Moto contro auto, impatto devastante: Francesco e Jessica perdono la vita sul colpo
Francesco Fecarotta e Jessica Laface sono morti nell’incidente in moto a Salgareda. Erano diretti verso il mare.
SALGAREDA - Stavano viaggiando insieme, forse verso il mare, in una mattina che avrebbe dovuto avere il sapore di una giornata libera. In pochi istanti, lungo via Argine del Piave, a Salgareda, tutto si è trasformato in tragedia. Francesco Paolo Fecarotta, 37 anni, e Jessica Laface, 32 anni, sono morti dopo lo schianto tra la moto su cui viaggiavano e una Dacia Sandero.
L’incidente è avvenuto oggi, sabato 4 luglio, intorno alle 8.25, all’altezza del civico 23. L’impatto non ha lasciato scampo ai due motociclisti.
La dinamica al vaglio della Polizia stradale
Secondo una prima ricostruzione, la moto Bmw sulla quale viaggiavano Francesco e Jessica procedeva lungo l’argine del Piave dietro l’auto.
La due ruote avrebbe seguito la vettura a breve distanza. Un rallentamento della Dacia e un possibile tentativo di sorpasso avrebbero poi portato al tamponamento.
L’urto è stato violentissimo. La moto ha colpito il lato posteriore sinistro dell’auto, spezzandosi in due parti.
Francesco sotto il guardrail, Jessica sulla carreggiata
La violenza dell’impatto ha sbalzato entrambi dalla sella. Francesco è finito sotto il guardrail, mentre Jessica è stata scaraventata al centro della carreggiata.
Quando medico e infermieri del Suem 118 sono arrivati sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. I tentativi di soccorso sono stati inutili: entrambi sarebbero morti praticamente sul colpo.
Francesco e Jessica indossavano regolarmente il casco, ma la violenza dello schianto è stata tale da rendere vano ogni dispositivo di protezione.
Strada chiusa e mezzi sequestrati
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale del distaccamento di Vittorio Veneto, incaricati dei rilievi, con il supporto della Polizia locale per la gestione della viabilità.
La strada è rimasta chiusa a lungo per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la messa in sicurezza.
La Procura di Treviso aprirà un fascicolo per omicidio stradale. I mezzi coinvolti sono stati posti sotto sequestro, mentre le salme sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
Francesco e Apecannolo
Francesco Paolo Fecarotta era di origini siciliane e viveva a Villorba, in via Perer. A Treviso e nei comuni vicini era conosciuto per Apecannolo, l’attività avviata con il fratello Giovanni per portare i cannoli siciliani a feste, sagre ed eventi.
Un progetto nato dal legame con la sua terra d’origine e diventato negli anni una presenza riconoscibile nelle manifestazioni del territorio.
Francesco lascia una figlia piccola, avuta da una precedente relazione, alla quale dedicava buona parte della sua vita.
Jessica, dalla Calabria a Treviso
Jessica Laface era originaria di Reggio Calabria, ma da molti anni viveva nel Trevigiano, in particolare a Villorba.
Per diverso tempo aveva lavorato come cameriera alla pizzeria Da Spillo, a Santa Maria del Rovere. Da qualche tempo era impiegata come cassiera al negozio Bruno Euronics di strada Noalese, di fronte all’aeroporto Canova.
Sposata e separata, non aveva figli. Lascia due sorelle che vivono in Calabria.
Un legame nato otto mesi fa
Jessica e Francesco si erano conosciuti circa otto mesi fa. Da allora era nato un rapporto intenso, ricordato con commozione da chi li conosceva.
A parlare di Jessica è stato anche Giuseppe Sorbillo, titolare della pizzeria Da Spillo, che la considerava come una figlia dopo averla accolta nella sua famiglia quando aveva appena vent’anni.
Un’altra tragedia in moto nel Nordest
Lo schianto di Salgareda si aggiunge a una lunga scia di incidenti che negli ultimi giorni hanno coinvolto motociclisti sulle strade del Nordest, tra cui lo scontro tra auto e moto a San Martino di Venezze e la morte di Gabriele Sorgon, 18 anni, dopo l’incidente in moto a Prata di Pordenone.
A Salgareda restano due vite spezzate, due famiglie travolte dal dolore e una mattina finita nel modo più tragico lungo l’argine del Piave.