Friuli-Venezia Giulia, i servizi di Patronati e Caf in tempo di Covid-19
Trale strutture che in queste difficili settimane hanno continuato alavorare, con le dovute precauzioni, per assicurare servizi aicittadini ci sono i Patronati, che si occupano sostanzialmente diprati...
Tra
le strutture che in queste difficili settimane hanno continuato a
lavorare, con le dovute precauzioni, per assicurare servizi ai
cittadini ci sono i Patronati, che si occupano sostanzialmente di
pratiche previdenziali e di pensione, e i Caf, attivi negli
adempimenti fiscali.
Tali
organismi, per poter garantire
non
solo le tradizionali prestazioni, ma anche quelle attivate con i
nuovi decreti legati all’emergenza coronavirus, hanno dovuto
applicare
radicali
cambiamenti,
adattando
le modalità organizzative e di lavoro alla
tutela di dipendenti ed utenti.
Ma
quali sono i servizi legati al Covid-19 che queste strutture stanno
assicurando?
“Una
delle principali attività di questi giorni è la trasmissione delle
richieste di indennità Covid,
gli
ormai
famosi 600 euro –
spiega il
friulano Luigi Rosa Teio,
direttore
nazionale
dell’Enasc, il patronato dell’Unsic.
“Le
indennità, come
noto,
sono richieste da liberi professionisti, collaboratori coordinati e
continuativi, lavoratori autonomi (artigiani, commercianti,
coltivatori diretti, coloni, mezzadri), lavoratori dello spettacolo,
stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli
a tempo determinato, per
i quali il requisito
richiesto sono
50
giornate di effettivo lavoro in agricoltura nel 2019. Ci siamo
imbattuti anche nei collaboratori sportivi per i quali il bonus viene
richiesto e liquidato da ‘Sport e Salute’
e non dall’Inps”.
Altra
notizia importante è la
proroga dei termini per la presentazione della disoccupazione
agricola (1° giugno 2020) e della Naspi e della Disc. Coll , con
prolungamento di 60 giorni rispetto ai termini ordinari.
“Un
altro provvedimento che sta occupando i patronati sono
gli
ammortizzatori sociali introdotti dal decreto
18/2020, cioè
cassa
integrazione,
trattamento ordinario, assegno ordinario, cassa integrazione in
deroga, regolamentata dalle regioni –
continua Rosa
Teio.
“Le
aziende e i consulenti stanno
richiedendo
informazioni per l’applicazione corretta della norma che ha
concesso la possibilità della cassa integrazione per nove
settimane”.
Per
quanto riguarda i lavoratori, le richieste
riguardano in particolare il congedo Covid/19,
il congedo parentale e i congedi per disabilità, ai sensi della
legge 104/92.
Molte famiglie hanno richiesto informazioni e dettagli sul bonus
Baby-Sitting. Nel settore dei congedi le maggiori criticità si sono
evidenziate nelle compatibilità e cumulabilità tra le varie misure.
Il messaggio Inps n. 1621 del 15 aprile 2020 ha finalmente chiarito
alcuni aspetti oscuri dei provvedimenti.
Un
altro aspetto molto importante, tra le richieste dei lavoratori, è
quello della tutela della salute con i riconoscimenti dell’indennità
di malattia e nei casi di infezione da Coronavirus contratta in
occasione di lavoro, di infortunio lavorativo. “L’Inail, con una
recente circolare, ha precisato le modalità di riconoscimento
dell’infortunio sul lavoro o in itinere a causa del famigerato
virus –
spiega ancora Rosa
Teio.
Dall’Enasc
fanno sapere che non mancano
problemi irrisolti, come la tutela di colf e badanti, settore
completamente escluso dagli interventi governativi.
Il
Patronato ha programmato videoconferenze sia come vademecum dei
decreti “Cura Italia” e “Aprile”, sia per
fornire un quadro d’insieme sulle norme introdotte dal legislatore
a seguito della diffusione del virus, ad
esempio le
indicazioni operative per la gestione degli uffici territoriali
(regolamentazione
degli accessi attraverso appuntamenti, l’applicazione di smart
working con la riduzione di operatori negli uffici e promozione di
strumenti informatici per l’inoltro delle istanze.
L’Enasc
(https://enasc.it/cerca-sede-enasc/)
è presente con oltre
500 sedi in tutta Italia e
15 all’estero.
In
Friuli-Venezia
Giulia
sono
presenti diverse sedi. Per
ulteriori informazioni ci si può rivolgere a Pordenone (viale
Libertà 2/a, tel. 0434-20481), Sacile (viale Lacchin 32/a, tel.
0434-782498),
Trieste (via Pasteur 35, tel.
040-9851152)
o Udine (via del Gelso 17, tel.
0432-1791277).