Al via la rassegna ‘Filosofia in città’: dall’8 febbraio incontri sulla ‘pace dimenticata’

A Udine la rassegna Filosofia in città 2026 riflette su guerra e pace con incontri pubblici e relatori di rilievo.

02 febbraio 2026 08:15
Al via la rassegna ‘Filosofia in città’: dall’8 febbraio incontri sulla ‘pace dimenticata’ -
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Noi siamo nati per cominciare’, scrive Hannah Arendt in Vita activa all’epoca dei post-totalitarismi europei, per affermare che l’azione umana può interrompere il corso della distruzione e riaprire la storia alla possibilità dell’inizio. Oggi questa facoltà appare rimossa: la realtà della guerra è divenuta urgente anche per le società occidentali, che negli ultimi decenni si sono progressivamente allontanate dalla speranza del secondo Novecento in una cultura della pace e in un orizzonte fondato sul diritto internazionale e sulle istituzioni sovranazionali.

Ed è proprio sulla tragica attualità dei conflitti e sulla possibilità di un loro appianamento che verte l’edizione 2026 della rassegna Filosofia in città, organizzata dalla Società Filosofica Italiana – Sezione Friuli Venezia Giulia, e intitolata La pace dimenticata.

Nella prima parte dell’anno, sono in programma tre incontri con studiosi e accademici autorevoli: il primo, dedicato alle Prospettive della guerra e della pace, si terrà domenica 8 febbraio alle ore 11, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, e vede protagonisti Edoardo Greblo, già docente di Storia e filosofia nei licei e presso l’Università di Trieste, redattore della rivista aut aut, e Carlo Galli, filosofo e politologo, a lungo professore di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna in collegamento online. Con l’obiettivo di offrire una mappa di orientamento nell’attuale scenario politico, i relatori affrontano le tematiche della guerra globale, dell’indebolimento del diritto internazionale, dell’ambiguo concetto di “guerra ibrida” e dei modi in cui la pace può essere ristabilita.

Stessa location e stesso orario per il secondo appuntamento della rassegna, in calendario domenica 1° marzo, che vede come relatore Raoul Kirchmayr, dottore di ricerca in Estetica e in Filosofia teoretica e autore di numerose pubblicazioni. Il suo intervento, Estetizzazione della guerra e contro-strategie culturali, esamina la costruzione del mito della guerra “bella” attraverso immagini e dispositivi mediatici e mette a fuoco le strategie utili a smascherare le forme di manipolazione.

Il terzo incontro, Il movimento della rivoluzione. Da Hannah Arendt a Euromaidan, in programma venerdì 17 aprile alle ore 17 presso la Sala conferenze della Fondazione Friuli, analizza da prospettive disciplinari diverse il rapporto tra rivoluzione, guerra e pace. Intervengono Olivia Guaraldo, filosofa e docente di Filosofia politica all’Università di Verona, e Marcello Flores, storico e già professore all’Università di Siena. I due studiosi prendono le distanze da un approccio “realista”, che interpreta le guerre esclusivamente dal punto di vista degli Stati e dei loro interessi, e mettono in evidenza come i conflitti non siano tutti uguali e come la pace non rappresenti necessariamente un’utopia o non sia semplicemente riducibile alla conseguenza di una guerra. In questo quadro, si inserisce l’analisi puntuale del caso ucraino, a partire dalla rivoluzione del 2014 e da un movimento popolare che sfugge al mero paradigma geopolitico.

Il nostro intento – spiega Beatrice Bonato, curatrice della rassegna – è quello di riflettere non solo sui nuovi intrecci tra politica, economia e tecnologia che stanno alla base del ritorno della guerra, in continuità con gli argomenti dell’ultimo ciclo “L’Occidente sotto accusa”, ma soprattutto di spostare l’attenzione dall’apparente inevitabilità dei conflitti armati alle possibilità concrete della pace che ancora esistono. Di interrogare, infine, il rapporto non scontato né univoco tra la filosofia e la guerra: dal realismo crudo, che fa dello scontro bellico un dato immodificabile dell’antropologia, alla fascinazione per la guerra concepita come prova suprema e sfida alla morte, all’esigenza di tenerla lontana e superarla attraverso istituzioni giuridiche razionali e universali”.

Sempre su queste tematiche, accanto alla rassegna Filosofia in Città, la Società Filosofica Italiana – Sezione FVG proporrà, nel corso della stagione culturale 2026, seminari di studio, eventi e momenti di approfondimento aperti al pubblico, pensati come occasioni di incontro partecipato.

Conclude Bonato: “La centralità assunta oggi dai conflitti incide sulle priorità dell’agenda politica, orienta il dibattito pubblico e condiziona la percezione collettiva delle emergenze, fino a oscurare la dirimente questione ambientale, la compromessa giustizia sociale e i profondi squilibri economici tra le diverse aree del mondo. È a partire da questa situazione che emerge la necessità di riaprire spazi di discussione e di confronto pubblico, capaci di restituire complessità ai problemi del presente e di coinvolgere attivamente chi sceglie di interrogarsi sulle trasformazioni in atto”.

Ingresso gratuito, è richiesta la prenotazione via mail: [email protected]

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