Fotovoltaico, cresce l’interesse delle imprese tra Padova e Rovigo per il maxi incentivo 2026

A due settimane dall’apertura della piattaforma GSE aumentano le richieste di supporto.

28 giugno 2026 11:34
Fotovoltaico, cresce l’interesse delle imprese tra Padova e Rovigo per il maxi incentivo 2026 -
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PADOVA - A due settimane dall’apertura della piattaforma GSE per accedere al nuovo iperammortamento sul fotovoltaico, tra Padova e Rovigo cresce il numero di imprese che chiedono informazioni tecniche e assistenza per installare nuovi impianti aziendali. Il dato interessa soprattutto le piccole e medie imprese che puntano a tagliare la spesa energetica e a ridurre l’esposizione alle oscillazioni del mercato elettrico.

Secondo CNA Padova e Rovigo, gli uffici stanno registrando un aumento progressivo di richieste su uno strumento che prevede una maggiorazione fiscale fino al 180% per impianti dal valore fino a 2,5 milioni di euro. La misura, legata al fotovoltaico per autoconsumo, arriva in una fase in cui il costo dell’energia acquistata dalla rete resta più alto rispetto alla media europea: per le imprese di Padova e Rovigo il differenziale indicato è del 29% in più, con punte del +53% rispetto alla Francia e del +63% rispetto alla Spagna.

Quanto vale l’incentivo per le imprese

L’agevolazione 2026 consiste in una maggiorazione fiscale del costo del bene. In termini pratici, per un investimento da 150mila euro l’impresa può ottenere una riduzione delle imposte future superiore al 43% del capitale investito. Il beneficio viene recuperato gradualmente nel periodo di ammortamento dell’impianto, in media tra 11 e 12 anni.

Accanto al vantaggio fiscale c’è poi il risparmio diretto in bolletta. Con un autoconsumo dell’80% e un prezzo dell’energia pari a 0,20 euro per kWh, il risparmio annuo può superare 30mila euro. È questo il punto che sta spingendo molte aziende a valutare l’investimento, soprattutto dopo gli shock energetici degli ultimi anni, dalla guerra russo-ucraina alle tensioni sullo stretto di Hormuz.

Il caso Sarp: bolletta ridotta di circa il 60%

Tra gli esempi citati c’è quello della Sarp di San Martino di Lupari, azienda che produce macchinari per il settore alimentare. A fine 2023 ha installato un impianto fotovoltaico da circa 100 kW, senza riuscire ad accedere agli incentivi allora disponibili.

Il presidente Giovanni Salvalaggio spiega che l’investimento è stato realizzato interamente in autonomia, ma i risultati economici si sono comunque fatti sentire. Nel 2023 l’azienda sosteneva una spesa annua per l’energia di circa 32mila euro; nel 2024, anche a fronte di nuovi investimenti, il saldo tra energia acquistata dalla rete e surplus venduto si è fermato a 12mila euro. La riduzione dei costi è stata quindi di circa il 60% e l’ammortamento della spesa è stimato intorno al 2030, in circa sei anni.

Salvalaggio sottolinea anche un altro aspetto: durante la crisi di Hormuz l’azienda ha seguito gli sviluppi sui giornali, ma senza avvertire quasi effetti sulla spesa energetica. Un elemento che, sul piano industriale, si traduce in maggiore stabilità rispetto a concorrenti che hanno dovuto assorbire aumenti di bolletta tra il 30% e il 50%.

Fotovoltaico, cresce l’interesse delle imprese tra Padova e Rovigo per il maxi incentivo
Fotovoltaico, cresce l’interesse delle imprese tra Padova e Rovigo per il maxi incentivo

I requisiti tecnici da rispettare

L’incentivo, però, non è automatico e richiede una struttura tecnica precisa. La parte più delicata riguarda l’interconnessione informatica dell’impianto, da realizzare con inverter intelligenti e sistemi di monitoraggio energetico, oltre alla corretta dimostrazione dei requisiti previsti dalla norma.

Tra gli elementi da documentare ci sono il fabbisogno energetico storico dell’azienda, il corretto dimensionamento dell’impianto, il rispetto del limite del 105% del fabbisogno, la destinazione dell’energia all’autoconsumo e l’integrazione con i sistemi aziendali di gestione e controllo dell’energia. Per questo, una fase preliminare accurata su analisi, progettazione e documentazione diventa decisiva per non perdere il beneficio fiscale.

In questo quadro, CNA segnala che molte imprese stanno già cercando un accompagnamento non solo burocratico ma anche economico e organizzativo, come accade in altri percorsi di supporto alle aziende e di marketing per le imprese.

Le richieste in aumento tra Padova e Rovigo

Il presidente di CNA Padova e Rovigo, Luca Montagnin, osserva che i decreti attuativi sono stati pubblicati solo da un paio di settimane, ma lo strumento mette a disposizione risorse molto consistenti, fino a 10 miliardi di euro, accessibili anche alle Pmi artigiane.

Secondo Montagnin, con il passare dei giorni aumenta il numero di imprenditori pronti ad affrontare il percorso necessario per arrivare alla realizzazione degli impianti e alla richiesta delle agevolazioni. Il nodo, oltre all’investimento iniziale, resta la capacità di costruire correttamente tutto l’iter tecnico, finanziario e documentale richiesto per accedere al beneficio.

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