Friuli Venezia Giulia, 6 milioni alle imprese per recuperare case da affittare o vendere

Possono essere affiancati anche lavori di efficientamento energetico e l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

18 settembre 2026 17:47
Friuli Venezia Giulia, 6 milioni alle imprese per recuperare case da affittare o vendere -
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UDINE - La Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato in via preliminare un bando da 6 milioni di euro rivolto alle imprese per recuperare e riqualificare immobili esistenti da destinare alla locazione o alla vendita. La misura, prevista dalla legge regionale 8/2025, punta ad ampliare l’offerta di alloggi e a rimettere in circolo patrimonio edilizio già presente sul territorio, con una dotazione iniziale prevista per il 2027.

Il provvedimento sostiene interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su immobili situati in Friuli Venezia Giulia. Possono essere affiancati anche lavori di efficientamento energetico e l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha spiegato che l’obiettivo è favorire il riuso degli edifici esistenti, accompagnando investimenti che migliorino anche sicurezza ed efficienza energetica degli immobili. Tra le finalità indicate c’è anche quella di creare nuove opportunità abitative per chi arriva in regione per lavoro o per studio.

Chi può partecipare e quali immobili rientrano

Possono accedere al bando società di persone e di capitali, cooperative, consorzi e società consortili costituiti prima del 1 gennaio 2026 e titolari dei diritti previsti dal bando sugli immobili interessati.

Per gli interventi finanziati esclusivamente in regime de minimis sono ammissibili anche i lavori avviati a partire dal 1 gennaio 2026. Nel regime previsto dal Regolamento generale di esenzione per categoria, invece, l’avvio dell’intervento dovrà essere successivo alla presentazione della domanda.

L’investimento candidato a contributo dovrà avere un valore minimo di 100mila euro.

Contributi, limiti e vincoli su affitto e vendita

Il contributo massimo previsto è di 52mila euro per ciascuna unità immobiliare destinata alla locazione e di 38mila euro per ogni unità destinata alla vendita, fino a un tetto di 1,5 milioni di euro per domanda.

Gli alloggi destinati all’affitto dovranno essere messi a disposizione per cinque anni con contratto a canone concordato oppure con contratto transitorio per finalità diverse da quella turistica. Per le unità destinate alla vendita, invece, il prezzo massimo sarà determinato dalla Regione e resterà vincolato per cinque anni secondo le modalità indicate dal bando.

È prevista anche una maggiorazione una tantum di 25mila euro nel caso in cui vengano realizzate unità catastali C/1 o C/3, cioè negozi e laboratori, purché sia presente almeno un’unità di categoria A ammessa al contributo.

Nel regime de minimis il contributo può coprire fino al 50 per cento della spesa ammissibile. Per specifici interventi di efficientamento energetico finanziati in regime GBER la copertura può arrivare fino al 70 per cento.

I criteri della graduatoria

La graduatoria premierà soprattutto gli interventi di adeguamento e miglioramento sismico. Seguono, tra i criteri con maggiore peso, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la pronta cantierabilità, il recupero di immobili collocati nelle classi energetiche F e G e la destinazione degli alloggi a lavoratori e studenti.

Secondo quanto indicato dalla Regione, il sistema delle premialità è stato costruito proprio per favorire interventi con maggiore impatto sulla sicurezza, sull’accessibilità e sul miglioramento energetico del patrimonio edilizio esistente.

Quando si potranno presentare le domande

Il bando è stato approvato per ora in via preliminare dalla Giunta e sarà trasmesso alla Commissione consiliare competente per il parere previsto. Solo in un secondo momento, con decreto del direttore del Servizio competente, saranno aperti i termini per la presentazione delle domande.

Il bando prevede inoltre la possibilità di ottenere l’erogazione anticipata del contributo su richiesta del beneficiario, a fronte della presentazione di una fideiussione bancaria o assicurativa; il relativo costo rientra tra le spese ammissibili nei casi finanziati in regime de minimis.

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