Friulano, Pellegrino: dopo la legge del 1996 la sfida per la tutela passa all’Europa
Nel trentennale della legge regionale 15 del 1996, la consigliera Avs richiama i ritardi sui servizi Rai in lingua friulana.
TRIESTE - A trent’anni dalla legge regionale 15 del 1996 sulla tutela della lingua e della cultura friulane, il dibattito si sposta sul terreno europeo. A indicare questa direzione è la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), intervenuta a margine della celebrazione istituzionale ospitata nell’Aula del Consiglio regionale, dove si è ricordata una norma considerata uno dei passaggi centrali della specialità autonomistica del Friuli Venezia Giulia.
Secondo Pellegrino, l’anniversario non deve limitarsi a una ricorrenza formale, ma deve diventare il punto di partenza per un rilancio politico sulla tutela identitaria dentro il pluralismo europeo. Al centro del suo ragionamento c’è il valore delle minoranze linguistiche, che la consigliera definisce non come elemento folkloristico o semplice memoria del passato, ma come parte della democrazia europea e della ricchezza transfrontaliera del continente.
Il trentennale della legge regionale
La celebrazione ha ricordato i 30 anni dall’approvazione della legge regionale 15 del 1996, dedicata alla tutela e alla promozione della lingua e della cultura friulane e all’istituzione del servizio per le lingue regionali e minoritarie. All’appuntamento in Consiglio regionale hanno partecipato anche Carles Duarte i Montserrat, poeta e scrittore catalano, ed Eros Cisilino, presidente dell’Arlef.
Per Pellegrino, quella norma segnò una scelta pionieristica del Friuli Venezia Giulia, capace di riconoscere nel friulano, così come nello sloveno e nel tedesco, un valore universale e non un tema circoscritto a interessi particolari.
I rilievi sui servizi Rai in friulano
Accanto al richiamo simbolico dell’anniversario, la consigliera di Avs ha posto una questione concreta: i ritardi che, a suo giudizio, continuano a pesare sulla piena operatività dei servizi informativi radiotelevisivi in lingua friulana nei palinsesti Rai. Un nodo che, ha osservato, resta aperto nonostante le risorse stanziate.
Nel suo intervento Pellegrino ha parlato di contraddizioni tra le celebrazioni ufficiali e l’attuazione pratica degli strumenti di tutela, mettendo in guardia da arretramenti gestionali e da una visione che finisca per frammentare i diritti culturali.
La dimensione europea della tutela
La proposta politica indicata dalla consigliera guarda ora oltre i confini regionali. Il Friuli Venezia Giulia, secondo Pellegrino, dovrebbe tornare a fare massa critica costruendo un dialogo più stretto con le altre realtà autonome e minoritarie d’Italia e d’Europa, per rafforzare il peso delle specificità dei territori di confine.
In questa prospettiva, il friulano e le varianti linguistiche del territorio vengono indicati come ponti verso l’esterno, strumenti di diplomazia culturale e fattori di coesione sociale.
L’anniversario della legge, nelle parole della consigliera, impone quindi un’assunzione di responsabilità: trasformare oggi i principi fissati nel 1996 in risposte attuali e concrete, rivolte anche alle nuove generazioni.