Festival Morsanese 2026, 600 persone al palazzetto per la serata dedicata agli anni Sessanta
Possono partecipare solo persone originarie di Morsano o residenti in paese, e la musica deve essere eseguita interamente dal vivo.
MORSANO AL TAGLIAMENTO - 600 persone hanno riempito il palazzetto per il Festival Morsanese 2026, tornato a celebrare una delle manifestazioni più riconoscibili del paese con una serata tutta dedicata agli anni Sessanta. La ventesima edizione non consecutiva, intitolata “Morsano Canta gli anni ‘60”, ha portato sul palco 19 cantanti morsanesi accompagnati dal vivo dai Bagliori di Luce, con la partecipazione speciale di MAL.
La formula è quella che da sempre caratterizza il festival: non una gara, ma un’esibizione collettiva costruita attorno a due regole precise. Possono partecipare solo persone originarie di Morsano o residenti in paese, e la musica deve essere eseguita interamente dal vivo. Un’impostazione che negli anni ha trasformato il festival in un appuntamento molto radicato nella comunità locale.
L’iniziativa è organizzata dalla Cooperativa Esibirsi, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Insegnare Musica, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune di Morsano al Tagliamento.
Una storia iniziata nel 1965 e rilanciata negli ultimi anni
Il Festival Morsanese nasce nel 1965 con l’obiettivo di avvicinare i più piccoli al canto. Dopo quattro edizioni si fermò, per poi ripartire nel 1991 grazie a un gruppo spontaneo di volontari adulti, alcuni dei quali erano stati protagonisti da bambini nelle prime stagioni.
Da quel momento il festival ha riunito sul palco partecipanti di età diverse, richiamando pubblico dal paese e anche da fuori. Dal 1991 al 2013 sono state organizzate 13 edizioni non consecutive, prima di una nuova interruzione dovuta alla defezione di alcuni tra i principali promotori.
Il rilancio è arrivato nel 2024 con “Morsano Canta Battisti”, seguito nel 2025 da “Morsano Canta Sanremo”. Per l’edizione 2026 la scelta è caduta sugli anni Sessanta, un omaggio sia al periodo in cui il festival è nato sia a una stagione musicale ancora molto presente nell’ascolto popolare.
A spiegare il senso del tema sono stati Lucio Bot, Giuliano Biasin e Luigi Buggio, amministratori di Esibirsi e Insegnare Musica: l’idea, hanno sottolineato, è stata quella di richiamare il decennio in cui il festival ha mosso i primi passi e che ha lasciato in eredità canzoni ancora oggi conosciute, cantate e spesso reinterpretate.
I cantanti sul palco e il repertorio della serata
La serata si è aperta con i Bagliori di Luce insieme a Lucio Bot. Da lì è partita una scaletta interamente costruita sui grandi classici del decennio.
Si sono esibiti Francesca Gaiardo con “Il ballo del mattone” di Rita Pavone, Endia Biason con “Ma che freddo fa” di Nada, Federica Vicentini con “Shout” di Lulu, Andrea Nadalin con “Ho difeso il mio amore” dei Nomadi, Elena Ellero e Piero Gnesutta con “Senza fine” di Gino Paoli e Ornella Vanoni, Michela Gaiardo con “Chariot” di Betty Curtis, Eva Nadalin con “Se telefonando” di Mina e Lucio Bot con “7 e 40” di Lucio Battisti.
Nella seconda parte sono saliti sul palco Giulia Innocente con “Can’t Help Falling in Love with You” di Elvis Presley, Marco Carbonera con “Meraviglioso” di Domenico Modugno, Fulvia Loretti con “Sono bugiarda” di Caterina Caselli, Anna Gardiman con “Città vuota” di Mina, Laura Vicentini con “Cuore” di Rita Pavone, Serena Antoniali con “Pregherò” di Adriano Celentano, Rachele Sorgon con “Una ragione di più” di Ornella Vanoni, Luca Vittor con “Se bruciasse la città” di Massimo Ranieri e Manola Simonato con “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” di Gianni Morandi.
Nel corso della serata i Bagliori di Luce hanno alternato le esibizioni con alcuni medley dedicati ad altri brani simbolo dell’epoca. Il finale è stato affidato a “Hey Jude” dei Beatles, eseguita coralmente con tutti i protagonisti riuniti sul palco.
L’ospite MAL e gli allestimenti attorno al festival
A dare ulteriore richiamo alla ventesima edizione è stata la presenza di MAL, tra i nomi legati proprio alla stagione musicale degli anni Sessanta. L’artista ha proposto “Pensiero d’amore” e un potpourri dei suoi brani più conosciuti.
Sul palco, per un saluto istituzionale, sono intervenuti anche il sindaco Elena Maiolla e il Consigliere Regionale Markus Maurmair, accompagnati dall’amministratore di Esibirsi Giuliano Biasin.
Accanto alla musica, la manifestazione è stata affiancata da una mostra fotografica dedicata alle edizioni del festival dalle origini a oggi, da una piccola esposizione di radio e televisioni degli anni Sessanta messe a disposizione dal collezionista Romano Biasin e dalla presenza di una Fiat 500 e di una bianchina offerte dall’officina Bianchi.