Friulano, 30 anni dalla legge regionale: in Consiglio il punto sulle nuove sfide

A Trieste il Consiglio regionale ha ricordato la legge del 1996 sulla tutela del friulano e delle lingue minoritarie.

01 ottobre 2026 17:58
Friulano, 30 anni dalla legge regionale: in Consiglio il punto sulle nuove sfide -
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TRIESTE - Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha celebrato i 30 anni della legge regionale 15 del 1996, il provvedimento che ha avviato la tutela della lingua e della cultura friulane e ha istituito anche il servizio per le lingue regionali e minoritarie. La ricorrenza è stata l'occasione per rilanciare il tema della tutela delle minoranze linguistiche nella scuola, nei media e nella transizione digitale.

Ad aprire la riflessione è stato il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, che ha richiamato il ruolo del Friuli Venezia Giulia come territorio di incontro tra popoli e culture. Secondo Bordin, la forza dell'Assemblea legislativa è stata quella di riconoscere nel tempo la pluralità linguistica come una ricchezza, garantendo tutele e strumenti di sviluppo alle comunità friulana, slovena e germanofona.

Friulano, 30 anni dalla legge regionale: in Consiglio il punto sulle nuove sfide

Per il presidente del Consiglio, la sfida oggi non è solo conservare quanto costruito in questi decenni, ma accompagnare le lingue minoritarie nei nuovi spazi della modernità. Il riferimento è in particolare a scuole, media e transizione digitale, ambiti nei quali il plurilinguismo, ha osservato, deve essere percepito dai più giovani non come un'eredità del passato ma come una competenza utile in un'Europa aperta e connessa.

L'ospite della cerimonia in Aula

Alla seduta celebrativa è intervenuto anche Carles Duarte i Montserrat, studioso della lingua catalana, salutato da Bordin anche in marilenghe: "O ai gust di presentâ l'agrât dal Consei Regjonâl dal Friûl Vignesie Julie e gno personâl al professôr Duarte par jessi chi cun nô".

Nel suo intervento, Duarte ha descritto l'Europa come un mosaico di lingue, sottolineando che è proprio l'insieme delle sue diversità linguistiche a permettere di comprendere passato e presente del continente. Le lingue, ha spiegato, radicano le comunità a una terra e a una storia, mentre il loro studio apre al confronto con altre culture.

Friulano, 30 anni dalla legge regionale: in Consiglio il punto sulle nuove sfide

Il professore ha quindi rivolto un appello diretto alle istituzioni, osservando che in una fase storica segnata da flussi migratori e nuove identità, la salvaguardia e la diffusione di una lingua storica non possono essere demandate ad altri. Al termine della cerimonia, Bordin gli ha consegnato il sigillo del Consiglio regionale in segno di riconoscimento.

Gli interventi di Arlef e della Regione

Alla celebrazione in Aula erano presenti numerosi consiglieri regionali, il presidente di Arlef, Eros Cisilino, e l'assessore regionale delegato Pierpaolo Roberti.

Cisilino ha ricordato il ruolo pionieristico svolto dal Friuli Venezia Giulia con la legge del 1996, facendo notare che all'epoca in Italia non esistevano altre norme simili dedicate alla tutela linguistica. Roberti ha invece ribadito che la valorizzazione del friulano e delle altre lingue minoritarie riguarda non solo il rispetto delle comunità che le parlano, ma anche uno dei fondamenti dell'autonomia regionale.

Friulano, 30 anni dalla legge regionale: in Consiglio il punto sulle nuove sfide

La ricorrenza dei trent'anni ha così riportato al centro un tema che riguarda l'identità istituzionale del Friuli Venezia Giulia: la tutela delle sue lingue storiche come parte della specialità regionale e come terreno su cui si misureranno le prossime politiche linguistiche.

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