Folkest sul territorio, dal 11 al 14 giugno quattro tappe in Friuli Venezia Giulia
La rassegna parte l’11 giugno da Gemona del Friuli e prosegue fino al 14 giugno con appuntamenti tra musica, borghi e spazi del territorio
Gemona del Friuli - Parte da giovedì 11 giugno il primo percorso di Folkest sul territorio, con quattro appuntamenti in diversi luoghi del Friuli Venezia Giulia pensati per unire musica dal vivo e scoperta del territorio. La rassegna apre a Gemona del Friuli e, nell’arco di quattro giorni, toccherà anche Corno di Rosazzo, Amaro e Montenars.
Il debutto è fissato alle 20.45 al parco di via Dante di Gemona del Friuli, nell’anno del cinquantenario del terremoto, con “Contrabbandieri di musica occitana” affidato ai Lou Dalfin dal Piemonte. Il giorno successivo, venerdì 12 giugno alle 20.45, Folkest farà tappa a Corno di Rosazzo, a villa Nachini Cabassi, con “Sentimento Popolare” di Camilla Barbarito.
Il fine settimana proseguirà sabato 13 giugno alle 18.00 ad Amaro, nella corte Schonau, con “The Queen of Swords”, concerto che porterà in Friuli l’attesa Scarlet Rivera insieme ai Borderlobo. La prima settimana di programmazione si chiuderà domenica 14 giugno, ancora alle 18.00, all’Agriturismo al Tulin di Montenars, dove Jackie Perkins presenterà “Glimpse of Eternity”.
Un festival diffuso tra musica e luoghi
Dopo l’anteprima con La Fieste De Sedon, Folkest rilancia così il suo format diffuso nelle piazze e negli spazi del Friuli Venezia Giulia, con un calendario costruito attorno a luoghi suggestivi e a un equilibrio tra ricerca musicale, tradizione e compatibilità con i contesti che ospitano gli spettacoli. L’idea resta quella che accompagna da anni il festival: portare il pubblico dentro esperienze culturali legate ai luoghi, facendo incontrare identità, storie e tradizioni diverse.
Nel tempo il legame con le comunità locali è diventato uno dei tratti distintivi del progetto artistico di Folkest, che ha sviluppato una formula capace di raggiungere anche contesti meno conosciuti e di creare connessioni tra territori e culture, oltre i confini regionali. Tra i partner che sostengono il festival ci sono il Ministero della Cultura, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine, il Comune di San Daniele del Friuli, oltre venticinque Comuni e Pro loco del Friuli Venezia Giulia, l’Unione Europea attraverso la piattaforma Upbeat, il Nuovo Imaie, Banca 360 e la Cantina Tavagnacco.
I protagonisti dei primi quattro concerti
I Lou Dalfin, in programma a Gemona, nascono nel 1982 nelle valli occitane del Piemonte su iniziativa di Sergio Berardo. Partiti dal recupero della musica tradizionale in lingua d’oc, dopo la rifondazione del 1990 hanno costruito un suono che intreccia folk, rock e jazz. Berardo ha dato forma al genere del “ballo-canzone”, con testi in occitano ispirati alla storia e alla vita delle vallate alpine. Il gruppo ha superato i 1.300 concerti, pubblicato 11 album, vinto la Targa Tenco e consolidato il proprio ruolo come realtà di riferimento della musica occitana in Europa.
Camilla Barbarito, attesa a Corno di Rosazzo, è una cantante e performer milanese formatasi tra teatro sperimentale e canto. Nel suo percorso hanno avuto un peso anche le tournée giovanili nell’Africa subsahariana e l’incontro con culture extraeuropee. Collabora con numerosi ensemble musicali e porta avanti una ricerca nella world music, oltre a lavorare come vocal performer in spettacoli e concerti di carattere sperimentale, talvolta anche come attrice. Le sue esibizioni, in duo o in quartetto, puntano su atmosfere partecipate e coinvolgenti.
L’attesa per Scarlet Rivera
Tra i nomi più attesi di questa apertura di Folkest c’è Scarlet Rivera, protagonista sabato ad Amaro. Il suo nome è legato a uno dei passaggi più noti della storia del rock: l’incontro con Bob Dylan, che scelse il suo violino come strumento centrale del disco “Desire”, fino a sostituire nelle tracce già registrate la chitarra elettrica di Clapton.
Partita da una formazione classica, Rivera ha attraversato negli anni generi diversi, dalla fusion ai poliritmi latini, dalla musica celtica alla new age. Nel suo percorso artistico figurano collaborazioni e performance con la Duke Ellington Orchestra, al Carnevale di Venezia, con le Indigo Girls, Tracy Chapman, Eric Andersen, Keb Mo e Peter Maffay. Un repertorio che attraversa anche autori come Dylan, Cohen, De André e Townes Van Zandt.
Ad accompagnarla ad Amaro ci saranno i Borderlobo, band italiana nata dall’iniziativa del cantautore, promoter e direttore artistico Andrea Parodi Zabala. Il progetto riunisce musicisti della scena folk, blues e cantautorale italiana legati alle sonorità americane. Il loro riferimento musicale è una miscela di Tex-Mex, folk rock e canzone d’autore, tra brani originali di Parodi, cover dei Los Lobos e riletture in chiave “confine messicano” di canzoni di grandi cantautori italiani, soprattutto Fabrizio De André.
La chiusura con Jackie Perkins
A chiudere questa prima serie di date sarà Jackie Perkins, in concerto domenica 14 giugno a Montenars. Nata in una famiglia di musicisti, con madre pianista, padre trombonista e una sorella violinista, Perkins è arrivata in Italia grazie a una borsa di studio che l’ha portata a Siena, Roma, Perugia e Parma, città nella quale vive dal 1995.
Da allora ha avviato un percorso fatto di concerti, chitarra e ballate folk inizialmente ispirate a Joni Mitchell. Dal 1997 a oggi ha collaborato alla realizzazione di più di quaranta lavori e ha continuato l’attività dal vivo sia in Italia sia negli Stati Uniti, nel circuito della nuova musica acustica. Il suo stile unisce accordature aperte, ritmiche originali e una voce di ampia estensione nel concerto all’Agriturismo al Tulin di Montenars.