Fine vita, Borgia: serve una legge nazionale, non norme diverse da Regione a Regione

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Veneto commenta l’impugnazione del Governo sulla legge regionale

05 novembre 2026 19:54
Fine vita, Borgia: serve una legge nazionale, non norme diverse da Regione a Regione -
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Fine vita, Borgia (FDI): «Impugnazione del Governo conferma le nostre perplessità. Serve una disciplina nazionale, non venti leggi regionali»

VENEZIA, 5 NOVEMBRE 2026 – «La decisione del Governo di impugnare la legge regionale veneta sul fine vita conferma le perplessità che Fratelli d’Italia ha espresso con chiarezza fin dall’inizio: una materia tanto delicata, che coinvolge il diritto alla vita, l’autodeterminazione della persona e i diritti fondamentali, non può essere affrontata attraverso discipline differenti da Regione a Regione. Se il nostro ordinamento ritiene necessario un intervento legislativo questo deve avvenire nella sede naturale prevista dalla Costituzione: il Parlamento». Lo dichiara Claudio Borgia, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Veneto, commentando l’impugnazione da parte del Governo della legge regionale sul suicidio medicalmente assistito.

Le perplessità sulla legge regionale

«La nostra posizione è sempre stata chiara e coerente come dimostra il voto contrario espresso in Consiglio regionale. Pur avendo apprezzato l’impegno del presidente Stefani nel cercare di migliorare il testo, abbiamo mantenuto forti perplessità sull’impianto giuridico complessivo della legge che oggi trovano riscontro nella decisione del Governo – continua il Consigliere regionale meloniano - La stessa giurisprudenza costituzionale ha delineato confini precisi alle competenze delle Regioni riconoscendo loro spazi di intervento sul piano organizzativo e procedurale, ma riservando alla legislazione statale la disciplina degli aspetti sostanziali. Non possiamo immaginare che su una questione di questa portata i cittadini possano trovarsi di fronte a regole differenti a seconda del territorio in cui vivono. È un principio che deve valere ovunque, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni».

Cure palliative e disciplina nazionale

«Rimane dunque ferma la nostra convinzione di fondo: davanti alla sofferenza e alla fragilità la prima responsabilità delle Istituzioni deve essere quella di garantire cure palliative, terapia del dolore, sostegno psicologico e assistenza alle famiglie – conclude Borgia - Difendere la vita significa non lasciare mai sola una persona nel momento della sua massima vulnerabilità. È su questo che continueremo a impegnarci, nel rispetto della dignità di ogni persona e della delicatezza di un tema che non può essere ridotto a uno scontro politico».

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