandiera con Brugnaro e il Coro Serenissima Venezia

18 maggio 2026 09:44
Festa della Sensa, nasce il Comitato dei Piloni Dalmati al Lido -
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VENEZIA – La Festa della Sensa ha fatto da cornice, il 17 maggio 2026, all’iniziativa “Ti con nu, nu con Ti”, ospitata al Monastero di San Nicolò del Lido di Venezia. Nel corso della giornata si è svolto l’alzabandiera ai Piloni Dalmati, coordinato dall’alpino paracadutista Maurizio Vianello e accompagnato dal Coro Serenissima Venezia.

Alla cerimonia ha partecipato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Al termine dell’iniziativa era presente anche il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, per una foto ricordo.

L’iniziativa al Monastero di San Nicolò

L’evento si è tenuto sotto l’egida del Comune di Venezia ed è stato organizzato in collaborazione con Global Campus of Human Rights, Coordinamento Associazioni d’Arma di Venezia, Società Dalmata di Storia Patria, Associazione Dalmati Italiani nel Mondo APS, Consiglieri di Municipalità e Comune, Europa Adriatica Nordest e Aeroporto Nicelli.

Al termine della giornata ha preso avvio il Comitato d’Onore della Sensa ai Piloni Dalmati per l’Europa delle due sponde adriatiche, con sede al Global Campus of Human Rights. Il nuovo organismo nasce richiamandosi alla tradizione della Festa della Sensa, alla memoria custodita dai Piloni Dalmati e ai valori europei del dialogo, dei diritti umani e del patrimonio culturale.

Il Comitato promuoverà iniziative culturali, educative e commemorative dedicate all’Adriatico, indicato come spazio di pace, incontro e cooperazione tra le due sponde adriatiche.

I Piloni Dalmati e il legame con l’Adriatico

I Piloni Dalmati, restaurati con il sostegno dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo, sono un luogo storico di forte valore simbolico per la memoria adriatica. L’opera è composta da tre grandi cippi in pietra d’Istria, sui quali sono scolpiti i simboli di Venezia, della Dalmazia e della storia della Serenissima.

Il monumento fu realizzato nel 2005 su iniziativa del compianto Tullio Vallery e di Franco Luxardo, con il sostegno del Lions Club Lido. I Piloni richiamano “l’ultimo fatto d’Arme a Venezia” e testimoniano il legame storico, culturale e umano tra Venezia, l’Istria, il Quarnero e la Dalmazia.

La frase “Ti con nu, nu con Ti”

La frase “Ti con nu, nu con Ti”, cioè “Tu con noi, noi con Te”, è legata al 23 agosto 1727. Fu pronunciata dal capitano veneziano Giuseppe Viscovich nel “giuramento di Perasto”, nella Dalmazia montenegrina, quando per ultimo ammainò il Serenissimo Gonfalone di Venezia.

Ai Piloni Dalmati una targa in pietra d’Istria ricorda un altro episodio scolpito nella memoria del luogo: “Il 20 Aprile 1797, all’entrata del porto del Lido marinai delle Bocche di Cattaro, comandati dal Capitano Alvise Viscovich, reagirono vittoriosamente alla provocazione navale francese testimoniando la fedeltà dei Dalmati a Venezia. Ultimo fatto d’arme a Venezia. TI CON NU – NU CON TI“.

La Sensa e lo sposalizio con il mare

Ogni anno, da secoli, nel tratto d’acqua davanti alla Chiesa di San Nicolò del Lido, dove si trovano i Piloni Dalmati, la laguna riceve l’anello d’oro dogale. Il rito celebra l’Ascesa in cielo di Gesù Cristo e rappresenta il legame, lo sposalizio, di Venezia con il mare.

La Festa della Sensa trae origine dalla memorabile impresa dogale dell’anno 1000, compiuta da Pietro II Orseolo, ventiseiesimo doge di Venezia, in soccorso della Dalmazia. Pietro II Orseolo è considerato l’iniziatore dello Stato da Mar.

Abile diplomatico, Pietro II Orseolo riunì la nobiltà veneziana e costruì relazioni collaborative con gli Imperi di Occidente e di Oriente. Il suo dogado consolidò e sviluppò l’influenza marittima della Serenissima sull’Istria e sulla Dalmazia, stabilendo alleanze con i greci.

Il doge liberò le popolazioni della Dalmazia e sconfisse i pirati Narentani quando, con il favore di Bisanzio, per la prima volta fu alzato lo stendardo di San Marco.

L’operazione navale del doge ebbe successo a Parenzo, Pola, Ossero, Cherso, Veglia, Arbe, Zara, Sebenico, Traù, Spalato, Curzola, Lagosta e Ragusa; in seguito Bisanzio conferì a Pietro II Orseolo il titolo di “Duca di Dalmazia”.

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